Quando si dice che c’è una bella luce, è perché fa brillare le cose che illumina: un cielo più azzurro, gli alberi più verdi, i fiori più iridescenti, le pareti più dorate, i volti più splendenti. La luce è bella solo se trova un luogo in cui incarnarsi. È attraverso le vetrate o gli arcobaleni che è possibile ammirare meglio la bellezza della luce. E lo stesso discorso vale per il tramonto. Un tramonto accade sempre da qualche parte: sul mare, in pianura, vicino a una montagna. In quest’ultimo caso, non è difficile immaginare gli elementi principali del paesaggio: la sommità principale circondata dalle alture secondarie, le rocce cosparse di vegetazione, le nuvole che gravitano vicine o in lontananza all’orizzonte, gli uccelli che volteggiano nella nebbia montana, e così via. Tutto questo, circonfuso dell’estremo chiarore del giorno, compone una scena toccante. La bellezza del tramonto è esattamente nell’incontro di questi elementi. E un incontro costituisce qualcosa di più di una mera somma di elementi. Come una melodia, non è riducibile in alcun modo a un ammasso di note ma è costituita dalla consonanza di esse – <<cerco le note che si amano>>, soleva dire ..
François Cheng · Cinque meditazioni sulla bellezza · Bollati Boringhieri
