Archive for February, 2006

Sogni

Thursday, February 23rd, 2006

 Scuola provenzale ·  Sogno di Giacobbe

Scuola provenzale · Sogno di Giacobbe · XV sec.
Musée du Petit Palais · Avignone

Perché realizzare un’opera, quando è così bello sognarla soltanto? Sono parole che Pasolini, nei panni di un allievo di Giotto, pronuncia ne Il Decameron. Accade spesso che un’opera non sia come l’autore l’aveva immaginata. Da questo scarto, tra ciò che si vedeva e ciò che è, prende vita un senso di inadeguatezza, ma anche il desiderio di superare questo limite personale realizzando altre opere e così via, fin quando l’invito alla vita non diventi più irresistibile del suo racconto. Graziano Spinosi

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Un nuovo quadro deve essere una cosa unica, una nascita che porti una nuova figura nella rappresentazione del mondo attraverso lo spirito umano. L’artista deve contribuire con tutta la sua energia, la sincerità e la massima modestia, per scartare durante il lavoro le vecchie formule che gli vengono tanto facilmente sotto mano e possono soffocare il fiorellino che, per conto suo, non viene mai così come lo si attende. Henri Matisse · Scritti e pensieri sull’arte


Terra rossa

Monday, February 20th, 2006

Pontormo ∙ Annunciazione

PontormoAnnunciazione ∙ 1527-28
Chiesa di S. Felicita · Capp. Capponi ∙ Firenze

Il tempo guasta la superficie dei dipinti, ossida le tinte, sgretola le mestiche. Colpite dagli attacchi del tempo, come ogni forma vivente, le opere d’arte mutano il loro aspetto svelando nuove tinte, incertezze e segreti. Numerose scuole di restauro, soprattutto del passato, si sono accanite cancellando ogni traccia di degrado, riportando così il dipinto alla  luminosità originale. Non è raro che le alterazioni causate dal tempo, tuttavia, aggiungano a un’opera nuove vibrazioni, così da renderla ancora più suggestiva. Le opere dell’uomo invecchiano con l’uomo, tornano adagio alla terra delle sinopie. Graziano Spinosi

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Si farà una gran fatica, qualcuno
direbbe che si muore – ma a quel punto
ogni cosa che poteva succedere
sarà successa e noi
davanti agli occhi non avremo
che la calma distesa del passato
da ripassare senza fretta
fermando ogni tanto l’immagine,
tornando un po’ indietro, ogni tanto,
per capire meglio qualcosa,
per assaporare un volto, un vestito….
Sì, tutto in bianco e nero, se Dio vuole.
E tutto, anche le foglie che crescono,
anche i figli che nascono,
tutto, finalmente, senza futuro.

Giovanni Raboni


El Greco

Saturday, February 18th, 2006

El Greco · Autoritratto 
El Greco · Autoritratto · 1604
The Metropolitan Museum of Art · New York

C’è l’odore del sangue nei dipinti di El Greco. Il sangue gonfia i polsi, dilata il palato dei serpenti. Uomini e animali, minacciati dal tempo, combattono la stessa predestinazione. I santi, loro malgrado, sono i più guastati dal cielo, dalla sorte e dal desiderio. Scrutano l’alto, dolenti, invocando chissà quale risarcimento. Graziano Spinosi

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Benchè morto da secoli, El Greco… · da alètheia


Gioconda

Friday, February 17th, 2006

Leonardo - La Gioconda 
Autoritratto senza barba
Leonardo da Vinci · 1503-6 · Louvre · Parigi

Graziano Spinosi

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Quando il sole fa rosseggiare li nuvoli dell’orizzonte, le cose che per la distanza si vestivano d’azzurro saranno partecipanti di tal rossore, onde si farà una mistione infra azzurro e rosso, la quale renderà la campagna molto allegra e gioconda; e tutte le cose che saranno illuminate da tal rossore, che sono dense, saranno molto evidenti, e rosseggieranno; e l’aria per esser trasparente avrà in sé per tutto infuso tal rosseggiamento, onde s dimostrerà del color del fiore de’ gigli. Fa che i nuvoli facciano le loro ombre in terra, e fa i nuvoli di tanto maggior rossore, quanto e’ sono più vicini all’orizzonte. Il sole non vide mai nessuna ombra. Piglia mo’ lo esempio del sole, il quale se caminerai per una riviera d’un fiume e vederai specchiare in detto fiume il sole tanto quanto caminerai lungo esso fiume tanto ti parà che il sole con te camini: e quest’è che il sole è tutto per tutto e tutto nella parte.Il sole non si move.La luna non ha lume da sé, se non quanto ne vede il sole, tanto l’alumina.La luna densa e grave, densa e grave come sta, la luna? Leonardo


Ripartire dal centro

Thursday, February 16th, 2006

Pablo Picasso

Bisogna partire dal centro, rispondeva Picasso a chi gli domandava di descrivere il suo modo di dipingere. I bambini, quando disegnano, non si pongono alcuna domanda e cominciano naturalmente, a caso, spesso proprio dal centro del foglio. Più tardi la loro mano sarà guidata da un condizionamento scolastico, familiare e  mediatico, che impone regole e risultati prestabiliti. Dopo la perdita di questa spontaneità  lo spazio del disegno – e l’esistenza – diviene più estraneo e fitto d’insidie. La festa è finita. Graziano Spinosi

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Per diventare bambini occorre una vita
Picasso


Artemisia Gentileschi

Friday, February 10th, 2006

Artemisia Gentileschi ·Autoritratto

Artemisia Gentileschi · Autoritratto · 1630-39
Kensington Palace Collection · Londra

È una scena di guerra: l’autoritratto di una giovane donna stuprata e torturata. I  pennelli per armi. Cancella il dolore con i tuoi pennelli. Dipingi sopra il dolore, mia cara, finché non ne rimanga traccia, la esorta un’amica suora. Nel 1611 Artemisia, figlia del pittore Orazio, viene ripetutamente stuprata da Agostino Tassi, suo insegnante di prospettiva. Il processo che segue la vede umiliata al punto da subire la tortura dei sibilli,  inflitta dagli inquisitori per garantire, secondo il costume giurisprudenziale di allora, l’accertamento della verità. La tortura si compie per indurla a ritrattare la denuncia e negare quanto accaduto. Invano. Il lungo processo si conclude con la condanna di Agostino Tassi ma Artemisia deve trasferirsi in un’altra città per lo scandalo. La pittura successiva al processo-tortura, per lungo tempo, è la risposta armata di Artemisia a quanto accaduto: Giaele, Giuditta… hanno il volto di Artemisia nelle vesti di donne che uccidono uomini per difesa o per vendetta. I pennelli s’imbevono di sangue, si rovesciano i ruoli, se pure nella sola rappresentazione pittorica, e la vittima diviene carnefice. Non basta la sentenza di un tribunale a risarcire la memoria guastata da un danno. Graziano Spinosi

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Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch’io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l’altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne. Testimonianza di Artemisia al processo


Sordomuti

Thursday, February 9th, 2006

Michelangelo ∙ Ezechiele

MichelangeloEzechiele ∙ 1510 ∙ Cappella Sistina ∙ Vaticano

Perché non parli? domandò Michelangelo.
Perché non mi ascolti,
rispose Mosè.

Graziano Spinosi

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Pure, amor, ti ringrazio
che in questa età, s’io muoio per tal sorte,
m’ancide tua mercede e non la morte.

Michelangelo