Archive for the ‘1500’ Category

Hébhel

Monday, March 7th, 2011

TIZIANO-CAINO-E-ABELE-1542-44-P

Tiziano Vecellio · Caino e Abele (part) · 1544
Basilica di Santa Maria della Salute · Venezia

L’aver ragione è un privilegio
che bisognerebbe esercitare al pari di un torto.

Graziano Spinosi

©

Abele mio fratello | è una cometa. Obbedisce perfetto | a questa legge d’ignari, forse. | Il suo cuore è di fibra animale. | È una capra mio fratello Abele. | Conosce la gioia di sdraiarsi nel sole. | L’immensa gioia di essere senza pensiero. | Io mi sbatto nella campagna, | semino sudore, parole stanche, cattive. Abele mio ride. Dolcemente.

Io ho avuto soccorso a volte da | una piccola foglia, da un frutto così | ben fatto che dava sollievo a mio | disordine di fondo. Sì sì.

Domani saremo foglie secche. | Niente ci scampa da questo. | La linfa circolerà a fatica – | il pallore dominante | scancellerà tutto il rosa. | Andremo via da qui. | Ognuno in un suo modo, | suo momento suo luogo, una data, un’ora | altri intorno – o soli. | Se lo penso, se davvero | vado dentro questo pensiero senza temerlo, | allora sento la dolcezza del giorno | la meraviglia di essere. | Se lo penso davvero | se davvero sento il congedo | che c’è dentro ogni ora, | questo addio che dicono le cose | consumando. | La vita allora… | Penso che ho solo questa. | È stato bello | pensare, progettare, costruire, sognare | andare perdersi tornare. Quanti verbi | ha il mondo. | Fra le miriadi di pianeti e di stelle | essere proprio qui | nati e vissuti dentro questo cielo | qui, | con i piedi poggiati su un punto | della terra, ora, | con il passato pieno | di tutti i miei errori. Mariangela Gualtieri · da Caino

Altri viaggi  · da Squilibri


Mutare

Wednesday, March 10th, 2010

Raffaello Sanzio · Dama di Urbino

Raffaello Sanzio · Dama di Urbino ( La muta ) · 1507-08
Galleria Nazionale delle Marche · Urbino

Capita spesso di dover preferire il silenzio
all’impossibilità di ricevere ascolto.

 Graziano Spinosi

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Se affermo che il cielo è azzurro, e mi si fa dire che lo giudico nero, non ho altra via d’uscita che riconoscermi pazzo o dichiarare sordo il mio interlocutore. Fortunatamente, resta lo stato reale del cielo: sono perciò costretto a esaminare le ragioni del nostro per decidere della mia pazzia o della sua sordità. Più che sordo, egli mi sembra come uno che non vuol sentire. 

Ho vissuto il nichilismo, la contraddizione, la violenza e la vertigine della distruzione. Ma, nello stesso tempo, ho salutato il potere di creare e l’onore di vivere. Nulla mi autorizza a giudicare dall’alto un’epoca di cui sono interamente partecipe. La giudico dall’interno confondendomi con essa. Ma mi riservo il diritto di dire quanto ormai so sul mio conto e sugli altri, a condizione che ciò non si debba aggiungere all’insostenibile infelicità del mondo, ma solo per indicare nelle buie pareti lungo le quali procediamo a tastoni, i punti ancora invisibili dove possono aprirsi degli spiragli. Ho diritto di dire quel che so. Non ho altro interesse che alla rinascita. La sola passione che anima un uomo in rivolta è proprio una passione di rinascita. Albert Camus · Actuelles


Sottopelle

Monday, January 28th, 2008

Lorenzo Lotto · Giovane con lucerna  
Lorenzo Lotto · Giovane con lucerna (part) · 1506-08
Kunsthistorisches Museum · Vienna

La memoria scrive sottopelle, ogni giorno, la filigrana del nostro essere. Non si dovrebbe dimenticare che la facoltà di ricordare è pari a quella di essere ricordati. Graziano Spinosi

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Esse est percipi
George Berkeley


Scimmie di mare

Sunday, February 4th, 2007

El Greco · Scimmia, ragazzo che accende una candela e uomo 
El Greco · Scimmia, ragazzo che accende una candela e uomo
1587 ·
National Gallery of Scotland · Edimburgo

Forse, un giorno, le scimmie penseranno
di discendere dall’uomo.

Graziano Spinosi

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Ognuno di noi, ogni essere umano che oggi abiti il pianeta, reca effettivamente dentro di sé la storia immarcescibile della vita fin dal momento in cui essa ebbe inizio. È una storia scritta nei tessuti e nelle ossa, in funzioni e organi, nelle cellule cerebrali e nello spirito, in tutta una serie di bisogni ed impulsi atavici che attengono tanto al mondo fisico che a quello psichico. Un tempo, caro lettore, tu ed io eravamo simili ai pesci e dal mare siamo usciti, strisciando, alla conquista della terraferma nel cui seno ci troviamo ora. Abbiamo ancora sul corpo i segni del mare e così quelli del serpente, prima che il serpente diventasse il serpente e noi diventassimo noi, quando pre-uomo e pre-serpente erano una cosa sola. Un tempo abbiamo volato nell’aria, un tempo abbiamo vissuto sugli alberi, atterriti dal buio. Di tutto ciò restano le tracce, incise su ognuno di noi, incise nel nostro seme, e resteranno finché non avrà fine la nostra vita sulla terra. Jack London · Il vagabondo delle stelle

Traduzione di Stefano Manferlotti


Sguardi

Thursday, November 30th, 2006

Sofonisba Anguissola · Partita a scacchi

Sofonisba Anguissola · Partita a scacchi · 1555
Muzeum Narodowe · Poznan

Lucia ha mangiato la regina a Minerva, Europa sorride, la governante  volge  un delicato sguardo alla scacchiera. Di questo quadro stupendo, oltre alla preziosa restituzione di un’atmosfera cinquecentesca, ludica e familiare, colpisce la cadenza degli sguardi: nessuna delle quattro figure, infatti, è ricambiata dallo sguardo di altre. E’ una scelta suggestiva, raffinatissima, che disegna nitidamente la diversità delle emozioni dei personaggi in un momento cruciale della partita, forse ormai giunta al termine. Nel rimbalzo di sguardi quello soddisfatto di Lucia è il più vivido: è rivolto a Sofonisba, sorella e autrice del dipinto, che attraverso questo espediente prende parte alla scena, ricambia lo sguardo, lo dipinge. Graziano Spinosi

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Daniela Pizzagalli · La signora della pittura


Visioni

Friday, November 17th, 2006

Ambrogio Borgognone · S. Caterina d'Alessandria

Ambrogio Borgognone · S. Caterina d’Alessandria · 1510 ca.
Museo Poldi Pezzoli · Milano

La vertigine può impadronirsi di un corpo e deformarlo secondo il suo piacimento, come un paesaggio che si guasti sotto i colpi di un terremoto. Graziano Spinosi

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Mi cominciai a spogliare. Feci tanto che cavei il bustino che avevo, e dicevo: mio Gesù, lasciate coteste poppe. Venite a pigliare il latte qui da me. E gli porgevo la mammella. Esso si staccò da quelle della Vergine e si attaccò alle mie. Oh! Dio! Io non posso raccontare niente di quanto provai in quel punto; e nemmeno mi ricordo gli effetti che mi cagionò. In quell’atto non mi pareva bambino dipinto, ma in carne. A questa figura andavo spesso, e gli dicevo: ricordatevi bambino bello, che io v’ho allattato, come ha fatto la vostra madre. Ora mi sovviene che, per più giorni, qui, in questa mammella, v’avevo sì gran calore, che pareva d’averci il fuoco. Ma non comprendevo nulla. Santa Veronica Giuliani · Terza autobiografia


Specchi

Saturday, October 28th, 2006

Giovanni Bellini · Doge Leonardo Loredan

Giovanni Bellini · Doge Leonardo Loredan · 1501
National Gallery · Londra

Disegnavano con gli specchi convessi, le prime lenti rudimentali e la camera obscura fin quando, agli inizi dell’Ottocento, la scoperta della fotografia allontanò molti artisti dalla fotografia. Cercavano la profondità, ma quando la strabiliante invenzione consentì di ottenere agevolmente questo risultato molti autori dedicarono la loro ricerca a una rappresentazione soggettiva della realtà. La luce può forare la pelle dei corpi e attraversarli, illuminando così la loro interiorità. Da questo affondo della luce nascerà l’Impressionismo. © Graziano Spinosi