Archive for March, 2006

Lasciar accadere

Thursday, March 16th, 2006

Raffaello Sanzio · Donna gravida

Raffaello Sanzio · Donna gravida · 1505
Galleria Palatina (Palazzo Pitti) · Firenze

Lasciare che la gravità allenti la presa; lasciare che la smania si unisca all’attenzione, la resistenza al dubbio, il disincanto all’attesa. Lasciare a un miraggio la sua mobile forma, l’instabile distanza che lo separa dal corpo. Lasciare che un’ombra si estenda e si accorci elasticamente, fino al punto chiaro del mezzogiorno. La pioggia batte sulle vette degli alberi poi scivola sulle foglie e raggiunge la terra dove sono le radici, le falde d’acqua. Graziano Spinosi

©

Conobbi che la rugiada della notte era quella che col suo umido penetrava abbondantemente per l’appiccatura delle sue gran foglie al nutrimento d’essa pianta colli suoi figliuoli, ovvero ova che hanno a producere li suoi figliuoli. Ogni ramo e ogni fusto nasce sopra il nascimento della sua foglie, la quale gli scusa da madre col porgergli l’acqua delle pioggie e l’umidità della rugiada che cade di notte di sopra, e molte volte gli toglie li superchi calori delli razzi del sole. Leonardo da Vinci · L’uomo e la natura


Ana

Sunday, March 12th, 2006

Günter Brus  · Ana

Günter Brus · Ana · 1964

Perché non mi da una mano? Non vede
che non ho più paura di niente?

Graziano Spinosi

©

La vittima si fa carnefice, il torturato torturatore. E’ di scena la pitagorica legge del taglione: l’offensore subisce lo stesso danno che ha inflitto all’offeso. Si scatenano le pulsioni distruttive. Si celebrano veri e propri  riti di contaminazione, il cui senso assume o una nostalgia di contaminazione infinita o la forza di una violenza che va sempre interpretata come un mezzo per rompere e decomporre la normalità delle figure in cui l’uomo è ipocritamente obbligato a riconoscersi. Sono evidenti le analogie tra cerimoniali ossessivi e pratiche di culto. Le nevrosi ossessive, come è stato già dimostrato dalla psicoanalisi, costituiscono l’equivalente patologico del rituale religioso. Lea Vergine · Il corpo come linguaggio


Fontana

Sunday, March 12th, 2006

Bruce Nauman ∙ Autoritratto come fontana

Bruce Nauman Autoritratto come fontana ∙ 1966

Ha visto che slancio? Questo è niente,
mi creda, qualche volta riesco anche a tacere.

Graziano Spinosi

©

Alcuni mettono in atto uno spostamento, un’inversione, una censura attraverso citazioni antropologiche o invenzioni a carattere onirico; altri si fanno invece portatori di affabulazioni paradossali e terrifiche; altri ancora, più mitomani, si soffermano sugli chocs dell’infanzia e sui transferts dell’adolescenza. Abbiamo l’uomo che è solo tale, l’uomo che non è faber, né ludens, né sapiens: l’uomo senza la Favola (senza la morale, l’apologo e l’allegoria), l’uomo col suo terrore della banalità ininterrotta, con le sue affezioni e disaffezioni maledette, coi suoi atti pii e osceni, coi suoi visceri rossi e impuri, col suo gusto della decadenza e dell’espiazione. Lea Vergine · Il corpo come linguaggio


Orlan

Saturday, March 11th, 2006

Orlan ∙ Autoritratto

Orlan Autoritratto ∙ 1998

La tela è il corpo, il proprio corpo colorato, sezionato, modificato da interventi chirurgici. Orlan cambia faccia ripetutamente, cambiando così la sua riconoscibilità. Il confine tra essere e dover essere si riduce al punto da lasciar tracimare ogni possibile identità; di volta in volta un nuovo volto, una nuova persona, nessuno. © Graziano Spinosi


Spring

Tuesday, March 7th, 2006

Gilbert & George · Photo-sculptures: Spring

Gilbert & George · Photo-sculptures: Spring · 1976

Non le pare di non esagerare?
Si figuri, cerco sempre di avere il minimo dalla vita.

Graziano Spinosi

©

Tra i più romantici nell’esaltare, enfatizzandone anche i nonsenses, i valori del sentimento, ci sono gli inglesi Gilbert e George. Uno squisito tableau vivant, immerso in una rêverie intessuta di azioni intime che concedono poco al privato. La loro conoscenza della realtà non è certo adattamento ad essa (se non nei momenti in cui recitano in pubblico, e allora si fa rapporto reciproco tra organismo e ambiente): è piuttosto fuga, elusione, favoreggiamento. Gilbert e Gorge fanno di tutto perché non esista alcuna differenza tra ciò che è la loro vita e l’arte: il loro tenace accanimento in questa direzione non è lontano dall’eroismo. Marionette satiriche al confine tra l’umano e il disumano. Essi fingono di ignorare la loro condizione di superstiti solo per combatterla meglio. Il massimo successo è sopravvivere, diceva Saul Bellow. Lea Vergine · Il corpo come linguaggio