Archive for October, 2006

Creature

Sunday, October 15th, 2006

Jan Van Eyck · Uomo con turbante blu

Jan Van Eyck · Uomo con turbante blu · 1430 ca.
Rom. National Museum · Bucharest

L’identità di ogni essere umano si definisce nel corso degli anni, in relazione al caso e all’esperienza individuale. Anche un’opera d’arte muta nel tempo, caricandosi di significati imprevedibili per il suo stesso autore. Un quadro è come un viaggio, per chi lo realizza e per chi lo guarda. Le opere sono creature vive. Graziano Spinosi

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Il viaggiatore procede, come nella vita, in una mescolanza di programma e casualità, mete prefissate e impreviste digressioni che portano altrove; sbaglia strada, torna indietro, salta fiumi e ruscelli; è incerto su cosa visitare e cosa trascurare, perché anche viaggiare, come scrivere e come vivere, è anzitutto tralasciare. Claudio Magris


Limiti

Tuesday, October 10th, 2006

Hans Memling · Maria Maddalena Portinari 
Hans Memling · Maria Maddalena Portinari · 1470 ca
Metropolitan Museum · New York

A partire dal Quattrocento la cornice del quadro entra nel quadro, dipinta al suo interno oppure travalicata dai personaggi e dagli oggetti ritratti. In questa opera di Memling il copricapo esce dal dipinto col suo velo e si sovrappone alla cornice. Una soluzione illusionistica che produce uno sfalsamento di piani: il soggetto ritratto penetra in uno spazio esterno al quadro rendendo il suo corpo, se possibile, ancor più vitale. Lo spazio della rappresentazione, coi suoi abitanti, si congiunge idealmente con quello della vita. Graziano Spinosi

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L’abbandono della terza dimensione, cioè il tentativo di tenere il quadro su un piano, segnò nel disegno e nella pittura il rifiuto dell’oggettività e uno dei primi passi nel regno dell’astratto. Si eliminò il modellato. L’oggetto reale fu spinto verso l’astratto, il che rappresentò un certo progresso. Ma questo progresso finì per inchiodare la pittura alla superficie materiale della tela, limitandone la possibilità. Il tentativo di liberarsi di questi limiti fisici, oltre all’interesse per la composizione, doveva portare all’abbandono della superficie. Wassily Kandinsky · Lo spirituale nell’arte


Legàmi

Monday, October 9th, 2006

Rogier van der Weyden · Ritratto di donna 
Rogier van der Weyden · Ritratto di donna · 1455
N. Gallery of Art · Washington

Ogni legame è una svista innocente.

Graziano Spinosi

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Sentimento del tempo

Saturday, October 7th, 2006

Rogier van der Weyden ∙ San Giuseppe 
Rogier van der WeydenSan Giuseppe ∙ 1445
Gulbenkian Foundation ∙ Lisbona

Dopo la fine delle cose il sentimento del tempo non
è più lo stesso, la memoria rinviene ogni reperto.
 

Graziano Spinosi

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Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’ andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’ orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’ illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio… Henri Laborit  · Elogio della fuga 


Due mondi

Friday, October 6th, 2006

R. Campin · Ritratto di uomo grasso 
R. Campin · Ritratto di uomo grasso · 1430
Thyssen-Bornemisza Collection · Madrid

I gatti, se feriti o ammalati, digiunano. Nel viaggio di risalita i salmoni non mangiano, così come altre specie in condizioni di emergenza. I ghiri, durante il letargo invernale, risolvono il problema alimentare con una vantaggiosa autofagia. E’ molto diffusa, presso gli animali, l’astinenza dal cibo. Le ragioni di questo comportamento sporadico risiedono nelle proprietà rigeneranti e terapeutiche del digiuno. Gli esseri umani non la pensano allo stesso modo: una parte di questi, dotata di tecnologia avanzatissima, ha pensato bene di assegnare all’altra i benefici del digiuno: abbiamo così un mondo che muore d’inedia e un mondo che muore di noia. Graziano Spinosi

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Adì 11 di marzo 1554 in domenica mattina desinai con Bronzino pollo e vitella e senti’mi bene (vero è che venendo per me a casa io ero nel letto – era asai ben tardi e levandomi mi sentivo gonfiato e pieno, era asai bel dì); la sera cenai un poco di carne secha arosto che havevo sete e lunedì sera cenai uno cavolo e uno pesce d’uovo. El martesì sera cenai una meza testa di cavretto e la minestra. El mercoledì sera l’altra meza fritta e del zibibo uno buondato e 5 quatrini di pane e caperi in insalata. Giovedì mattina mi venne un capogirlo che mi durò tucto dì, e dapoi sono stato tuctavia maldisposto e del capo debole; giovedì sera una minestra di buono castrone e insalata di barbe. Venerdì sera insalata di barbe e dua huova in pesce d’uovo. Sabato digiuno. Pontormo · Diario


Un lampo

Thursday, October 5th, 2006

Hans Memling · Ritratto di donna anziana 
Hans Memling · Ritratto di donna anziana ·1468-70
Museum of Fine Arts · Houston

…alla fine, forse, verrà alla mente il vento di una notte, oppure un cane che corre nella neve. Cose modeste, riapparse in quel lampo che accompagna lo spegnersi della vita come lo spegnersi del sole al tramonto. Porta tutto con sé in nessun luogo la morte. Graziano Spinosi

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H. Purcell – J. Dryden · King Arthur · 1691

The frost scene

What power art thou, who from below
Hast made me rise unwillingly and slow
From beds of everlasting snow?
See’st thou not how stiff and wondrous old,
Far unfit to bear the bitter cold,
I can scarcely move or draw my breath?
Let me, let me freeze again to death.

See, see, we assemble
Thy revels to hold:
Tho’ quiv’ring with cold
We chatter and tremble.


Babel

Wednesday, October 4th, 2006

P-BRUEGEL-P-T-D-BABELE-1563 
Pieter Bruegel · Piccola torre di Babele · 1563 ca
Museum Boymans-van Beuningen · Rotterdam

Il campo visivo è più limpido se si pone una distanza tra l’osservatore e ciò che egli guarda. La terra, vista dallo spazio, mostra naturalmente il suo contorno. Anche il trascorrere del tempo ha lo stesso effetto sedativo; il cannocchiale si rovescia e tutto diventa più piccolo. Graziano Spinosi

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Il primo e il secondo giorno puntavamo lo sguardo verso i nostri paesi. Il terzo e il quarto giorno cercavamo i nostri continenti. Il quinto giorno acquistammo la consapevolezza che la Terra è un tutto unico. Salman Abdulaziz Al-Saud · Astronauta Shuttle D.