Archive for December, 2007

Viandanti

Friday, December 28th, 2007

Graziano Spinosi · OstuniOstuni · 26 dicembre 2007

È parte del viaggio l’addio – una sosta – non la sua fine.

Graziano Spinosi

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Viaggiare non è raggiungere una meta,
ma esporsi all’insolito.

Ma che ne è dell’intervallo tra l’inizio e la fine? Che ne è del viaggio per chi vuol arrivare? Per chi vuol arrivare, per chi mira alle cose ultime, ma anche per chi mira alle mete prossime, del viaggio ne è nulla. Le terre che egli attraversa non esistono. Conta solo la meta. Egli viaggia per arrivare, non per viaggiare. Così il viaggio muore durante il viaggio, muore in ogni tappa che lo avvicina alla meta. E con il viaggio muore l’Io stesso fissato sulla meta e cieco all’esperienza che la via dispiega al viandante che sa abitare il paesaggio e, insieme, al paesaggio sa dire addio. Umberto Galimberti · Parole nomadi


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Resti

Tuesday, December 25th, 2007

Graziano Spinosi · Brindisi · Via Santa Chiara Brindisi · Via Santa Chiara

Un tempo, per tingere di rosso gli intonaci delle case, qui a Brindisi miscelavano alla calce i resti del mosto dopo la fermentazione. L’umore del mare, giorno dopo giorno, si attaccava a quello della terra sui muri battuti dalla pioggia, dalle impronte, dalle voci. Oggi sembrano case di zucchero e sale. Graziano Spinosi

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Perché noi occidentali, che crediamo nelle stelle e negli oroscopi che cadono dalle stelle, abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell’uomo crea armonia o disarmonia nell’universo… Umberto Galimberti · Le cose dell’amore


 

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Piccoli punti

Saturday, December 15th, 2007

D. Ghirlandaio ·  Giovane donna

D. Ghirlandaio · Giovane donna · 1485 ca.
Museo C. Gulbenkian · Lisbona

Le cose prendono il loro nome e si legano agli alfabeti. La percezione che abbiamo di esse, tuttavia, muta col passare del tempo. Anche la memoria adegua la sua forma alle rappresaglie del tempo: ciò che prima sembrava indispensabile, allontanandosi riduce la sua irrorata grandezza, diminuisce, diventa ricordo con altri ricordi. Piccoli punti tra loro annodati, come perle di una collana. Graziano Spinosi

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…certo è strano non abitare più sulla terra,
non più seguir costumi appena appresi,
alle rose e alle altre cose che hanno in sé una promessa
non dar significanza di futuro umano;
quel che eravamo in mani tanto, tanto ansiose
non esserlo più, e infine il proprio nome
abbandonarlo, come un balocco rotto.
Strano non desiderare quel che desideravi. Strano
quel che era collegato da rapporto
vederlo fluttuare, sciolto nello spazio. Ed è faticoso
          esser morti;
quanto da riprendere per rintracciare a poco a poco
un po’ d’eternità. -Ma i vivi errano, tutti,
ché troppo netto distinguono.
Si dice che gli Angeli, spesso, non sanno
se vanno tra i vivi o tra i morti. L’eterna corrente
sempre trascina con sé per i due regni ogni età,
e in entrambi la voce più forte è la sua.

Infine, non han più bisogno di noi quelli che presto la
        morte rapì,
ci si divezza da ciò che è terreno, soavemente,
come dal seno materno…


Rainer Maria Rilke · Elegie duinesi (Prima elegia)
Traduzione di E. e I. De Portu


La lezione di anatomia

Wednesday, December 12th, 2007

Cy Twombly · Pan 
Cy Twombly · Pan · 1980 · Collezione Yvon Lambert

Nathan aveva il concetto più alto possibile delle gigantesche capacità della letteratura di assorbire e purificare la vita. Avrebbe scritto ancora, pubblicato ancora, e la vita sarebbe diventata colossale. Ma quella che divenne colossale fu la pagina seguente. Credeva di aver scelto la vita, e invece aveva scelto la pagina seguente. Mentre rubava il tempo per scrivere racconti, non pensò mai di chiedersi cosa il tempo avrebbe potuto rubare a lui. Solo gradualmente il perfezionarsi della ferrea volontà dello scrittore cominciò ad apparirgli come un’evasione dall’esperienza, e i mezzi indispensabili per liberare la fantasia, per esporre, svelare e inventare la vita, come la forma di carcerazione più severa.

Philip Roth · La lezione di anatomia


Ancóra

Friday, December 7th, 2007

Gerard Richter · Isa Genzken

Gerard Richter · Isa Genzken

Sarebbe stato bello, avrei dovuto, potrei. Comincia spesso con il condizionale il resoconto sull’esistenza. L’inventario delle possibilità perdute, dei risultati non conseguiti, talvolta è lungo e doloroso. All’opposto la smania dei replicanti di Blade Runner, così avidi di memoria da implorare il loro demiurgo di poter vivere ancora altro tempo. Graziano Spinosi

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Mi disse: <<Ho più ricordi io da solo, di quanti non ne avranno tutti gli uomini insieme, da che mondo è mondo>>. Anche disse: << I miei sogni, sono come la vostra veglia>>. E anche: << La mia memoria, signore, è come un deposito di rifiuti>>. Un cerchio su una lavagna, un triangolo rettangolo, un rombo, sono forme che noi possiamo intuire pienamente; allo stesso modo Ireneo vedeva i crini rabbuffati d’un puledro, una mandria innumerevole in una sierra, i tanti volti d’un morto durante una lunga veglia funebre. Non so quante stelle vedeva nel cielo. [...] Pensai che ciascuna delle mie parole (ciascuno dei miei movimenti) durerebbe nella sua implacabile memoria; mi gelò il timore di moltiplicare inutili gesti. Jorge Luis Borges · Funes, o della memoria, da Finzioni