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Tiger

Jackson Pollock, Number 3: Tiger, 1949

Un quadro è un luogo, si possono fare due passi, prendere una boccata d'aria, attraversare le volute di un fortunale. Un quadro è un paesaggio animato dal clima, dalle stagioni, anche dal caso; deve il suo principale significato al fatto di esserci così come c'è il mare, il cielo, come ci sono gli alberi. Cosa significa un cipresso? Non si può rispondere a questa domanda, si può gustare il suo profumo quando piove.

La mia pittura non nasce sul cavalletto. Non tendo praticamente mai la tela prima di dipingerla. Preferisco fissarla non tesa sul muro o per terra. Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul pavimento mi sento più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del quadro, perché, in questo modo, posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, ed essere letteralmente nel quadro. È un metodo simile a quello degli indiani del West che lavorano sulla sabbia. Mi allontano sempre più dagli strumenti tradizionali del pittore come il cavalletto, la tavolozza, i pennelli, ecc. Preferisco l stecca, la spatola, il coltello e la pittura fluida che faccio sgocciolare, o un impasto grasso di sabbia, di vetro polverizzato e di altri materiali extrapittorici. Quando sono nel mio quadro, non sono cosciente di quello che faccio. Solo dopo una specie di presa di coscienza vedo ciò che ho fatto. Non ho paura di fare dei cambiamenti, di distruggere l'immagine, ecc., perché un quadro ha una vita propria. Tento di lasciarla emergere. J. Pollock, 1947 (da Frank O'Hara, Jackson Pollock).
 

6  febbraio 2007


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Zebra

Franz Kline, Black and white, 1954, The Cleveland Museum of Art

C'è il verso di animali africani nei dipinti
degli espressionisti astratti americani.

Non ho mai considerato il mio lavoro in rapporto alla calligrafia. Secondo i critici, anche Pollock e de Kooning sono artisti calligrafici, ma non abbiamo niente a che vedere con la calligrafia. È interessante come questo tipo di osservazioni non provenga mai da critici orientali: il concetto orientale di spazio è infinito, non è uno spazio dipinto, mentre il nostro sì. Innanzitutto la calligrafia è una forma di scrittura e io non scrivo. Alcuni, talvolta, pensano che io prenda una tela bianca e ci dipinga sopra un segno nero, ma non è così. Oltre al nero dipingo anche il bianco, che è altrettanto importante.[…] La luna appartiene a tutti. Le cose migliori, le più belle della vita, sono gratuite. Franz Kline
 

7  febbraio 2007


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Catarsi

Marc Rotchko, 1961

Per molti artisti la ricerca è purificazione; le loro opere sono la conseguenza di un combattimento. In questa foto Rothko appare provato, gonfio nel volto, lo sguardo perso nel vuoto: è sfigurato al punto da sembrare un altro. La sua opera, tuttavia, ci conduce in una dimensione eterea, cosmica e spirituale. Un quadro è anche un atto d'amore; a terra, talvolta, il corpo inerte dell'autore.

In alcune regioni dell’India l’avvoltoio è ritenuto sacro. Se trasforma la putrescedine di cui si nutre in energia che gli serve per volare, significa che possiede il dono della purificazione.
 

febbraio  2006


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I greci, i gatti

Henry Elkan, Mark Rothko, 1953

L'arte interpreta il mistero della natura, la scienza lo esplora con sistematicità. L'una e l'altra muovono dal dubbio, approdando a risultati che in ogni caso lasciano aperta la voragine su cui si sporge ogni forma vivente.

Una chiara consapevolezza della morte. Tutta l'arte è in rapporto con la morte. Sensualità, indispensabile per rappresentare il mondo in modo concreto. Tensione, ossia conflitti o desideri che nell'arte sono dominati nel momento stesso in cui si manifestano. Ironia, un ingrediente moderno (i greci non ne avevano bisogno). Una forma di cancellazione di sé, e al tempo stesso di autoanalisi, con cui l'uomo può, almeno per un istante, sfuggire al proprio destino. Arguzia, umorismo. Qualche grammo di effimero e qualche grammo di casuale. un dieci per cento di speranza... Solo se ne avete bisogno; i greci non ne avevano. Dipingo quadri di grandi dimensioni perché desidero creare situazioni di intimità. Un quadro di grandi dimensioni provoca una transazione immediata che ingloba l'osservatore al suo interno. Mark Rothko, Scritti


5  febbraio 2007


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Genius loci

Willem de Kooning, Suburb in Havana, 1958, Collezione privata

Lasciamo impronte che i luoghi conservano.

Mi entusiasmo anche nel vedere che il cielo è blu, che la terra è terra, semplicemente. È questa la cosa più difficile: vedere una roccia e vederla così com'è, una roccia color terra. Mi ci sto avvicinando a poco a poco. Poi giunge un momento nella vita in cui si esce a fare una passeggiata, semplicemente. E si cammina nel proprio paesaggio. Willem de Kooning, Appunti sull'arte


31  gennaio 2007


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 Barnett Newman
 

Barnett Newman, Jericho, 1968-69

 

15  febbraio 2007


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