c u r r e n t i

 

 

 


 

 



 


 

II  a.c.
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000


autoritratto
body art
fiamminga
materiali
mediterraneo
scuola di n.y.
varia


guestbook
e-mail
mio-sito
feed


2007
2006

 


maschere

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 

Maschere

Marco Gozzi, Ritratto di C. Goldoni con le maschere della Commedia dell'arte,
San Giovanni Bianco, Bergamo, Casa parrocchiale

Si affaccia, dice, vengono… nei canovacci della Commedia dell’arte i verbi sono coniugati al tempo presente. Un tempo piccolo, popolato da personaggi improvvisati che hanno sempre fame: servi e padroni, passioni e tradimenti, svenimenti e rossori. Va in scena la vita quotidiana coi tratti di ognuno, è una sarabanda di smorfie e caricature: nascono le maschere. A partire dalla metà del Cinquecento danno vita a figure care alla memoria di molti; ognuna di esse incarna un aspetto del carattere umano. La loro delicata presenza è ormai svanita, altre maschere occupano la scena.

Si affaccia alla finestra per vedere il tempo, vede che è vicino a farsi giorno, che gli par mill’anni, che non trova mai la via a andare a letto, che fa tutta la notte come i gatti quand’ hanno i pedignoni; racconta come ancor lei vive ma che amore non li fa fare quelle pazzie come la sua padrona, che essendo vedova ha praticato il mondo; dice che si comincia a far giorno.
 

Le maschere della Commedia dell'Arte


ottobre  2006


permalink

 

Colombina

Francesco Melzi, Flora (Colombina), 1517-21, Hermitage, San Pietroburgo

La maschera di Colombina è tra le più antiche. Goldoni, dopo secoli di opacità, la libera da un ruolo minore proclamandola regina della scena. Parla continuamente, ammicca e arrossisce, procurando vampate d’amore e appetito. Una damina di cioccolato bianco.


Guido Gozzano, La via del rifugio
 

ottobre  2006


permalink

 

Dottor Balanzone

Anonimo fiammingo, Commedia dell'Arte, 1595-05, Ringling Museum, Sarasota

Balanzone dottore, laureato in parole. Questa maschera è una creazione della goliardia bolognese, la caricatura di qualche insegnante borioso. La balanza dei tribunali gli ha dato il nome: non è solo medico, infatti, ma anche giudice, avvocato e filosofo. Parla soprattutto se non ha niente da dire: in italiano, spagnolo, francese, tedesco, turco, polacco, latino…altro mal non venga. Un’altra maschera torturata dalla fame.
 

ottobre  2006


permalink

 

Pulcinella

Giandomenico Tiepolo, Pulcinella, 1791-93, Ca' Rezzonico, Venezia

E’ la maschera della Commedia dell’Arte più famosa nel mondo, la più replicata. Pulcinella è ovunque, cambia colore, come il vento vola via. Mercante, contadino, fornaio; astuto, pedante, mariolo. La sua adesione alla vita è così completa da prendere a randellate la morte quando gli appare. La vita a ogni costo dunque, la fame non può aspettare.
 

ottobre  2006


permalink

 

Cuore

Casimiro Brugnone de Rossi, La barca dei comici, 1850, Museo T. alla Scala, Milano

...abbandonarsi alla trama,
alla storia che porta lontano, via.

Giunse nella città, dov'io era, una compagnia di cattivi comici a rappresentare le loro triste commedie. Andai al teatro la prima sera, mi parve uno zucchero e non aveva più cuore di abbandonarli. Giunsero i commedianti al termine delle loro recite; si disponevano alla partenza, ed io mi sentiva portar via il cuore. Carlo Goldoni, Memorie
 

novembre  2006


permalink

 

Pierrot

E. Nolde, Donne e Pierrot, 1917, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf

Pierrot osserva in silenzio. Parla poco, ascolta. Il garbo incontra l’arroganza, la lealtà l'inganno, il desiderio l’esilio a cui spesso l’amore conduce. Pierrot osserva in silenzio.

La maschera di Pierrot nasce in Italia verso la fine del Cinquecento, ad opera di Giovanni Pellesini, attore della Compagnia dei Gelosi. Il suo personaggio di nome Pedrolino era una variazione sul tema dello Zanni, il servo, di cui indossava l'abito bianco e ampio. Servo accorto e fidato, pronto a intessere imbrogli che poi districava con grande abilità, per trarre d'impaccio il proprio padrone, Pedrolino era un personaggio forte, di primaria importanza nell'economia della commedia. Il personaggio seguì i Gelosi in Francia, dove ebbe immediato successo, entrando a far parte degli scenari delle Compagnie francesi con il nome di Pierrot. Nella versione francese Pierrot perde gran parte della sua astuzia, conservando solo l'onestà e l'amore per la verità, spinto a volte fino all'eccesso. Dopo un periodo di declino il personaggio tornò in primo piano grazie all'interpretazione del mimo Jean-Gaspard Debureau (1796-1846), che gli infuse nuova energia, impersonandolo dal 1826 al Théâtre des Funanbules...
 


ottobre  2006


permalink

 

Arlecchino

Paul Klee, New Harmony, 1936, Solomon Guggenheim Museum, New York

Alichino è il nome di un diavolo del XXI canto dell’Inferno di Dante. Alla cinta porta il baòcio, un bastone con cui mescola la polenta e che all’occorrenza usa come arma di difesa. Fame e guai. E' superbo con le maschere di rango inferiore e ossequioso coi suoi padroni. Questa attitudine ha certamente ispirato altri guitti involontari che possiamo osservare, con minore divertimento, ogni giorno in televisione.
 

Siro Ferrone - Arlecchino

 Giorgio Strehler - Ferruccio Soleri
 

ottobre  2006


permalink


 

 

 


c a l a m o

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

akatalēpsia
appunti
arte.go
la R-arte
le botteghec.c.
calMa
contaminazioni
decrescita
exibart
fahrenheit

garbo
girovagando
luxflux
nonblog-habanera
ora sesta
play it again, sam
sagarana
scompartimento..
silmarillon

squilibri
tema celeste

tracciamenti
ubu
undo
vibrisse

 

 


 

/