Archive for January, 2005

Una volta sola

Thursday, January 27th, 2005

Felix Nussbaum · Autoritratto con maschera

Felix Nussbaum · Autoritratto con maschera · 1928

Ho guardato il mare una volta, una sola volta, e dico mare per dire il mare, il mare di quella volta. Dico pioggia per dire una pioggia, dico nomi di una volta sola. Si tentenna al principio, come alla fine. Al centro l’armonia del moto. Graziano Spinosi

Felix Nussbaum e la moglie muoiono ad Auschwitz nel 1944

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Bastava lo stesso cuore puro. Non avviene molto spesso che un uomo si senta il cuore puro. Ma almeno, in quel momento, suo dovere è di chiamare verità ciò che l’ha singolarmente purificato, anche se questa verità può ad altri sembrare bestemmia. Albert Camus · Il rovescio e il diritto


San Martino

Wednesday, January 26th, 2005

 El Greco · San Martino e il mendicante   
El Greco · San Martino e il mendicante · 1597-99
National Gallery of Art · Washington

Nell’antico Giappone il nemico si umiliava digiunando.

Souffrir pou quelque chose c’est lui avoir accordé une attention extrême. Così Omero soffre per i Troiani, contempla la morte di Ettore; così il maestro di spada giapponese non distingue tra la sua morte e quella dell’avversario. È avere accordato a qualcosa un’attenzione estrema è avere accettato di soffrirla fino alla fine, e non soltanto di soffrirla ma di soffrire per essa, di porsi come uno schermo tra essa e tutto quanto può minacciarla, in noi e al di fuori di noi. È avere assunto sopra se stessi il peso di quelle oscure, incessanti minacce, che sono la condizione stessa della gioia. Qui l’attenzione raggiunge forse la sua più pura forma, il suo nome più esatto: è la responsabilità, la capacità di rispondere per qualcosa o qualcuno, che nutre in misura uguale la poesia, l’intesa fra gli esseri, l’opposizione al male. Perché veramente ogni errore umano, poetico, spirituale, non è, in essenza, se non disattenzione. Chiedere a un uomo di non distrarsi mai, di sottrarsi senza riposo all’equivoco dell’immaginazione, alla pigrizia dell’abitudine, all’ipnosi del costume, la sua facoltà di attenzione, è chiedergli di attuare la sua massima forma. È chiedergli qualcosa di molto prossimo alla santità in un tempo che sembra perseguire soltanto, con cieca furia e agghiacciante successo, il divorzio totale della mente umana dalla propria facoltà di attenzione. Cristina Campo · Gli Imperdonabili