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Maschere
Marco Gozzi
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Ritratto di
C.Goldoni Si affaccia, dice, vengono… nei canovacci della Commedia dell’arte i verbi sono coniugati al tempo presente. Un piccolo tempo, effimero, popolato da personaggi improvvisati che hanno sempre fame: servi e padroni, passioni e tradimenti, svenimenti e rossori. Va in scena la vita quotidiana coi sogni di ognuno, è una sarabanda di smorfie e caricature: nascono le maschere. A partire dalla metà del Cinquecento danno vita a figure care alla memoria di molti; ognuna di esse incarna un aspetto del carattere umano. La loro delicata presenza è ormai svanita, altre maschere occupano la scena. ottobre 2006 © Graziano Spinosi Si affaccia alla finestra per vedere il tempo, vede che è vicino a farsi giorno, che gli par mill’anni, che non trova mai la via a andare a letto, che fa tutta la notte come i gatti quand’ hanno i pedignoni; racconta come ancor lei vive ma che amore non li fa fare quelle pazzie come la sua padrona, che essendo vedova ha praticato il mondo; dice che si comincia a far giorno.
Colombina
Francesco Melzi
· Flora (Colombina)
· 1517-21
La maschera di Colombina è tra le più antiche. Goldoni, dopo secoli di opacità, la libera da un ruolo minore proclamandola regina della scena. Parla continuamente, ammicca poi arrossisce, procurando vampate d’amore e appetito. Una damina di cioccolato bianco. ottobre 2006 © Graziano Spinosi Guido Gozzano · La via del rifugio |
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