Archive for the ‘1500’ Category

Tiziano

Tuesday, May 14th, 2013

TIZIANO-VECELLIO-AUTORITRATTO-1565-66-M

Tiziano Vecellio · Autoritratto · 1565-66 · Museo del Prado · Madrid

La qualità di staccare gli oggetti in pittura, che per molti è tanto importante, non era tra quelle su cui Tiziano, peraltro il colorista più grande di tutti, aveva fissato maggiormente l’attenzione. Solo certi minori l’hanno considerata il pregio essenziale della pittura; e così pensa quel branco di amatori che invariabilmente appaiono soddisfatti e incantati quando vedono in un quadro una figura e dicono: sembra di poterle girare intorno! Tiziano è il colore vero, la natura senza eccessi, senza bagliori forzati. La naturalezza, la totale mancanza di affettazione dei ritratti di Tiziano ci incute un istintivo rispetto. La nobiltà sembra innata.

Jean-Auguste-Dominique Ingres · Pensieri sull’arte

Tiziano · Scuderie del Quirinale

Tutti i colori di Tiziano · Da Arte.rai


Hébhel

Monday, March 7th, 2011

TIZIANO VECELLIO CAINO E ABELE 1544

Tiziano Vecellio · Caino e Abele (p) · 1544
Basilica di Santa Maria della Salute · Venezia

L’aver ragione è un privilegio
che bisognerebbe esercitare al pari di un torto.

Graziano Spinosi

©

Abele mio fratello | è una cometa. Obbedisce perfetto | a questa legge d’ignari, forse. | Il suo cuore è di fibra animale. | È una capra mio fratello Abele. | Conosce la gioia di sdraiarsi nel sole. | L’immensa gioia di essere senza pensiero. | Io mi sbatto nella campagna, | semino sudore, parole stanche, cattive. Abele mio ride. Dolcemente.

Io ho avuto soccorso a volte da | una piccola foglia, da un frutto così | ben fatto che dava sollievo a mio | disordine di fondo. Sì sì.

Domani saremo foglie secche. | Niente ci scampa da questo. | La linfa circolerà a fatica – | il pallore dominante | scancellerà tutto il rosa. | Andremo via da qui. | Ognuno in un suo modo, | suo momento suo luogo, una data, un’ora | altri intorno – o soli. | Se lo penso, se davvero | vado dentro questo pensiero senza temerlo, | allora sento la dolcezza del giorno | la meraviglia di essere. | Se lo penso davvero | se davvero sento il congedo | che c’è dentro ogni ora, | questo addio che dicono le cose | consumando. | La vita allora… | Penso che ho solo questa. | È stato bello | pensare, progettare, costruire, sognare | andare perdersi tornare. Quanti verbi | ha il mondo. | Fra le miriadi di pianeti e di stelle | essere proprio qui | nati e vissuti dentro questo cielo | qui, | con i piedi poggiati su un punto | della terra, ora, | con il passato pieno | di tutti i miei errori. Mariangela Gualtieri · da Caino

Altri viaggi  · da Squilibri


Mutare

Wednesday, March 10th, 2010

RAFFAELLO-SANZIO-LA-MUTA-1507-08

Raffaello Sanzio · Dama di Urbino (La muta) · 1507-08
Galleria Nazionale delle Marche · Urbino

Capita spesso di dover preferire il silenzio
all’impossibilità di ricevere ascolto.

 Graziano Spinosi

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Se affermo che il cielo è azzurro, e mi si fa dire che lo giudico nero, non ho altra via d’uscita che riconoscermi pazzo o dichiarare sordo il mio interlocutore. Fortunatamente, resta lo stato reale del cielo: sono perciò costretto a esaminare le ragioni del nostro per decidere della mia pazzia o della sua sordità. Più che sordo, egli mi sembra come uno che non vuol sentire. 

Ho vissuto il nichilismo, la contraddizione, la violenza e la vertigine della distruzione. Ma, nello stesso tempo, ho salutato il potere di creare e l’onore di vivere. Nulla mi autorizza a giudicare dall’alto un’epoca di cui sono interamente partecipe. La giudico dall’interno confondendomi con essa. Ma mi riservo il diritto di dire quanto ormai so sul mio conto e sugli altri, a condizione che ciò non si debba aggiungere all’insostenibile infelicità del mondo, ma solo per indicare nelle buie pareti lungo le quali procediamo a tastoni, i punti ancora invisibili dove possono aprirsi degli spiragli. Ho diritto di dire quel che so. Non ho altro interesse che alla rinascita. La sola passione che anima un uomo in rivolta è proprio una passione di rinascita. Albert Camus · Actuelles


Sottopelle

Monday, January 28th, 2008

L-LOTTO-GIOVANE-CON-LUCERNA-1506-08  
Lorenzo Lotto · Giovane con lucerna (p) · 1506-08
Kunsthistorisches Museum · Vienna

La memoria scrive sottopelle, ogni giorno, la filigrana del nostro essere.
Non si dovrebbe dimenticare che la facoltà di ricordare è pari a quella di essere ricordati.

 Graziano Spinosi

©

Esse est percipi
George Berkeley


Visioni

Wednesday, March 28th, 2007

A BORGOGNONE SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA

Ambrogio Borgognone · S. Caterina d’Alessandria · 1510 ca
Museo Poldi Pezzoli · Milano

La vertigine può impadronirsi di un corpo e deformarlo secondo il suo piacimento,
come un paesaggio che si guasti sotto i colpi di un terremoto.

 Graziano Spinosi

©

Mi cominciai a spogliare. Feci tanto che cavei il bustino che avevo, e dicevo: mio Gesù, lasciate coteste poppe. Venite a pigliare il latte qui da me. E gli porgevo la mammella. Esso si staccò da quelle della Vergine e si attaccò alle mie. Oh! Dio! Io non posso raccontare niente di quanto provai in quel punto; e nemmeno mi ricordo gli effetti che mi cagionò. In quell’atto non mi pareva bambino dipinto, ma in carne. A questa figura andavo spesso, e gli dicevo: ricordatevi bambino bello, che io v’ho allattato, come ha fatto la vostra madre. Ora mi sovviene che, per più giorni, qui, in questa mammella, v’avevo sì gran calore, che pareva d’averci il fuoco. Ma non comprendevo nulla. Santa Veronica Giuliani · Terza autobiografia


Scimmie di mare

Sunday, February 4th, 2007

EL GRECO SCIMMIA RAGAZZO 
El Greco · Scimmia, ragazzo che accende una candela e uomo
1587 ·
National Gallery of Scotland · Edimburgo

Un giorno, forse, le scimmie penseranno
di discendere dall’uomo.

Graziano Spinosi

©

Ognuno di noi, ogni essere umano che oggi abiti il pianeta, reca effettivamente dentro di sé la storia immarcescibile della vita fin dal momento in cui essa ebbe inizio. È una storia scritta nei tessuti e nelle ossa, in funzioni e organi, nelle cellule cerebrali e nello spirito, in tutta una serie di bisogni ed impulsi atavici che attengono tanto al mondo fisico che a quello psichico. Un tempo, caro lettore, tu ed io eravamo simili ai pesci e dal mare siamo usciti, strisciando, alla conquista della terraferma nel cui seno ci troviamo ora. Abbiamo ancora sul corpo i segni del mare e così quelli del serpente, prima che il serpente diventasse il serpente e noi diventassimo noi, quando pre-uomo e pre-serpente erano una cosa sola. Un tempo abbiamo volato nell’aria, un tempo abbiamo vissuto sugli alberi, atterriti dal buio. Di tutto ciò restano le tracce, incise su ognuno di noi, incise nel nostro seme, e resteranno finché non avrà fine la nostra vita sulla terra. Jack London · Il vagabondo delle stelle

Traduzione di Stefano Manferlotti


Sguardi

Thursday, November 30th, 2006

SOFONISBA ANGUISSOLA PARTITA A SCACCHI

Sofonisba Anguissola · Partita a scacchi · 1555
Muzeum Narodowe · Poznan

Lucia ha mangiato la regina a Minerva, Europa sorride; la governante  volge  un delicato sguardo alla scacchiera. Di questo quadro stupendo, oltre alla preziosa restituzione di un’atmosfera cinquecentesca, ludica e familiare, colpisce la cadenza degli sguardi: nessuna delle quattro figure, infatti, è ricambiata dallo sguardo di altre. È una scelta suggestiva, raffinatissima, che disegna nitidamente la diversità delle emozioni dei personaggi in un momento cruciale della partita, forse ormai giunta al termine. Nel rimbalzo di sguardi quello soddisfatto di Lucia è il più vivido: è rivolto a Sofonisba, sorella e autrice del dipinto, che attraverso questo espediente prende parte alla scena, ricambia lo sguardo, lo dipinge. Graziano Spinosi

©

Daniela Pizzagalli · La signora della pittura


Specchi

Wednesday, October 18th, 2006

BELLINI-LEONARDO-LOREDAN

Giovanni Bellini · Doge Leonardo Loredan · 1501
National Gallery · Londra

Disegnavano con gli specchi convessi, le prime lenti rudimentali e la camera obscura fin quando, agli inizi dell’Ottocento, la scoperta della fotografia allontanò molti artisti dalla fotografia. Cercavano la profondità, ma quando la strabiliante invenzione consentì di ottenere agevolmente questo risultato molti autori dedicarono la loro ricerca a una rappresentazione soggettiva della realtà. La luce può forare la pelle dei corpi e attraversarli, illuminando così la loro interiorità. Da questo affondo della luce, svelato da Turner, nascerà l’Impressionismo. Graziano Spinosi

©


Babel

Wednesday, October 4th, 2006

BRUEGEL BABEL 
Pieter Bruegel · Piccola torre di Babele · 1563 ca
Museum Boymans-van Beuningen · Rotterdam

Il campo visivo è più limpido se si pone una distanza tra l’osservatore e ciò che egli guarda. La terra, vista dallo spazio, mostra nitidamente il suo contorno. Anche il trascorrere del tempo ha lo stesso effetto sedativo; il cannocchiale si rovescia e tutto diventa più piccolo. Graziano Spinosi

©

Il primo e il secondo giorno puntavamo lo sguardo verso i nostri paesi. Il terzo e il quarto giorno cercavamo i nostri continenti. Il quinto giorno acquistammo la consapevolezza che la Terra è un tutto unico. Salman Abdulaziz Al-Saud · Astronauta Shuttle D.


Il bacio

Tuesday, September 12th, 2006

BELLINI DONNA NUDA ALLO SPECCHIO

Giovanni Bellini · Donna nuda allo specchio · 1515
Kunsthistorische Museum · Vienna

La principessa lo baciò. Il principe
si trasformò in un rospo.

Graziano Spinosi

©

Vivamus mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis!
soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mihi basia mille, deinde centum,
deinde mille altera, deinde secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
Deinde, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.

Catullo

(traduzione di Salvatore Quasimodo)


Terra rossa

Monday, February 20th, 2006

PONTORMO ANNUNCIAZIONE

PontormoAnnunciazione (p) ∙ 1527-28
Chiesa di S. Felicita · Capp. Capponi ∙ Firenze

Il tempo guasta la superficie dei dipinti, ossida le tinte, sgretola le mestiche. Colpite dagli attacchi del tempo, come ogni forma vivente, le opere d’arte mutano il loro aspetto svelando nuove tinte, incertezze e segreti. Numerose scuole di restauro, soprattutto del passato, si sono accanite cancellando ogni traccia di degrado, riportando così il dipinto alla  luminosità originale. Non è raro che le alterazioni causate dal tempo, tuttavia, aggiungano a un’opera nuove vibrazioni, così da renderla ancora più suggestiva. Le opere dell’uomo invecchiano con l’uomo, tornano adagio alla terra delle sinopie. Graziano Spinosi

©

Si farà una gran fatica, qualcuno
direbbe che si muore – ma a quel punto
ogni cosa che poteva succedere
sarà successa e noi
davanti agli occhi non avremo
che la calma distesa del passato
da ripassare senza fretta
fermando ogni tanto l’immagine,
tornando un po’ indietro, ogni tanto,
per capire meglio qualcosa,
per assaporare un volto, un vestito….
Sì, tutto in bianco e nero, se Dio vuole.
E tutto, anche le foglie che crescono,
anche i figli che nascono,
tutto, finalmente, senza futuro.

Giovanni Raboni


Sordomuti

Sunday, February 19th, 2006

MICHELANGELO EZECHIELE

MichelangeloEzechiele ∙ 1510 ∙ Cappella Sistina ∙ Vaticano

Perché non parli? domandò Michelangelo.
Perché non mi ascolti,
rispose Mosè.

Graziano Spinosi

©

Pure, amor, ti ringrazio
che in questa età, s’io muoio per tal sorte,
m’ancide tua mercede e non la morte.

Michelangelo


Gioconda

Friday, February 17th, 2006

LA GIOCONDA 
Autoritratto senza barba
Leonardo da Vinci · 1503-6 · Louvre · Parigi

Graziano Spinosi

©

Quando il sole fa rosseggiare li nuvoli dell’orizzonte, le cose che per la distanza si vestivano d’azzurro saranno partecipanti di tal rossore, onde si farà una mistione infra azzurro e rosso, la quale renderà la campagna molto allegra e gioconda; e tutte le cose che saranno illuminate da tal rossore, che sono dense, saranno molto evidenti, e rosseggieranno; e l’aria per esser trasparente avrà in sé per tutto infuso tal rosseggiamento, onde s dimostrerà del color del fiore de’ gigli. Fa che i nuvoli facciano le loro ombre in terra, e fa i nuvoli di tanto maggior rossore, quanto e’ sono più vicini all’orizzonte. Il sole non vide mai nessuna ombra. Piglia mo’ lo esempio del sole, il quale se caminerai per una riviera d’un fiume e vederai specchiare in detto fiume il sole tanto quanto caminerai lungo esso fiume tanto ti parà che il sole con te camini: e quest’è che il sole è tutto per tutto e tutto nella parte.Il sole non si move.La luna non ha lume da sé, se non quanto ne vede il sole, tanto l’alumina. La luna densa e grave, densa e grave come sta, la luna? Leonardo


Time discloses all

Sunday, November 27th, 2005

MABUSE RITRATTO DI GIOVANE UOMO 
Mabuse · Ritratto di giovane uomo ·1516-17
Kimbell Art Museum · Fort Worth

Ho bisogno di tempo, sospirò la cornice.
Non preoccuparti, ci conosciamo da appena cinque secoli, replicò il giovane uomo.

 Graziano Spinosi

©

L’opera, sempre sul punto di svanire, cerca il proprio ipotetico senso in qualcosa di ancor più impalpabile e fuggitivo, nella mobilità di una vita che si pretende "poema pensato in grande" ma non si sa dove sia e dove esista, se sia davvero un poema o se la sua vaghezza indefinibile non possa coincidere con l’indifferenza e con l’opacità del mero trascorrere delle ore. La vitalità pura è sempre altrove, sfugge ad ogni sistema, ma anche ad ogni negazione. Claudio Magris · Dietro le parole


Colombina

Sunday, February 20th, 2005

FRANCESCO MELZI FLORA - Copia

Francesco Melzi · Flora (Colombina) · 1517-21
Hermitage · San Pietroburgo

La maschera di Colombina è tra le più antiche. Goldoni, dopo secoli di opacità, la libera da un ruolo minore proclamandola regina della scena. Parla continuamente, ammicca poi arrossisce, provoca vampate d’amore e appetito. Una damina di cioccolato bianco. Graziano Spinosi

© 


Dottor Balanzone

Sunday, February 20th, 2005

COMMEDIA DELL'ARTE 
Anonimo fiammingo · Commedia dell’Arte · 1595-05
Ringling Museum · Sarasota

Balanzone dottore, laureato in parole. Questa maschera è una creazione della goliardia bolognese, la caricatura di qualche insegnante borioso. La balanza dei tribunali gli ha dato il nome: non solo è medico, ma anche giudice, avvocato e filosofo. Parla soprattutto se non ha niente da dire: in italiano, spagnolo, francese, tedesco, turco, polacco, latino. Un’altra maschera torturata dalla fame. Graziano Spinosi

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Maschere

Tuesday, February 1st, 2005

COMPAGNIA DEI GELOSI  
Anonimo · Compagnia dei Gelosi · 1580 ca

Si affaccia, dice, vengono .. Nei canovacci della Commedia dell’arte i verbi sono coniugati al tempo presente. Un piccolo tempo, popolato da personaggi improvvisati che hanno sempre fame: servi e padroni, passioni e tradimenti, svenimenti e rossori. Va in scena la vita quotidiana coi sogni di ognuno; una sarabanda di smorfie e caricature: nascono le maschere. A partire dalla metà del Cinquecento danno vita a figure care alla memoria di molti, ciascuna incarna un aspetto del carattere umano. La loro delicata presenza è ormai svanita, altre maschere occupano la scena. Graziano Spinosi

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Si affaccia alla finestra per vedere il tempo, vede che è vicino a farsi giorno, che gli par mill’anni, che non trova mai la via a andare a letto, che fa tutta la notte come i gatti quand’ hanno i pedignoni; racconta come ancor lei vive ma che amore non li fa fare quelle pazzie come la sua padrona, che essendo vedova ha praticato il mondo; dice che si comincia a far giorno.