Archive for October, 2006

Specchi

Saturday, October 28th, 2006

Giovanni Bellini · Doge Leonardo Loredan

Giovanni Bellini · Doge Leonardo Loredan · 1501
National Gallery · Londra

Disegnavano con gli specchi convessi, le prime lenti rudimentali e la camera obscura fin quando, agli inizi dell’Ottocento, la scoperta della fotografia allontanò molti artisti dalla fotografia. Cercavano la profondità, ma quando la strabiliante invenzione consentì di ottenere agevolmente questo risultato molti autori dedicarono la loro ricerca a una rappresentazione soggettiva della realtà. La luce può forare la pelle dei corpi e attraversarli, illuminando così la loro interiorità. Da questo affondo della luce nascerà l’Impressionismo. © Graziano Spinosi


Emilio Vedova

Wednesday, October 25th, 2006

Emilio Vedova

Emilio Vedova

Un quadro è anche la traccia di un luogo, di un tempo,
di un corpo a cui sopravvive.

Graziano Spinosi

©

La pittura è, come la vita, una  nuova scelta, nuova responsabilità. Niente è facile per me, la mia mano non si muove senza mesi di studio preparatorio, senza un continuo approfondimento della coscienza. Emilio Vedova

Fonte foto: lungotevere


Margaretha

Wednesday, October 25th, 2006

Jan Van Eyck · Margaretha van Eyck
 
Jan Van Eyck · Margaretha van Eyck (la moglie) · 1439
Groeninge Mus. · Bruges

Anche i ricordi invecchiano.

Graziano Spinosi

©


Cattleya

Monday, October 23rd, 2006

Jan Van Eyck · Uomo con turbante rosso 
Jan Van Eyck · Uomo con turbante rosso · 1433
National Gallery · Londra

Come gli odori, più pungenti nel ricordo, le opere d’arte e la musica possono stimolare la vivida percezione di luoghi e figure del passato: osservando l’immagine dipinta di un volto può comporsi così nella mente l’eterea figura di un altro volto che il tempo ha sbiadito, la piega di una palpebra, la forma di una voce. Anche il palato e la pelle sanno ricordare; i nostri sensi sono un indispensabile strumento di orientamento (non solo topografico), come i sogni notturni, capaci della stessa potenza evocativa. Graziano Spinosi

©

Quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l’immenso edificio del ricordo. Marcel Proust · La Strada di Swann


Balance

Sunday, October 22nd, 2006

Jan Vermeer · Donna che pesa le perle 
Jan Vermeer · Donna che pesa le perle · 1662-65
National Gallery of Art · Washington

Palpebre basse, il tempo va alla pesa.

Graziano Spinosi

©

Erano invasati dalla paura di non aver tempo per tutto, e non sapevano che aver tempo significa precisamente non aver tempo per tutto. Robert Musil · L’uomo senza qualità


Punti cardinali

Monday, October 16th, 2006

Domenico Gnoli · Apple
Domenico Gnoli
· Apple · 1968

Una mela tagliata, questo è il campo. Se immaginiamo di guardare con gli occhi della mela ciò che le sta di fronte vediamo il controcampo. Attraverso questa tecnica di ripresa, che presuppone la mobilità del punto di vista, gli autori possono accrescere l’espressività delle loro opere. Per una una migliore comprensione di qualunque immagine è importante non solo l’osservazione di ciò che appare, ma anche l’assunzione del punto di vista di chi l’ha concepita. Di questa mela vediamo solamente una mezza parte, a cui manca una fetta. L’altra sfugge alla nostra attenzione, ma siamo portati a ritenere che sia integra. Invece non è così: c’è il foro d’un verme, un parassita, che vive indisturbato in quella parte nascosta. Graziano Spinosi

©

La strada che scende e la strada che sale
sono la stessa strada.
Eraclito


Coniugi Arnolfini

Monday, October 16th, 2006

Jan Van Eyck · I coniugi Arnolfini 
Jan Van Eyck · I coniugi Arnolfini  · 1434 · National Gallery · Londra

La luce che pervade questa scena intima e familiare, in cui tutti gli elementi rappresentati esaltano ogni fiducia nell’amore coniugale, da corpo anche al corpo del pittore: al centro del quadro, sulla parete di fondo, è dipinto uno specchio che riflette gli sposi visti da dietro e, tra questi, l’autore dell’opera. Campo e controcampo, diremmo oggi. Questo celeberrimo dipinto nasconde un autoritratto. La storia dell’arte è ricca di autoritratti mascherati come questo, in cui l’artista rappresenta se stesso col desiderio di prendere parte alla scena.  Sopra lo specchio c’è scritto Johannes de eyck fuit hic 1434. Jan Van Eyck è stato qui. © Graziano Spinosi