Michel Huelin · Grassbug 1 (part.) · 2007
Creature morbide, vagabonde e operose. Nate tra il muschio, all’ombra di alberi alti, fin dai primi istanti di vita hanno conformato le loro abitudini a quelle del territorio in cui sono cresciute. Benché lottino contro l’oscurità, percorrono traiettorie orizzontali: la vita nell’ombra, per loro, è la sola possibilità di sopravvivenza. Graziano Spinosi
Cresco, dunque esisto. Destinata a generare sempre nuove foglie. Senza tuttavia il timore di perderne perché hanno fatto il loro corso o perché un animale ingordo viene a divorarle. Anche le avversità climatiche possono portarsele via, le mie foglie. […] Il vivente non appartiene a nessuno. Si intrecciano relazioni tra gli esseri, ma ciascuno decide il proprio modo di vivere attraverso i meccanismi dell’evoluzione. […] Mi stupisco quindi nel vedere gli uomini considerare che tutte le forme viventi – o non, come nel caso delle risorse minerarie o energetiche del sottosuolo – appartengono a loro, semplicemente perché hanno deciso di essere detentori di un certo territorio. Sono migrati e hanno invaso il mondo molto di recente – in molti casi solo da alcune migliaia di anni o qualche secolo – e ritengono senza porsi problema che la zona invasa sia di loro proprietà, con tutti gli esseri viventi al seguito, che avevano impiegato milioni di anni per evolvere sul posto. […] Per giustificarsi verso se stessi e verso gli esseri viventi dai quali dipendono, hanno istituito un sistema di dei. Naturalmente se ne hanno uno solo è per loro ancora più facile agire da predatori sotto l’egida di quest’unica forza guida. Malgrado la loro intelligenza, un ragionamento che si morde la coda non li disturba: creare un Dio che si suppone li abbia a sua volta creati è nell’ordine delle cose. Quelli che fanno a meno degli dei, del resto, non sono affatto differenti poiché divinizzano l’Uomo. […] La competizione fa la sua comparsa, con la caduta della biodiversità e il caos che ne consegue. Finite le deliranti espressioni delle forme, tutto si impernia sulla produttività dei vincenti. Io so che non assomiglierò mai a queste creature. Lascerò a loro le angosce della competizione. Patrick Blanc · Il bello di essere pianta
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