Mediterraneo |2

7 luglio 2007

Alimnià · Interno della caserma

Alimnià · Interno della caserma

Un’isola disabitata del Dodecanneso meridionale. Poche capre selvatiche, rapaci, lucertole con la coda turchese e ciò che rimane di una base militare italiana: caserma, polveriera, foresteria, due minuscole chiese. In un silenzio corposo, tra i ruderi, sopravvivono oggetti e impronte: brande, sedie, stoviglie, ossa di animali, una campana sbeccata, scritte e disegni sui muri. Uno di questi, ben conservato dall’ombra, raffigura una nave militare. La sua carena affonda in qualche pennellata di blu cobalto. Il cacciatorpediniere ha la prua diretta a levante, fila rapido verso il sole che sorge alla conquista di chissà quale lembo di terra. Il bisogno di dominanza ha sempre spinto l’uomo alla conquista di regioni e forme di vita lontanissime. Se il comandante non fosse morto con la sua ciurma, questo naviglio dipinto sarebbe forse riuscito nell’impresa. Talvolta, nei poveri resti d’una vita passata, la manifestazione del sacro. © Graziano Spinosi

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