Archive for November, 2010

Nothing

Sunday, November 28th, 2010

NOTHING 2003 
Stefan Brüggemann · Nothing · 2003

) niente (
 
Graziano Spinosi

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Dunque, succede: niente. Questo niente, tuttavia, bisogna dirlo. Come dire: niente? Ci troviamo qui dinanzi a un grande paradosso dello scrivere: niente può solo dirsi niente; niente è forse la sola parola della lingua che non ammette nessuna perifrasi, nessuna metafora, nessun sinonimo, nessun sostituto; infatti dire niente altrimenti che con il suo puro denotante (la parola niente), sarebbe già colmare il niente, smentirlo: come Orfeo che perde Euridice voltandosi verso di lei, niente perde un po’ del suo senso ogniqualvolta lo si enuncia (lo si de-nuncia). Bisogna dunque barare. Roland Barthes · Il grado zero della scrittura


Simulacri

Thursday, November 11th, 2010

SIMONE-MARTINI-MORTE-DI-SAN-MARTINO-1317 
Simone Martini · Morte di San Martino (p) · 1317-21
Chiesa Inferiore di San Francesco · Cappella di San Martino · Assisi

Un sonno prolungato oltre il naturale bisogno fisiologico, in qualche caso, può considerarsi alla stregua di una risposta univoca alle domande sul senso della vita. A volte l’immobilità è la sola forma di resistenza possibile. Uno scetticismo che trovi in sé la forza di raccontarsi è ancora forma vitale quanto la facoltà d’innamorarsi o il desiderio di accoppiamento (somigliano a quelle della lotta, le figure del congiungimento sessuale). Sedati i bisogni nutrizionali, e in assenza di guerre sotto casa, in un divano vuoto si può trovare tutto ciò che serve. Ai santi la vertigine delle stigmate. Graziano Spinosi

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Non ha senso aggrapparsi a un modello antropologico di cui la corruzione e l’incertezza dei tempi hanno decretato l’inesorabile declino. L’individuo eroico che, sostenuto da un codice d’onore collettivo, si lanciava generosamente nelle cose pubbliche alla ricerca di prestigio e di gloria, si è sgretolato sotto il peso di un mutamento epocale che ne lascia sopravvivere solo un pallido e risibile simulacro. A questo ingannevole feticcio, Montaigne oppone la figura del saggio, che sa cogliere la chanche di una inattesa libertà per conoscersi, e per fare della propria debolezza la propria inedita forza.[…] Limite, moderazione, mediocrità, medietà: sono questi gli ideali del saggio. La saggezza consiste nel rinunciare a tutto ciò che è eccezionale, glorioso, eminente, in quanto ormai avvolto inesorabilmente in un alone di inautenticità, e nel riconoscere la propria natura di uomini comuni. Elena Pulcini · L’individuo senza passioni