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Onde

18 febbraio 2009

W-A-BOUGUEREAU-LA-VAGUE-1896

William Bouguereau · L’onda · 1896 · Collezione privata

I quadri sono strade: due passi, una boccata d’aria, le volute d’un fortunale. Non ha senso dipingere un nubifragio in una giornata di sole perché in quell’opera non pioverebbe mai. Siamo circondati da alfabeti, occorre riguardo. La scena di questo dipinto è sterilizzata: l’orizzonte non ha profondità, l’acqua non bagna nulla di ciò che tocca, la ragazzona sta per essere travolta da un’onda che non la raggiungerà mai perché è un’onda esanime, come tutto il resto. Non ci sono pesci, ma se ci fossero non avrebbero voglia di nuotare in questo quadro. © Graziano Spinosi

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Il medico di famiglia

6 giugno 2006

Gabriel Cornelius Von Max · Scimmie come critici d’arte · 1889 · Nuova Pinacoteca · Munich

Gabriel Cornelius Von Max  ·  Scimmie come critici d’arte  ·  1889  ·  Nuova Pinacoteca  ·  Munich

Come molti bambini avevo paura del dottore. Mi spaventava la sua postura severa, l’odore di fenolo, l’ampia corporatura. M’inquietava anche lo stetoscopio che ciondolava dalla tasca del camice – una biscia ammaestrata, nera. Crescendo, ho compreso che il medico di famiglia teneva questo comportamento a causa della convinzione, assai diffusa a quei tempi, che ai bimbi si dovesse sorridere il meno possibile. Ciò nonostante, il ricordo di quel medico ravviva il teatrino di figure della mia infanzia. Per ragioni che immagino diverse, ma capaci di provocare posture ugualmente severe, non mi è ancora capitato d’incrociare un critico d’arte capace di sorridere con spontaneità. Può accadere, dopo l’incontro con taluni dottori, d’avere dinnanzi, come una colpa, solo la parte peggiore di sé. © Graziano Spinosi.
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La critica, in Italia, vale quanto tutto il rimanente. Che importa che i critici siano tanti? Si sa: gl’italiani traversano un infelicissimo quarto d’ora. La leggerezza, l’incapacità, l’ignoranza, la scipitaggine regnano, sovrane quasi assolute, su questa terra altre volte frequentata dalle muse e benedetta da Apollo. La critica, quanto a sé, suole furiosamente reclutare i propri militi fra coloro che, assaggiati tutti i mestieri, si sono mostrati inidonei a ogni altro lavoro. Critica, refugium peccatorum. Ambiguo è il volto di questa dea asciutta e senza cuore. In sostanza, che cos’è la critica? Secondo ragione, la critica dovrebbe sedere anche più in alto delle arti, e in certo modo contenerle in sé. Allora solamente essa potrebbe riuscire feconda alle arti, promuoverle, guidarle. Ma esempi di una critica siffatta, non se ne trovano se non pochissimi in tutto il corso della storia. Per il rimanente, la critica è, siccome oggi vediamo, vacuo chiacchierìo di gente oziosa, vanesia e ignorante. Vuole la mala sorte di questa infelicissima epoca, che i frutti di chi lavora con fatica e pazienza tenacissime, sieno esposti quindi a questo gracchiante consesso di cornacchie ammaestrate. Alberto Savinio · La nascita di Venere

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