Imparai
finalmente che cosa la casa poteva essere,
come sarei stata ignorante
dei graziosi modi del costume,
come goffa all'inno
intorno al
nostro nuovo focolare, se non per questo,
questa mappa del cammino
la cui memoria mi annega, come il battesimo
di un celestiale mare.
Quali
mattine nel nostro giardino, immaginate,
quali api per noi a ronzare,
con solo uccelli a interrompere
il mormorio del nostro tema.
E un
compito per ciascuno quando il gioco sia finito,
il tuo problema della mente,
il mio qualche effetto più frivolo,
un pizzo o una canzone.
Il
pomeriggio insieme trascorso
e il crepuscolo per i sentieri
qualche soccorso a più povere vite
viste più povere attraverso i nostri doni.
E poi
ritorno, e notte e casa,
una nuova e più divina cura,
finché l'aurora ci richiami in scena
trasmutati, più vividi.
Questa
sembra una casa e casa non è
ma ciò che quel luogo potrebb'essere
mi affligge come un sole calante
dove l'aurora sa che cosa essere!
Traduzione di Cristina Campo