Gabo

April 18th, 2014

E-RUBINSTEIN-G-G-MARQUEZ-1981-M

Eva Rubinstein · Gabriel García Márquez (Gabo) · 1981


Otto

April 17th, 2014

OTTO-DIX-AUTORITRATTO-CON-GAROFANO-1912-M

Otto Dix · Autoritratto con garofano · 1912 · Institute of arts · Detroit

L’artista espressionista trasfigura così tutto lo spazio. Egli non guarda: vede; non racconta: vive; non riproduce: ricrea; non trova: cerca. Al concatenarsi dei fatti – fabbriche, case, malattie, prostitute, gridi e fame – subentra il loro trasfigurarsi. I fatti acquistano importanza solo nel momento in cui la mano dell’artista, che si tende attraverso di essi, chiudendosi, fa presa su ciò che a essi sta dietro: l’artista vede l’umano nelle prostitute e il divino nelle fabbriche, e riconduce i singoli fenomeni nel complesso del mondo. Il mondo c’è già, non avrebbe senso farne una replica: il compito principale di un artista consiste nell’indagarne i moti più profondi e il significato fondamentale, e nel ricrearlo. Ciascun uomo non è più un individuo legato al dovere, alla morale, alla società, alla famiglia: in quest’arte egli diventa solo una cosa, la più grande e la più misera. Diventa uomo. Kasimir Edschmid · Sull’espressionismo in letteratura · 1919

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Publio

April 14th, 2014

PUBLIO-MORBIDUCCI-AUTORITRATTO-1944-M

Publio Morbiducci · Autoritratto · 1944

.. il 1912, periodo culminante di tutti gli estremismi artistici e un giovane non poteva certo uscirne illeso. Però il senso della misura mi assistette e seguendo la mia naturale inclinazione mi tenni in una forma di impressionismo chiusa entro una sintesi sobria e non aliena di gusto decorativo. Venne la guerra, il periodo buio, il capovolgimento di tanti valori e sia per l’inerzia quasi assoluta nella quale ero costretto, sia per lenta maturazione, molta acqua passò sul mio impressionismo per dar luogo ad altre espressioni e qualità meno fittizie e s’attenuò di molto, almeno su tutto quello che era di inconsistente, nel periodo che ebbi ad aiutare lo scultore Zanelli nei lavori dell’Altare. Tale metamorfosi era dovuta soprattutto ad avere iniziato con serietà lo studio del passato, la copia fredda di ciò che esiste, ma solo in virtù di questo studio il poter rivivere quanto di solido e di sano e di particolare in esso c’è. Publio Morbiducci · Lettera a Ugo Ojetti · 1924

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Johann Sebastian Bach · Passacaglia BWV 582 in do minore (trascrizione per orchestra di Ottorino Respighi)
NBC Symphony Orchestra · Direzione Arturo Toscanini (1947)

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PUBLIO-MORBIDUCCI-AUTORITRATTO-1915-M

Publio Morbiducci · Autoritratto · 1915

Un vivo ringraziamento ad Annamaria Morbiducci
che generosamente ha messo a disposizione le immagini e il testo di questo post.


Adolfo

April 12th, 2014

ADOLFO-WILDT-AUTORITRATTO-MASCHERA-DEL-DOLORE-1908-09

Adolfo Wildt · Autoritratto come maschera del dolore · 1908-09 · Uffizi · Firenze

Lo stile, ricordatelo bene, scaturisce dalla concordanza del carattere proprio della materia col carattere della figura che vi forgiate. Fin che non smarrirete il senso della bellezza del marmo, non cadrete in banalità o sconcezze di esecuzione. Così pure vi raccomando un grande ordine e stretta consuetudine nella disposizione dei ferri e d’ogni altro utensile intorno a voi, in modo che ogni cosa che vi occorra vi venga sottomano quasi da sé, senza dispendio o interruzione della vostra interruzione intelligente, che vuol esser tutta conversa nel vivificare il vostro marmo. Adolfo Wildt · L’arte del marmo · A cura di Elena Pontiggia

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Giacomo Puccini · Fuga in do minore a quattro voci · 1881-83
Quartetto Puccini

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August

April 11th, 2014

AUGUST-MACKE-AUTORITRATTO-CON-CAPPELLO-1909-M

August Macke · Autoritratto con cappello · 1909 · Kunstmuseum · Bonn

La nuova scoperta che ho fatto nella pittura è la seguente: vi sono certi accordi di colori, mettiamo un certo rosso e verde, che si muovono e scintillano quando li guardi. Se guardi un albero in un paesaggio, puoi vedere l’albero o il paesaggio, ma non entrambi, a causa dell’effetto stereoscopico. Ora, se dipingi qualcosa di tridimensionale, il timbro cromatico che scintilla è l’effetto spaziale del colore, e quando dipingi un paesaggio e il fogliame verde scintilla un po’ col cielo blu che traspare, questo deriva dal fatto che il verde è su un piano differente da quello del cielo anche in natura. Scoprire queste energie di colore che formano lo spazio, invece di accontentarci di un morto chiaroscuro, è il nostro compito. Lavorare per me significa celebrare simultaneamente la natura, il calore del sole e degli alberi, gli arbusti, gli uomini, gli animali, i fiori, i tavoli, le sedie, le montagne e il riflesso dell’acqua su ciò che cresce. August Macke · Lettera al pittore Hans Thuar · 1913

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Kurt Weill · Youkali Tango-Habanera · 1934 
The Armadillo String Quartet

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A-MACKE-AUTORITRATTO-1906-M

August Macke · Autoritratto · 1906 · LWL-Landesmuseum für Kunst und Kulturgeschichte · Münster


Otto

April 9th, 2014

OTTO-MUELLER-AUTORITRATTO-CON-CHITARRA-1903-M

Otto Mueller · Autoritratto con chitarra · 1903 · Collezione privata

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.La scimmia e il cane

Come va, cane?
I get by, I’m the best friend of man. How are you?
Molto bene, sono ancora il suo peggior nemico.

Graziano Spinosi

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Egon

April 7th, 2014

EGON-SHIELE-AUTORITRATTO-CON-LA-TESTA-ABBASSATA-1912-M

Egon Schiele · Autoritratto con la testa abbassata · 1912 · Leopold Museum · Wien

Da paesaggi pianeggianti con viali primaverili e da furiose tempeste ho assorbito le impressioni dell’infanzia che si perpetuano nell’immaginario. In quei primi giorni era come se già sentissi e odorassi i fiori prodigiosi, i giardini muti, gli uccelli, nei cui occhi lucenti mi vedevo rispecchiato in sfumature rosa. Spesso mi si inumidivano gli occhi all’arrivo dell’autunno. Quand’era primavera sognavo la musica universale della vita, poi mi rallegravo della splendida estate e ridevo, immaginando il bianco inverno nel suo pieno fulgore. Fino ad allora vissi felice, in una felicità mutevole, ora serena, ora malinconica, poi iniziarono i giorni del dovere e le scuole senza vita. Egon Schiele · Schizzo per un autoritratto, da Ritratto d’artista

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Anton Webern · Passacaglia per orchestra Op 1 · 1908 
Boston Symphony Orchestra · Direzione Carlo Maria Giulini (1974)

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E-SCHIELE-AUTORITRATTO-CON-PHYSALIS-1912-M

Egon Schiele · Autoritratto con physalis · 1912 · Leopold Museum · Wien

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E-SCHIELE-AUTORITRATTO-1910-M

Egon Schiele · Autoritratto · 1910 · Museo Thyssen-Bornemisza · Madrid


Marianne

April 2nd, 2014

MARIANNE-VON-WEREFKIN-AUTORITRATTO-1910-M

Marianne von Werefkin · Autoritratto · 1910 · Lenbachhaus · München

J’aime les choses qui ne sont pas.

Marianne von Werefkin

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Sergej Sergeevič Prokof’ev · Sonata per pianoforte N° 3 in la minore Op 28 · (1907) 
Pianoforte Daniil Trifonov (2011)

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M-V-WEREFKIN-AUTORITRATTO-IN-DIVISA-DA-MARINAIO-1893

Marianne von Werefkin · Autoritratto in divisa da marinaio · 1893 · Museo Comunale d’Arte Moderna · Ascona


Paula

March 31st, 2014

P-M-BEKER-AUTORITRATTO-NEL-SESTO-ANNIVERSARIO-DI-MATRIMONIO-1906-M

Paula Modersohn-Becker · Autoritratto nel sesto anniversario di matrimonio · 1906 · P. Modersohn-Becker Museum · Bremen

Attraverso la più attenta osservazione
ricercare la massima semplicità: ecco la fonte della grandezza.

Paula Modersohn-Becker · Lettere e fogli di diario

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Paul Hindemith · Sonata per viola e pianoforte Op 25 N° 4 · (1922) 
Viola Kim Kashkashian · Pianoforte Robert Levin

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PAULA-MODERSOHN-BECKER-AUTORITRATTO-1906-M

Paula Modersohn-Becker · Autoritratto con collana · 1906 · Museum Ludwig · Cologne

Rainer Maria Rilke · Requiem per un’amica (dedicato a Paula Modersohn-Becker)
Da La dimora del tempo sospeso


Arnold

March 30th, 2014

ARNOLD-SCHOENBERG-AUTORITRATTO-1911-M
Arnold Schönberg · Autoritratto · 1911 · Lawrence Schönberg Collection · Los Angeles

La musica di Schönberg ci introduce in un nuovo regno, dove le esperienze musicali non sono acustiche bensì puramente psichiche. Qui ha inizio la musica del futuro. Wassily Kandinsky · Lo spirituale nell’arte

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Arnold Schönberg · Cadenza (dal Concerto per violoncello e orchestra d’archi in sol minore) · 1913 
Violoncello Michael Bach (1987)

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Come nel campo della chimica un atomo di idrogeno in più o di carbonio in meno, ovvero una diversa struttura o tensione trasforma una sostanza insignificante in un colore o in una sostanza esplosiva, anche nella musica si verifica lo stesso processo: un piccolo cambiamento nella successione delle note, un diverso modo di collegarle, ed ecco che suoni prima scialbi risplendono di una luce sfolgorante, o addirittura minacciano di mandare all’aria una forma che appena prima era così solida. Non accade solo nella musica, ma in tutte le arti. Arnold Schönberg · Musica e pittura

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ARNOLD-SCHOENBERG-AUTORITRATTO-BLU-1910-M

Arnold Schönberg · Autoritratto blu · 1910 · Arnold Schönberg Center · Wien


Vladimir

March 29th, 2014

VLADIMIR-TATLIN-AUTORITRATTO-1911-12-M

Vladimir Evgrafovič Tatlin · Autoritratto come marinaio della flotta sovietica · 1912 · Museo Russo · Sankt-Peterburg

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«Edizione della sera! Della sera! Della sera!
Italia! Germania! Austria!»
E sulla piazza, lugubremente listata di nero,
si effuse un rigagnolo di sangue purpureo!
Un caffè infranse il proprio muso a sangue,
imporporato da un grido ferino:
«Il veleno del sangue nei giuochi del Reno!
I tuoni degli obici sul marmo di Roma!
Dal cielo lacerato contro gli aculei delle baionette
gocciolavano lacrime di stelle come farina in uno staccio,
e la pietà, schiacciata dalle suole, strillava:
«Ah, lasciatemi, lasciatemi, lasciatemi!»
I generali di bronzo sullo zoccolo a faccette
supplicavano: «Sferrateci, e noi andremo!»
Scalpitavano i baci della cavalleria che prendeva commiato,
e i fanti desideravano la vittoria-assassina.
Alla città accatastata giunse mostruosa nel sogno
la voce di basso del cannone sghignazzante,
mentre da occidente cadeva rossa neve
in brandelli succosi di carne umana.
La piazza si gonfiava una compagnia dopo l’altra,
sulla sua fronte stizzita si gonfiavano le vene.
«Aspettate, noi asciugheremo le sciabole
sulla seta delle cocottes nei viali di Vienna».
Gli strilloni si sgolavano: «Edizione della sera!
Italia! Germania! Austria!»
E dalla notte, lugubremente listata di nero,
scorreva, scorreva un rigagnolo di sangue purpureo.

Vladimir Majakovskij · La guerra e l’universo · 1917

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VLADIMIR-TATLIN-AUTORITRATTO-1912-M

Vladimir Evgrafovič Tatlin · Autoritratto · 1912 · Museum of History, Architecture and Fine Arts · Kostroma


Natal’ja

March 27th, 2014

N-GONCHAROVA-AUTORITRATTO-1907-M

Natal’ja Sergeevna Gončarova  · Autoritratto · 1907 · Galleria Tretyakov · Moskvá

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Innanzi la primavera ci sono giorni così:
riposa il prato sotto una neve compatta,
secchi ed allegri stormiscono gli alberi,
il tiepido vento è dolce ed elastico.
E il corpo stupisce della sua leggerezza,
e non riconosci più la tua casa,
e la canzone che t’aveva annoiata
canti con emozione, come se fosse nuova.

Anna Achmatova · 1915 · Da La corsa del tempo

Traduzione di Michele Colucci

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Kazimir

March 26th, 2014

K-MALEVIC-AUTORITRATTO-1933-M
Kazimir Severinovič Malevič · Autoritratto · 1933 · Museo Russo · Sankt-Peterburg
Scritta sul retro: l’artista (quadrato nero). Suprema sfida al regime stalinista. Il quadrato nero è nascosto,
ma la mano ne indica la forma come una speranza.

Nella fabbrica ogni operaio segue attentamente l’andamento della macchina, simile al movimento di una bestia rapace. Contemporaneamente occorre controllare con occhio vigile i propri movimenti. Un movimento sbagliato può provocare la morte o una mutilazione permanente. Da piccolo queste macchine mi sono sempre apparse come animali carnivori. Ho sempre invidiato i piccoli contadini che, secondo me, vivevano in totale libertà, in mezzo alla natura, facendo pascolare i cavalli, dormendo sotto le stelle, stando dietro ai branchi di maiali che riportavano a  casa la sera, seduti a cavalcioni sulla loro schiena e ben aggrappati alle orecchie. Fattore essenziale da cui distinguevo gli operai dai contadini; il disegno. I primi non disegnavano né erano capaci di decorare le loro case o erano interessati all’arte. Mentre invece lo erano tutti i contadini. La campagna si interessava all’arte. È più giusto dire che fabbricavano degli oggetti che mi piacevano molto. È in questi oggetti che si trovava il segreto della mia simpatia verso i contadini. Osservavo emozionato i contadini realizzare questi oggetti ornamentali e li aiutavo a spalmare d’argilla il suolo della loro khata o a fare dei disegni sulla stufa. I contadini erano bravissimi a raffigurare galli, piccoli cavalli e fiori. I colori erano preparati sul posto con diversi tipi di argilla e azzurro d’Olanda. Kazimir Severinovič Malevič

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K-MALEVIC-AUTORITRATTO-IN-DUE-DIMENSIONI-1915-M

Kazimir Severinovič Malevič · Autoritratto in due dimensioni · 1915 · Stedelijk Museum · Amsterdam

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K-MALEVIC-AUTORITRATTO-1911-M

.Kazimir Severinovič Malevič · Autoritratto · 1911 · Museo Russo · Sankt-Peterburg

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K-MALEVIC-AUTORITRATTO-1910-M

Kazimir Severinovič Malevič · Autoritratto · 1910 · Galleria Tretyakov · Moskvá

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K-MALEVIC-AUTORITRATTO-1907-M

Kazimir Severinovič Malevič · Autoritratto · 1907 · Galleria Tretyakov · Moskvá


Fortunato

March 13th, 2014

F-DEPERO-AUTORIRTATTO-1952-M

Fortunato Depero · Autoritratto · 1952 · Collezione Zavattini

Quando vivrò di quello che ho pensato ieri, comincerò ad avere paura di chi mi copia.

Fortunato Depero

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F-DEPERO-AUTORITRATTO-CARTOLINA-1915-M

F-DEPERO-STATI-MENTALI-1-1915-M

F-DEPERO-STATI-MENTALI-2-1915-M

F-DEPERO-STATI-MENTALI-3-1915-M

Fortunato Depero · Depero è un Genio · Arte postale e foto-performance futurista.
Messaggio indirizzato a Carrà sul retro dei tre autoritratti-stati mentali · 1915 · Collezione privata


Umberto

March 12th, 2014

UMBERTO-BOCCIONI-AUTORITRATTO-1908-M

Umberto Boccioni · Autoritratto · 1908 · Pinacoteca di Brera · Milano

Milano, 22 agosto 1907Sono da tre giorni a Milano. Oggi ho visto un quadro che mi ha fatto inumidire gli occhi. La Pietà di Giambellino a Brera. È la perfezione stessa. Il sogno di un artista non può andare più in là. C’è tutto. È terribile!! Umberto Boccioni · Diari

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Franco Casavola · Allegro (da Cabaret Epilettico) · 1925
Pianoforte Daniele Lombardi

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UMBERTO-BOCCIONI-AUTORITRATTO-1905-M

Umberto Boccioni · Autoritratto · 1905 · Metropolitan · New York


Gino

March 10th, 2014

GINO-SEVERINI-AUTORITRATTO-1912-M

Gino Severini · Autoritratto. Il mio ritmo (replica dell’autoritratto del 1912) · 1960 · Musée National d’Art Moderne · Paris

Si possono dare tante definizioni eleganti e profonde, filosofiche o estetiche, dell’arte e della bellezza, ma per un pittore si riassumono tutte in un’unica frase: creare un’armonia. In ogni epoca, l’artista ha sempre avuto di fronte due vie opposte per realizzare questa armonia: o cercare di raggiungerla, imitando l’aspetto della natura con l’estetica dell’empirismo e della sensibilità, o conquistarla davvero, ricostruendo l’universo con l’estetica del numero e con lo spirito. A seconda di quale delle due concezioni trionfasse, abbiamo avuto le grandi epoche artistiche o le epoche di barbarie e di decadenza. Queste ultime sono sempre caratterizzate dall’esaltazione dell’istinto e della sensibilità. Le epoche che ammiriamo, invece, devono la loro grandezza a una concezione spirituale e all’estetica del numero. Gino Severini · Dal Cubismo al Classicismo (a cura di Elena Pontiggia)

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Franco Casavola · Tango Viola (da Cabaret Epilettico) · 1925
Pianoforte Daniele Lombardi

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GINO-SEVERINI-AUTORITRATTO-CON-PANAMA-E-PIPA-1908-M

Gino Severini · Autoritratto con panama e pipa · 1908 · Collezione privata


Luigi

March 9th, 2014

LUIGI-RUSSOLO-AUTORITRATTO-DIETROFRONT-RECTO-AUTORITRATTO-1920-M

Luigi Russolo · Autoritratto dietrofront · Recto: autoritratto · 1920 · Uffizi · Firenze

L-RUSSOLO-AUTORITRATTO-DIETROFRONT-VERSO-GATTO-ROSSO-1920--M

Luigi Russolo · Autoritratto dietrofront · Verso: gatto rosso · 1920 · Uffizi · Firenze

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LUIGI-RUSSOLO-AUTORITRATTO-CON-TESCHI-1906-M

Luigi Russolo · Autoritratto con teschi · 1906 · Museo del Novecento · Milano

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Luigi Russolo · La pioggia · Soprano, pianoforte e intonarumori · 1913

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Caro Francesco Pratella,
grande musicista futurista, la vita antica fu tutta silenzio. Nel diciannovesimo secolo, coll’invenzione delle macchine, nacque il Rumore. Oggi, il Rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilità degli uomini. Per molti secoli la vita si svolse in silenzio, o, per lo più, in sordina. I rumori più forti che interrompevano questo silenzio non erano né intensi, né prolungati, né variati. Poiché, se trascuriamo gli eccezionali movimenti tellurici, gli uragani, le tempeste, le valanghe e le cascate, la natura e silenziosa. In questa scarsità di rumori, i primi suoni che l’uomo poté trarre da una canna forata o da una corda tesa, stupirono come cose nuove e mirabili. Il suono fu dai popoli primitivi attribuito agli dei, considerato come sacro e riservato ai sacerdoti, che se ne servirono per arricchire di mistero i loro riti. Nacque così la concezione del suono come cosa a sé, diversa e indipendente dalla vita, e ne risultò la musica, mondo fantastico sovrapposto al reale, mondo inviolabile e sacro. Si comprende facilmente come una simile concezione della musica dovesse necessariamente rallentarne il progresso, a paragone delle altre arti. I Greci stessi, con la loro teoria musicale matematicamente sistemata da Pitagora, e in base alla quale era ammesso soltanto l’uso di pochi intervalli consonanti, hanno molto limitato il campo della musica, rendendo così impossibile l’armonia, che ignoravano. L’arte musicale ricercò ed ottenne dapprima la purezza, la limpidezza e la dolcezza del suono, indi amalgamò suoni diversi, preoccupandosi però di accarezzare l’orecchio con soavi armonie. Oggi l’arte musicale, complicandosi sempre più, ricerca gli amalgami di suoni più dissonanti, più strani e più aspri per l’orecchio. Ci avviciniamo così sempre più al suono-rumore. Questa evoluzione delta musica è parallela al moltiplicarsi delle macchine, che collaborano dovunque coll’uomo. Non soltanto nelle atmosfere fragorose delle grandi città, ma anche nelle campagne, che furono fino a ieri normalmente silenziose, la macchina ha oggi creato tanta varietà e concorrenza di rumori, che il suono puro, nella sua esiguità e monotonia, non suscita più emozione. Per eccitare ed esaltare la nostra sensibilità, la musica andò sviluppandosi verso la più complessa polifonia e verso la maggior varietà di timbri o coloriti strumentali, ricercando le più complicate successioni di accordi dissonanti e preparando vagamente la creazione del rumore musicale. Questa evoluzione verso il "suono rumore" non era possibile prima d’ora. L’orecchio di un uomo del settecento non avrebbe potuto sopportare l’intensità disarmonica di certi accordi prodotti dalle nostre orecchie(triplicate nel numero degli esecutori rispetto a quelle di allora). Il nostro orecchio invece se ne compiace, poiché fu già educato dalla vita moderna, così prodiga di rumori svariati. Il nostro orecchio però se ne accontenta, e reclama più ampie emozioni acustiche. D’altra parte, il suono musicale è troppo limitato nella varietà qualitativa dei timbri. Le più complicate orchestre si riducono a quattro o cinque classi di strumenti ad arco, a pizzico, a fiato in metallo, a fiato in legno, a percussione. Cosicché la musica moderna si dibatte in questo piccolo cerchio, sforzandosi vanamente di creare nuove varietà di timbri. Bisogna rompere questo cerchio ristretto di suoni puri e conquistare la varietà infinita dei "suoni-rumori". Ognuno riconoscerà d’altronde che ogni suono porta con sé un viluppo di sensazioni già note e sciupate, che predispongono l’ascoltatore alla noia, malgrado gli sforzi di tutti i musicisti novatori. Noi futuristi abbiamo tutti profondamente amato e gustato le armonie dei grandi maestri. Beethoven e Wagner ci hanno squassato i nervi e il cuore per molti anni. Ora ne siamo sazi e godiamo molto più nel combinare idealmente dei rumori di tram, di motori a scoppio, di carrozze e di folle vocianti, che nel riudire, per esempio, l’"Eroica" o la "Pastorale". Non possiamo vedere quell’enorme apparato di forze che rappresenta un’orchestra moderna senza provare la più profonda delusione davanti ai suoi meschini risultati acustici. Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s’accaniscono a raddoppiare il miagolio  di un violino? Tutto ciò farà naturalmente strillare i musicomani e risveglierà forse l’atmosfera assonnata delle sale di concerti. Entriamo insieme, da futuristi, in uno di questi ospedali di suoni anemici. Ecco: la prima battuta vi reca subito all’orecchio la noia del già udito e vi fa pregustare la noia della battuta che seguirà. Centelliniamo così, di battuta in battuta, due o tre qualità di noie schiette aspettando sempre la sensazione straordinaria che non viene mai. Intanto si opera una miscela ripugnante formata dalla monotonia delle sensazioni e dalla cretinesca commozione religiosa degli ascoltatori buddisticamente ebbri di ripetere per la millesima volta la loro estasi più o meno snobistica ed imparata. Via! Usciamo, poiché non potremmo a lungo frenare in noi il desiderio di creare finalmente una nuova realtà musicale, con un ampia di ceffoni sonori, saltando a piè pari violini, pianoforti, contrabbassi ed organi gemebondi. Usciamo! Non si potrà obbiettare che il rumore sia soltanto forte e sgradevole all’orecchio. Mi sembra inutile enumerare tutti i rumori tenui e delicati, che dànno sensazioni acustiche piacevoli. Per convincersi poi della varietà sorprendente dei rumori, basta pensare al rombo del tuono, ai sibili del vento, allo scrosciare di una cascata, al gorgogliare d’un ruscello, ai fruscii delle foglie, al trotto d’un cavallo che s’allontana, ai sussulti traballanti d’un carro sul selciato e alla respirazione ampia, solenne e bianca di una città notturna, a tutti i rumori che fanno le belve e gli animali domestici. e a tutti quelli che può fare la bocca dell’uomo senza parlare o cantare. Attraversiamo una grande capitale moderna, con le orecchie più attente che gli occhi, e godremo nel distinguere i risucchi d’acqua, d’aria odi gas nei tubi metallici, il borbottio dei motori che fiatano e pulsano con una indiscutibile animalità, il palpitare delle valvole, l’andirivieni degli stantuffi, gli stridori delle seghe meccaniche, i balzi dei tram sulle rotaie, lo schioccar delle fruste, il garrire delle tende e delle bandiere. Ci divertiremo ad orchestrare idealmente insieme il fragore delle saracinesche dei negozi, le porte sbatacchianti, il brusio e lo scalpiccio delle folle, i diversi frastuoni delle stazioni, delle ferriere, delle filande, delle tipografie, delle centrali elettriche e delle ferrovie sotterranee.
Luigi Russolo · 1913

Luigi Russolo · Al di là della materia


Giacomo

March 7th, 2014

GIACOMO-BALLA-AUTORITRATTO-1958

Giacomo Balla · Autoritratto · 1958 · Accademia Nazionale di san Luca · Roma


Manifesto del colore

Data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione
pittorica  del vero  non interessa né può interessare più nessuno.

Nel groviglio delle tendenze avanguardiste, siano esse semifuturiste, o futuriste, domina
il colore. Deve dominare il colore poiché privilegio tipico del genere italiano.

L’impotenza coloristica del colore e il peso culturale di tutte le pitture nordiche, impantanano eternamente l’arte, nel grigio, nel funerario, nello statico, nel monacale, nel legnoso, nel pessimista,
nel neutro, o nell’effeminatamante grazioso e indeciso.

La pittura futurista italiana, essendo e dovendo essere sempre più una esplosione di colore non può essere che giocondissima, audace, aerea, elettricamente lavata di bucato,dinamica, violenta, interventista.

Tutte le pitture passatiste o pseudo-futuriste danno una sensazione
di preveduto, di vecchio, di stanco e di già digerito.

La pittura futurista è una pittura a scoppio, una pittura a sorpresa.

Pittura dinamica: simultaneità delle forze.

Giacomo Balla · Ottobre 1918

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Francesco Pratella · Trio per violino, violoncello e pianoforte · 1919
(
I. Allegro con fuoco  II. Andante  III. Allegro energico)
Trio Brahms

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GIACOMO-BALLA-AUTOCAFFE-1928-M

Giacomo Balla · Autocaffè · 1928 · Uffizi · Firenze

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GIACOMO-BALLA-AUTORITRATTO-TRICOLORE-1927-M

Giacomo Balla · Autoritratto tricolore · 1927 · Collezione Musia

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GIACOMO-BALLA-AUTO-STATI-D-ANIMO-1920-M

Giacomo Balla · Auto stati d’animo · 1920

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GIACOMO-BALLA-AUTORITRATTO-1902-M

Giacomo Balla · Autoritratto · 1902 · Collezione Banca d’Italia · Roma

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GIACOMO-BALLA-AUTOSMORFIA-1900-M

Giacomo Balla · Autosmorfia · 1900

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GIACOMO-BALLA-AUTORITRATTO-1894-M

Giacomo Balla · Autoritratto · 1894 · Collezione privata


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Piet

March 3rd, 2014

PIET-MONDRIAN-AUTORITRATTO-1942-M

Piet Mondrian · Autoritratto · 1942 · Sidney Janis Collection · New York

Il capitalismo, nel senso in cui è stato sin qui coltivato, è una forma limitante che sta abolendosi da sé e che sarà abolita nella cultura dei rapporti equivalenti. Già nel nostro tempo gli squilibri sociali ed economici indicano che questa forma è ormai matura ed è in procinto di trasformarsi. Una tale forma, invece di aprirsi così da rendere possibile un’equivalenza nella distribuzione dei valori, resterà probabilmente ancora una forma, come l’arte dimostra chiaramente mediante la sua trasformazione della forma particolare nella forma purificata, prima di approdare allo stadio della distruzione di ogni forma limitata. Anche se un equilibrio mondiale più stabile riuscirà ad affermarsi, la nuova forma sarà ancora troppo dominata dal denaro perché un tale equilibrio possa diffondersi in modo paritario nel mondo. Piet Mondrian · L’arte nuova, la nuova vita · 1931

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Arnold Schoenberg · Quartetto per archi N° 1  in re minore Op. 7 · 1904-05
(I. Non veloce  II. Scherzo  III. Adagio  IV. Rondò)

The Kohon Quartet

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PIET-MONDRIAN-AUTORITRATTO-1918-M

Piet Mondrian · Autoritratto · 1918 · Gemeentemuseum · Den Haag

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PIET-MONDRIAN-AUTORITRATTO-1900-M

Piet Mondrian · Autoritratto · 1900 · Philips Collection · Washington


Alain

March 2nd, 2014

Alain Resnais · Mon oncle d’Amérique · 1980


Aurélia

March 1st, 2014

AURELIA-DE-SOUSA-AUTORITRATTO-1900-M

Aurélia de Sousa · Autoritratto · 1900 · Museo Nacional de Soares dos Reis · Porto

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Jorge Amado e Dorival Caymmi · É Doce Morrer No Mar · 1941
Voci Cesária Évora e Marisa Monte

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É doce morrer no mar
Nas ondas verdes do mar
A noite que ele não veio foi
Foi de tristeza pra mim
Saveiro voltou sozinho
Triste noite foi pra mim
É doce morrer no mar
Nas ondas verdes do mar
Saveiro partiu
de noite foi
Madrugada não voltou
O marinheiro bonito
sereia do mar levou
É doce morrer no mar
Nas ondas verdes do mar
Nas ondas verdes do mar meu bem
Ele se foi afogar
Fez sua cama de noivo no colo de Iemanjá

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Pablo

February 28th, 2014

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Pablo Picasso · Autoritratto · 1972 · Collezione privata

Era nato facendo disegni; non disegni da bambino, ma disegni da pittore. I suoi disegni non erano di cose vedute ma di cose espresse, insomma erano parole, per lui. Il disegno fu sempre il suo modo di parlare. […] Un creatore è un contemporaneo, capisce cosa è contemporaneo quando i contemporanei ancora non lo capiscono, ma lui è contemporaneo. Il Novecento è un secolo che vede la terra come non l’ha mai vista nessuno, la terra quindi ha uno splendore che non ha mai avuto. Picasso è di questo secolo. Ha la singolare qualità di una terra che nessuno ha mai veduto, di cose distrutte come mai sono state distrutte. Picasso, dunque, ha il suo splendore. È così. Grazie. Gertrude Stein · Picasso

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Paco de Lucia · Almoraima (bulerías) · 1976
Chitarra Paco de Lucia

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Pablo Picasso · Ritratto di Gertrude Stein · 1905-06 · Metropolitan Museum · New York

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Pablo Picasso · Autoritratto · 1906 · Metropolitan Museum · New York

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Pablo Picasso · Autoritratto con cappotto · 1906 · Musée Picasso · Paris

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Pablo Picasso · Autoritratto · 1896 · Museu Picasso · Barcelona


Auguste

February 26th, 2014

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Auguste Rodin · Autoritratto · 1898 · Musée Rodin · Paris

I cattivi artisti inforcano sempre occhiali altrui. Provare emozioni, amare, sperare, fremere, vivere, questo è l’essenziale. Essere uomo prima che artista. Accettate le critiche giuste. Le riconoscerete facilmente. Sono quelle che vi confermano in un dubbio che vi assilla. Non lasciatevi scuotere da quelle che la vostra coscienza non ammette. Non temete le critiche ingiuste. Indigneranno i vostri amici: li costringeranno a riflettere sulla simpatia che hanno per voi, e la manifesteranno più risolutamente quando ne avranno meglio compreso i motivi. L’arte è anche una splendida lezione di sincerità. Il vero artista esprime sempre ciò che pensa, a rischio di scardinare tutti i saldi pregiudizi. Egli insegna ai suoi simili anche la franchezza. Immaginate dunque quali meravigliosi progressi si realizzerebbero d’improvviso se la veracità assoluta regnasse tra gli uomini! Ah, come la società si sbarazzerebbe degli errori e delle brutture, che allora riconoscerebbe, e con quale rapidità la nostra terra diventerebbe un paradiso! Auguste Rodin · L’arte

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Vincent d’Indy · Lied per violoncello e orchestra Op. 19 · 1884
Violoncello Julian Lloyd Webber · English Chamber Orchestra · Direzione Yan Pascal Tortelier

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Edvard

February 24th, 2014

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Edvard Munch · Autoritratto con sigaretta · 1895 · Nasjonalgalleriet · Oslo

Io sono come il sonnambulo che cammina lungo il crinale di un tetto – a passi sicuri e con calma lui cammina senza vedere senza udire. Ma qualcuno lo assale con urla – via via sempre più forti – si risveglia e piomba giù dal tetto – al di fuori dei suoi sogni. Non fatemi questo – non questo – io serenamente cammino dentro ai sogni che sono la mia vita – soltanto così posso vivere. Così come Leonardo da Vinci ha studiato gli abissi del corpo umano e ha dissezionato cadaveri, io mi sforzo di dissezionare anime. Lui si trovò costretto a redigere le sue scoperte in scritti leggibili soltanto con uno specchio, perché a quel tempo era proibito dissezionare corpi umani. Si direbbe che oggi la dissezione dei fenomeni dell’anima sia considerata in modo analogo, come ripugnante, sciocca e indecente. Edward Munch · Frammenti sull’arte

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Edvard Grieg · Danze norvegesi per orchestra Op 35 · 1881
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I. Allegro marcato  II. Allegro tranquille e grazioso  III. Allegro moderato alla marcia  IV. Allegro molto)
Gothenburg Symphony Orchestra · Direzione Neeme Järvi

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Carla

February 23rd, 2014

CARLA-ACCARDI-BIANCOROSSONERO-1996

Carla Accardi · BIANCOROSSONERO · 1996


Vilhelm

February 23rd, 2014

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Vilhelm Hammershøi · Autoritratto · 1895

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Carl Nielsen · Dream of a Merry Christmas FS 34 · 1905
Pianoforte Peter Seivewright

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HAMMERSHOI-01-M   HAMMERSHOI-02-M   HAMMERSHOI-03-M   HAMMERSHOI-04-M   HAMMERSHOI-05-M

HAMMERSHOI-06-M   HAMMERSHOI-07-M   HAMMERSHOI-08-M   HAMMERSHOI-09-M   HAMMERSHOI-10-M

L’ieri non è ancora sorto, non è ancora stato veramente.

Osip Mandel’štam