Archive for the ‘ALBERI’ Category

Verso la natura

Monday, April 12th, 2010

H-MATISSE-CAFE-ARABE-1913

Henry Matisse · Le Café arabe (p) · 1913 · Museo Puškin · Moscow

Vi ho fatto vedere, no, i disegni che faccio adesso, per imparare a rappresentare un albero, gli alberi? Come se non avessi mai visto, mai disegnato un albero. Dalla mia finestra ne vedo uno. Devo con pazienza capire come si costruisce la massa dell’albero, poi l’albero stesso, il tronco, i rami, le foglie. Prima di tutto i rami che si dispongono simmetricamente, su un solo piano. Poi il modo in cui i rami girano, passano davanti al tronco. Non fraintendetemi: non voglio dire che, vedendo l’albero dalla mia finestra, lavoro per copiarlo. L’albero è anche tutto un insieme di effetti che l’albero causa in me. Non è questione di disegnare un albero come lo sto vedendo. Ho davanti a me un oggetto che esercita  sul mio spirito un’azione, non soltanto come albero, ma anche in rapporto a ogni sorta d’altri sentimenti.

In auto, non si dovrebbe andare a più di cinque chilometri l’ora. Se no, non si sentono più gli alberi. Siete mai andato in bicicletta? Sì. Ma un giorno mi ruppi il muso e mi ingessarono un piede. Gustave Moreau mi chiese cosa m’era successo. Gli spiegai che usavo la bicicletta per andare verso la natura e fare dei paesaggi. Mi ribatté: si facevano dei bei paesaggi prima dell’invenzione della bicicletta. Mi convinse. Henry Matisse · Scritti e pensieri sull’arte

Pino Cacucci · Polvere del Messico


L’ombra di un albero

Thursday, November 13th, 2008

LAGOSANTO-SETTE-XI-2008

Lagosanto · Novembre 2006

Quisque suos patimur manes

Virgilio · Eneide · VI·743 

LAGOSANTO-XI-2008-01-M      LAGOSANTO-XI-2008-02-M      LAGOSANTO-XI-2008-03-M


Vicino

Monday, April 2nd, 2007

PIERO DELLA FRANCESCA 
Piero della Francesca
La leggenda della vera croce
(p) · 1452-66
Basilica di San Francesco · Arezzo

Da bambino immaginavo che gli alberi intorno a casa fossero persone di famiglia. Hanno l’odore delle stagioni, invecchiano, partecipano ai ricordi.

Graziano Spinosi

©

Nasce teneramente l’aurora e ogni cosa si svela. Ognuna dice il suo nome giacché a sua volta si è destata al fuoco del giorno nuovo. [...] Volevo dirti del senso che provo a volte, d’essere io stesso una pianta, una pianta che pensa ma non distingue le proprie diverse facoltà, la propria forma dalle proprie forze, il proprio aspetto dal proprio luogo.

Paul Valéry · Tre dialoghi (Dialogo dell’albero)

Traduzione di Vittorio Sereni


Orbite

Saturday, September 2nd, 2006

CARLO CRIVELLI MADONNA CON BAMBINO

Carlo Crivelli · Madonna con bambino · 1490 ca

L’avvicendarsi delle stagioni climatiche accompagna il turno di quelle personali. Poiché la memoria tende a radunare gli accadimenti e le persone del passato in periodi di tempo, suddividendoli, in un certo senso si ha l’impressione di aver già vissuto più vite, ciascuna col suo decorso compiuto. Anche attraverso gli oggetti il tempo consolida l’autorità che gli è data dai ricordi. Finisce l’estate, ancora una volta, comincia l’autunno. Imparare dagli alberi, dico a me stesso, fanno tesoro di ogni clima. Graziano Spinosi

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Un maestro zen chiese a un suo discepolo di pulire il giardino del monastero. Il discepolo pulì il giardino e lo lasciò in uno stato impeccabile. Il maestro non rimase soddisfatto. Lo rispedì a pulire una seconda volta, e poi una terza. Scoraggiato, il povero discepolo si lamentò: "Maestro non c’è più nulla da metter in ordine, più nulla da pulire in questo giardino! E’ già tutto a posto!" "Tranne una cosa" rispose il maestro. Scosse un albero e si staccarono delle foglie, che andarono a cadere in terra. "Ora il giardino è perfetto" concluse. Alejandro Jodorowsky · Il dito e la luna


Il corpo degli alberi

Sunday, April 30th, 2006

VINCENT PAESAGGIO CON ULIVI 1889    
Vincent van Gogh · Paesaggio con ulivi · 1889 · Collezione John Hay Whitney  · New York

Scorre una memoria, con la linfa, nel corpo degli alberi.
Scrivono il tempo come i libri, gli alberi sono libri.

Graziano Spinosi

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Gli alberi sono degli alfabeti, dicevano i Greci.

Roland Barthes