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II
a.c.
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2006
alberi
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Parole nomadi
Viaggiare non è raggiungere una meta, 28 dicembre 2007
Resti Brindisi, Via Santa Chiara Un tempo, per tingere di rosso gli intonaci delle case, qui a Brindisi miscelavano alla calce i resti del mosto dopo la fermentazione. L'umore del mare, giorno dopo giorno, si attaccava a quello della terra sui muri battuti dalla pioggia, dalle impronte, dalle voci. Oggi sembrano case di zucchero e sale.
Perché noi occidentali, che crediamo nelle stelle
e negli oroscopi che cadono dalle stelle, abbiamo dimenticato che i nostri gesti
lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce,
il loro giro? Il gesto dell'uomo crea armonia o disarmonia nell'universo...
Umberto Galimberti,
Le cose dell'amore 25 dicembre 2007 Marrk Rothko, Untitled (part.), 1964, Pace/Wildenstein Gallery, New York
Quando ero più giovane, l'arte era una cosa
solitaria: nessuna galleria, nessun collezionista, nessun critico, nessun soldo.
Tuttavia, era un'età dell'oro, perché non avevamo niente da perdere e una
visione da guadagnare. Oggi non è più come una volta. E' un periodo gravato
dalla prolissità, dall'attività, dal consumo. Quale condizione sia migliore per
il mondo nel suo insieme, è quanto non mi arrischierò a discutere. Ma so che
gran parte di quanti sono incalzati da una vita del genere sono alla ricerca
disperata di sacche di silenzio in cui possano radicarsi e crescere.
Dobbiamo tutti sperare che riescano a trovarle.
Mark Rothko,
Scritti sull'arte 23 dicembre 2007
Alexander Calder, Piccolo clown con tromba (dal Circo di Calder), 1926-31 I cani che si rincorrono nella neve in un giorno di sole; le mani legate dal gelo al tronco degli alberi neri; il profumo del calicanto al risveglio, il mattino, prima di ogni parola: oggi materiale per sogni, immagini e voci senza più proporzione, soltanto ricordi.
Innocent When You Dream 21 dicembre 2007 D. Ghirlandaio, Giovane donna, 1485 ca., Museo C. Gulbenkian, Lisbona Le cose prendono il loro nome e si legano agli alfabeti. La percezione che abbiamo di esse, tuttavia, muta col passare del tempo. Anche la memoria adegua la sua forma alle rappresaglie del tempo: ciò che prima sembrava indispensabile, allontanandosi riduce la sua irrorata grandezza, diminuisce, diventa ricordo con altri ricordi. Piccoli punti tra loro annodati, come perle di una collana di neve.
...certo è strano non abitare più sulla terra,
Infine, non han più bisogno di noi quelli che
presto la 15 dicembre 2007 Gerard Richter, Isa Genzken Sarebbe stato bello, avrei dovuto, potrei… Comincia spesso con il condizionale il resoconto sull'esistenza. L’inventario delle possibilità perdute, dei risultati non conseguiti, talvolta è lungo e doloroso. All'opposto la smania dei replicanti di Blade Runner, così avidi di aria e memoria da implorare il loro demiurgo di poter vivere ancora altro tempo.
Mi disse:
<<Ho più ricordi io da solo, di quanti non
ne avranno tutti gli uomini insieme, da che mondo è mondo>>.
Anche disse: <<
I miei sogni, sono come la vostra veglia>>.
E anche: <<
La mia memoria, signore, è come un deposito di rifiuti>>.
Un cerchio su una lavagna, un triangolo rettangolo, un rombo, sono forme che noi
possiamo intuire pienamente; allo stesso modo Ireneo vedeva i crini rabbuffati
d'un puledro, una mandria innumerevole in una sierra, i tanti volti d'un morto
durante una lunga veglia funebre. Non so quante stelle vedeva nel cielo.
[...] Pensai
che ciascuna delle mie parole (ciascuno dei miei movimenti) durerebbe nella sua
implacabile memoria; mi gelò il timore di moltiplicare inutili gesti.
Jorge Luis Borges,
Funes, o della memoria, da
Finzioni 7 dicembre 2007
Piero della Francesca Fedeltà e vigilanza, vitali per ogni legame degno di questo nome. Non per dogma o consuetudine ma per desiderio; non per sospetto, o grigiore, ma per premura. Animali che si fidano, fidati, benché di ombra sian dotati per Natura.
E che cosa è, in fondo, il pieno riconoscimento
30 novembre 2007
Fucha Fucha, Alimento vegetariano giapponese del XVII secolo, foto di Reinhart Wolf Su un piatto nero viene servita una sottile fetta di nori, alga marina purpurea pressata, con accanto una fetta di melone arrotolata e legata e, dietro, un contorno di rafano e di radici nere, una piccola melanzana con guarnizione di nori e una sbarretta arrostita di pasta di radici di aron. Angela Terzani, Giappone-Cibo come arte
Il vassoio del pasto sembra un quadro dei più
delicati: è una cornice che contiene su fondo scuro vari oggetti (scodelle,
scatole, piattini, bacchette, minimi pezzi di cibo, un poco di zenzero grigio,
qualche pizzico di legumi color arancio, un fondo di salsa bruna) e dal momento
che questi recipienti e questi pezzi di cibo sono esigui e minuti, ma numerosi,
si direbbe che questi piatti inverino la definizione della pittura, che, a dire
di Piero della Francesca, "non è che una dimostrazione di superfici e corpi che
diventano via via più piccoli o più grandi a seconda del loro rapporto". Nell'antico Giappone il nemico si umiliava digiunando.
25 novembre 2007
Adesso
Giovanni Bellini, Madonna adorante il
bambino addormentato,1455ca, Uno tra i beni più grandi dell'infanzia è la capacità di partecipare a ogni istante. È anche l'insegnamento più autorevole che abbia mai ricevuto.
Mariangela Gualtieri 20 novembre 2007
Josef Albers, Omaggio al quadrato, 1968, MoMA, New York I lati di un quadrato sono punti cardinali.
Alto e largo quanto un uomo con le braccia
aperte, il quadrato sta, nelle più antiche scritture e nelle incisioni rupestri
dei primi uomini, a significare l'idea di recinto, di casa, di paese. Si trova
in natura in molti minerali. Ha dato origine a giochi antichissimi ancora oggi
in uso: gli scacchi, la dama, il gioco del 15 con i suoi dieci trilioni di
possibili combinazioni, i dadi, i quattro cantoni... L'infinito è un quadrato
senza angoli, secondo un antico detto cinese.
Bruno Munari,
Il Quadrato
...oh com'è piccolo il mondo 14 novembre 2007
Memorie di cieco
Gerard Richter, Motorboot, 1965 Per quale ragione, dopo un naufragio, elicotteri e navi cercano per giorni e giorni i poveri resti di chi è disperso in mare? Si trattasse anche dell'ultimo dei mozzi, lo stanziamento di mezzi è imponente. La ragione è che il corpo è tutto ciò che rimane di quella vita e a quel corpo, a quell'esistenza interrotta, è necessario dare sepoltura. Il rito dell'inumazione, se pure dolorosamente, fissa la fine di un legame, la separazione da un altro essere (dal suo corpo), assegnandogli per sempre una porzione esclusiva di spazio e di tempo. In mancanza di questo rito che sollecita una stretta con la Natura, laddove l'oggetto del ricordo si sottrae alla visione, la memoria di chi rimane si vela fino ad accecarsi: ricordare, infatti, è prima di tutto rivedere. I fantasmi logorano, la loro arma micidiale è l'intermittenza. Il sentire che sentiamo, il vedere che vediamo, non è pensiero di vedere o di sentire, ma visione, sentire, esperienza muta di un senso muto. M. Merleau-Ponty, da Memorie di cieco, di Jacques Derrida
Sestante Alberto Burri, Sestante n.4, 1982, Fondazione Burri, Città di Castello Guarda, c'è
ancora il grande cipresso, ricordi? A un luogo, tra tutti, si dà un significato assoluto, isolandolo nel mondo. Così sono nati i santuari. Così a ciascuno i luoghi dell'infanzia ritornano alla memoria; in essi accaddero cose che li han fatti unici. Ma il parallelo dell'infanzia chiarisce subito come il luogo mitico non sia tanto singolo, il santuario, quanto quello di nome comune, universale, il prato, la selva, la grotta, la spiaggia, la casa, che nella sua indeterminatezza evoca tutti i prati, le selve... e tutti li anima del suo brivido simbolico.
I simboli che ciascuno di noi porta in sé, e
ritrova improvvisamente nel mondo e li riconosce e il suo cuore ha un sussulto,
sono i suoi autentici ricordi. Sono anche vere e proprie scoperte. Bisogna
sapere che noi non vediamo mai le cose una prima volta, ma sempre la seconda.
Allora le scopriamo e insieme le ricordiamo.
Cesare Pavese,
Saggi letterari 3 novembre 2007
Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attesa, 1965, Coll. privata, Roma Lo spazio è meno astratto del tempo ma ugualmente arbitrario. Due strade che portano al vuoto. Lo spazio muta nel tempo, come i corpi. Lo spazio è un corpo dotato di memoria, che il tempo non ha. Lo spazio inviolato dell'infanzia, col passare del tempo, diventa un luogo inviolabile, assegnato al ricordo, dove conserva la sua innocenza.
Il metro e l'orologio sono gli utensili con cui Il tempo e lo spazio sono i protagonisti principali del sogno, l'altro grande impostore. La torre di Babele è un esempio antichissimo della pretesa dell'uomo per il dominio dello spazio. La vera conquista dello spazio fatta dall'uomo è il distacco dalla terra, dalla linea di orizzonte, che per millenni fu la base della sua estetica e proporzione. Lucio Fontana, Manifesto tecnico dello Spazialismo
Prima di tutto per noi in ogni direzione intorno,
da ciascun lato, sopra e sotto, per l'intero universo, non esiste confine. E
poi, quando è pronta molta materia, quando è a disposizione lo spazio, e nessun
fatto né causa contrasta, le cose devono certo attuarsi e giungere a compimento... 29 ottobre 2007
Piccole memorie
Il bambino che sono stato non vide il paesaggio
come sarebbe tentato di immaginarlo, dalla sua altezza d'uomo, l'adulto che è
diventato. Il bambino, nel tempo in cui lo fu, stava semplicemente nel
paesaggio, ne faceva parte, non lo interrogava, non diceva né pensava, con
queste o con altre parole: «Che bel paesaggio, che magnifico panorama, che
stupendo punto di osservazione!» Naturalmente, quando saliva sul campanile della
chiesa o si arrampicava sulla cima di un frassino alto venti metri, i suoi
giovani occhi erano in grado di apprezzare e notare i grandi spazi aperti
davanti a sé, ma c'è da dire che la sua attenzione preferì sempre individuare e
fissarsi su cose ed esseri che si trovassero vicino, su quello che si potesse
toccare con le mani, su quello che pure gli si offrisse come qualcosa che, senza
averne coscienza, urgeva comprendere e incorporare nello spirito (sarà superfluo
ricordare che il bambino non sapeva di avere dentro di sé un simile gioiello),
che fosse un serpente strisciante, una formica che innalzava nell'aria una resta
di grano, un maiale lì a mangiare nel trogolo, un rospo traballante sulle zampe
storte, oppure una pietra, una ragnatela, la zolla di terra sollevata dal ferro
dell'aratro, un nido abbandonato, la lacrima di resina gocciolante sul tronco
del pesco, la brina luccicante sull'erba. O il fiume.
José
Saramago,
Le piccole memorie 16 ottobre 2007
Perugino, San Sebastiano, 1493-94, Ermitage, S. Pietroburgo Una pace severa, gli occhi forano il cielo. Nessuna voce, nessuna santità, nessun martirio.
La morte tornò a letto,
si abbracciò all'uomo e, senza ben capire quel che le stava succedendo, lei, che
non dormiva mai, sentì che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. Il
giorno seguente non morì nessuno.
José Saramago,
Le intermittenze della
morte 10 ottobre 2007
Michael Yamashita, Berretti Gialli
( il testo )
...con
noi o senza di noi
Silvano Agosti,
Lettere dalla Kirghisia 26 settembre 2007
Danza É danza quando tra il corpo e lo spazio, tra il corpo e il tempo, non ci sono più ostacoli e nessuna distanza É danza il volo, la sosta è danza; è danza quando il respiro è tutt'uno con l'aria.
Amo molto la danza. E'
una cosa straordinaria la danza: vita e ritmo. Per me è facile vivere con la
danza. Quando ho dovuto
dipingere una danza per Mosca, sono
semplicemente andato una domenica pomeriggio al Moulin de la Galette. Ho
guardato come danzavano. In particolare ho guardato la farandola... I ballerini,
tenendosi per mano, corrono attraverso tutta la sala, avvolgendo come un nastro
la gente un po' sconcertata... Tornato a casa, ho composto la mia danza su una
superficie di quattro metri, canticchiando lo stesso motivo che avevo sentito al
Moulin de la Galette, in modo che tutta la composizione, tutti i ballerini, si
muovessero allo stesso ritmo.
Henri Matisse 22 settembre 2007
Trompe-l'oeil
C. N. Gijsbrechts, Quadro girato, 1670-75, Museo Nazionale, Copenhagen Anche il nulla prende forma.
Infralle cose grandi che
fra noi si trovano, 20 settembre 2007
La vera peste moderna è
rappresentata dai turisti dei viaggi organizzati. E' uno dei gradi inferiori
della dignità umana. Per tentare di salvare qualcosa bisogna fare un tenace
sforzo mentale e immaginare che il Mediterraneo è soltanto un mare interiore che
tutti conserviamo nella memoria. Si preserva dentro ciascuno di noi. Non sei
altro che un po' d'acqua salata. In questo consiste la tua sostanza. L'umanità è
una forma diversa di mare e la saggezza deriva dal conoscere o esplorare proprio
il mare che ognuno di noi si porta dentro. Il mare, che è la maniera di Dio di
mostrarsi azzurro.
Manuel Vicent da
Mediterraneo, di
Scipione Guarracino, 10 settembre 2007
Mediterraneo (11)
Finalmente l'alba. Ma è la luce che precede l'alba a mettermi in uno stato di felicità speciale -quella luce vergine, quella prima luce. Cioran, Quaderni
Mediterraneo (10)
Tinos, Colombaia, 7 agosto 2007 L'arte, anche quando astrae, è una geografia. La musica si rivolge a un senso meno vago della vista, conduce oltre la compassione, occupa il silenzio dei sogni.
Il mio altro tempo. Il
mio altro sogno. Il mio altro corpo. Tutto in me è altro. Non è mai stato. Non
sarà mai nulla. Non è nulla. Tutto è finito, ma -nonostante sia svanito-
permane, non scompare, oppure è solo rinviato, aggiornato, ma -anche se non
arriverà mai- esiste, mi assomiglia, impegna il mio regno, ora, come se
nonostante tutto, e al contempo, sia passato e trascorso. Tranne l'attimo della
passione. Questo non contiene tempo, non ha tempo, non ha termine, né andata né
ritorno.
Edwar al-Kharrat, da
L'altro Mediterraneo 28 agosto 2007
Che cosa nascondono gli asini? 25 agosto 2007
Mediterraneo (8)
La memoria di un paesaggio è attenta all'equilibrio dei suoi elementi, non si occupa di ricordi. I luoghi di una felicità passata, col tempo, ne disperdono ogni traccia. Ma il forte vento, oggi, è causa di una sconosciuta euforia. Ci sono certe isole che sembrano favorevoli agli sforzi dell'intelletto e stimolano gli entusiasmi dello spirito. Sulla loro superficie il mugghio del mare sovrasta il rumore del giorno e insieme sembrano provocare una sorta di silenzio. Pedrag Matvejević, Breviario mediterraneo
Mediterraneo (7)
Ingmar Bergman, 14 luglio 1918 - 30 luglio 2007
...mi fermo davanti alla Sommarhuset ad
ascoltare l'enorme betulla a due tronchi.
Michelangelo Antonioni, 29 settembre 1912 - 30 luglio 2007 Noi sappiamo che sotto l'immagine rivelata ce n'è un'altra più fedele alla realtà, e sotto quest'altra un'altra ancora, e di nuovo un'altra sotto quest'ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà. Michelangelo Antonioni
Essere stati è una
condizione per essere. 29 luglio 2007
Il mare profuma le strade dell'isola, oggi: il Maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi.
Il Vento, questo agente
metafisico. 28 luglio 2007
Mediterraneo (4) C'è sempre del sacro nei paraggi di un vulcano.
Ah! Quanto vorrei
limitarmi unicamente alla sensazione, a un mondo anteriore al concetto, alle
variazioni infinitesimali di un'impressione da rendere con mille parole stupende
e sconnesse! Scrivere seguendo direttamente i sensi, diventare interprete
del corpo e dell'anima scoordinata! Trascrivere solo ciò che vedo, ciò che mi
tocca, fare quello che farebbe un rettile se si mettesse all'opera, anzi non un
rettile, ma un insetto, giacché il rettile ha la cattiva reputazione di un
intellettuale. Un libro che fosse poetico per pura fisiologia.
Cioran,
Quaderni 21 luglio 2007
Mediterraneo (3) Linosa, 19 luglio 2007
Un'apprendista scimmia di
mare dovrebbe astenersi dalla contemplazione della bellezza; dall'astrazione cui
porta il racconto della vita. Un'apprendista scimmia di mare dovrebbe astenersi
dalla musica, dalla poesia, dall'arte. Dovrebbe vivere ogni giorno come un
mondo, minando la coscienza acquisita nella vita già vissuta, fino a perdere
ogni vecchio alfabeto.
Non c'è felicità se non
nell'innocenza, in ciò di cui l'uomo è particolarmente incapace, in ciò che ha
perduto per sempre.
Cioran,
Quaderni 20 luglio 2007
35° 29' 58" latitudine N, 12° 36' 03" longitudine E Si possono percorrere miglia e miglia senza spostare di un solo grado il proprio asse ontologico oppure viaggiare lontanissimo, restando immobili. Il viaggio non è un moto, piuttosto un attraversamento. Si viaggia sempre dentro, e per questa ragione bisognerebbe imparare a viaggiare per sottrazione, verso il silenzio, verso l'intangibile.
...i mercanti di sole
inventano incessantemente altri Mediterranei. È un'invasione pacifica, dunque,
quella cui dà vita questo turismo spesso irregimentato, pronto a pagare, e a
caro prezzo, il diritto di dormire, di consumare e anche di guardare. Nessuno si
stabilisce o progetta di stabilirsi in modo permanente. Quando riprende il
lavoro negli uffici e nelle fabbriche del Nord, la stessa folla riguadagna in
buon ordine i paesi d'origine. È davvero un'invasione pacifica, dunque, ma non
innocente. Distrugge infatti siti e paesaggi, sfigurati dal lusso un po' falso
degli alberghi, degli immobili 'fronte mare' e delle seconde case: per
l'archeologo di domani la sua traccia avrà tutte le caratteristiche di una
conquista. E distrugge anche gli equilibri antichi e fragili delle società che
la accolgono, in genere impreparate a subire lo shock dell'economia monetaria e
spinte a sacrificare il futuro per il presente.
Fernand Braudel,
Il Mediterraneo 18 luglio 2007 < |