Archive for the ‘ANIMALIA’ Category

Gli orsi della luna

Saturday, July 2nd, 2011

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Francisco de Zurbarán · Ariete · 1635-40 · Museo del Prado · Madrid

Intorno alle bravate degli esseri umani c’è sempre stata l’innocenza di un animale a farne le spese: lo svago, la religione, la conquista dello spazio, l’alimentazione indiscriminata, la guerra, la cosmesi, la medicina .. ma una medicina che curi a scapito di altre creature può dirsi degna di questo nome?  Forse, un giorno, le scimmie penseranno di discendere dall’uomo. Graziano Spinosi

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Noi non abbiamo una lingua, il nostro alfabeto ha solo lettere di luce, la nostra sintassi è il silenzio. La lingua che ora uso non è la nostra lingua, è la vostra lingua umana, una delle numerose lingue umane in cui si è trasformato, decadendo, il silenzio delle origini. […] Ma ora a voi guardiamo con indifferenza, dalla noia del vostro mondo cerchiamo anzi di proteggerci. E tuttavia, sia io sia quelli giunti al mio stesso confine, alla mia stessa scelta, non disperiamo un giorno di potervi incontrare. Sarà il tempo in cui, deposta infine la pretesa superiorità del vostro genere umano, e appresa dagli animali la forma profonda del pensiero, sarete anche voi pronti per una metamorfosi. Antonio Prete · L’ordine animale delle cose

Salviamo gli orsi della luna

Animals Asia

Tom Regan


Asino matematico

Friday, March 26th, 2010

Robert Bresson · Au hasard Balthazar  · 1966

Per noi asini la carota non avrebbe mai avuto niente a che vedere con un bastone. Invece questa è una delle prime regole che ci avete assegnato. Se per voi esseri umani l’albero è il fuoco, il numero il denaro, il sangue la guerra, eccetera, per noi l’albero è un’ombra, il numero uno spazio, il sangue un amore. Punto. Poiché appartenete a una specie assai evoluta,  riuscite a sgambare in ogni direzione, sfruttando così la vostra tecnologia per assoggettare le altre specie viventi. Non vi basterebbe l’acqua di tutti i mari! Benché noi facciamo parte di una specie meno evoluta della vostra, vediamo cose piccole che voi esseri umani non riuscite a vedere, capiamo cose semplici che voi non riuscite più a comprendere. Non sono che un povero asino,  legato alla stessa pietra che fu dei miei antenati, e per questa ragione non darete alcun peso alle mie parole. Non importa, riconosco di averle potute scrivere grazie al vostro addestramento: mi avete anche insegnato a far di conto, ma non avete fatto nulla affinché potessi provare un bene per voi. I nostri figli ragliano, come sempre. I vostri ridono ancora? 

Ruglio
asino matematico.

Graziano Spinosi

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Una vittima, in fatto di lucidità, è sempre al di sopra dei suoi persecutori. Essere vittime significa capire. E. M. Cioran · Quaderni

L’uomo è un animale parlante a condizione di creare parola per dirsi, dire il mondo, parlare all’altro. L’obbligo di parlare come tutti o secondo ciò che è stato appreso non risveglia, o spegne, la coscienza umana. Se il soggetto non ha, in sé, la sorgente del suo movimento, perde la qualità di soggetto.

Non è nella riduzione  delle distanze che l’umano troverà la prossimità a sé, all’altro, e neppure al mondo. È piuttosto nella capacità di stare in sé, di esistere in autonomia, distinto da ciò che lo circonda.

Per incontrare l’altro, devo anzitutto lasciar essere, anzi restaurare, il niente che ci separa. È una via negativa quella che conduce verso l’approccio del differente e la possibile relazione con lui, o con lei. Io non sono te e tu mi resterai per sempre altro, tale è il necessario presupposto all’entrata in presenza dell’uno e dell’altro, dell’uno con l’altro. Luce Irigaray · La via dell’amore


Primates

Tuesday, January 12th, 2010

Henry Horenstein · Phoca vitulina

Henry Horenstein · Phoca vitulina · da Animalia  · 2006

Il primato dell’uomo sugli animali è regola della natura. Eppure, se guardo un animale negli occhi, provo pena per la mia condizione. Graziano Spinosi

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Si può raccontare la vita di un cane? Mi sembra che essa sfugga da tutte le parti quando entra nella parola, perché il tempo nostro non é il vostro tempo umano, e i nostri occhi non sono i vostri, e i nostri ricordi non hanno un prima e un dopo, sono tutti lì, davanti a noi, i ricordi, come disposti nello stesso istante, ma sono vivi, pieni di particolari, e hanno odori, tanti odori attaccati alle cose che possiamo rievocare, come ora sto facendo usando una lingua che non è, come ben sapete, la nostra lingua. Antonio Prete · L’ordine animale delle cose


Ànemos

Monday, October 13th, 2008

Henry Horenstein · Grevy's Zebra  
Henry Horenstein · Grevy’s Zebra · da Animalia · 2006

Colpisce e sconcerta, oramai, che la
parola animale derivi da anima.

Graziano Spinosi

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Leggere l’animale, sentirlo parlare, richiede una percezione estetica ed ecologica per la quale la psicologia non si è ancora fatta l’occhio e l’orecchio, per la quale non ha ancora trovato parole che non siano semplici moralismi allegorici ma vadano al di là delle metafore dell’essere maialesco, topesco, degli scherzi da scimmia… Una lunga tradizione greca, che va da Pitagora fino a Plutarco e Porfirio, riconosce l’affinità fra l’uomo e la bestia, e, per quanto ci è dato sapere, uno dei tre precetti morali di Eleusi suggeriva appunto di "non essere crudeli con gli animali". Tuttavia questa forma di rispetto per gli animali, propria delle civiltà ebraica e greca, non sembra aver esercitato un’influenza determinante sugli atteggiamenti occidentali successivi. [...] Malgrado l’idea di Plinio, per la quale gli animali sarebbero più cari a Dio dell’uomo stesso, o la concezione di Lucrezio, che considera gli animali più felici e più nobili dell’uomo, e nonostante la popolarità della Terza Georgica di Virgilio, la legge romana conferisce ai padroni di animali lo ‘ius utenti’ e lo ‘ius abutendi’ – una posizione fondata sull’idea stoica secondo la quale gli animali sarebbero privi di ragione. James Hillman · Animali del sogno


A corpo libero

Monday, June 9th, 2008

Henry Horenstein · Giant Pacific Octopus  
Henry Horenstein · Giant Pacific Octopus · da Animalia · 2006

I simulacri che ci appaiono negli specchi, nell’acqua, in ogni corpo lucido, poi che hanno aspetto simile alle cose, devono consistere d’immagini emesse da queste. Ci sono, dunque, tenui immagini delle forme, simili ad esse, che nessuno può scorgere ad una ad una e, tuttavia, ribattute da assiduo e frequente riverbero, rimandano la visione dal piano degli specchi; e pare che non possano in altro modo conservarsi così che siano riflesse figure tanto simili a ogni oggetto.

E quanto più fiera è una razza d’animali, tanto più è portata a infuriarsi nel sogno. Ma gli uccelli variopinti fuggono via e col batter d’ali d’improvviso turbano i sacri boschi nel tempo notturno, se nel sonno soave hanno visto dei falchi portare zuffe e battaglie incalzandoli al volo. [...] Molti nel sonno tradiscono gravi segreti, e sovente rivelano essi stessi una loro colpa. Molti incontrano la morte. Molti, come se da alte montagne precipitassero a terra a corpo abbandonato, sussultano di paura, e dal sonno, come dementi, a fatica tornano in sé, sconvolti dal tumulto del corpo.

Lucrezio · De rerum natura


Mediterraneo · 9

Saturday, August 25th, 2007

Graziano Spinosi · Mykonos

Che cosa nascondono gli asini?

Graziano Spinosi

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Laurel & Hardy

Hölderlin non è mai stato in Grecia. Quando si vogliono riuscitare dèi morti non bisogna mettere piede sul suolo che essi hanno calcato. Si può farli rivivere solo da lontano. Il turismo recide ogni legame vivo con il passato. E. M. Cioran · Quaderni.


MEDITERRANEO-09-VIII-2007-01-M   MEDITERRANEO-09-VIII-2007-02-M   MEDITERRANEO-09-VIII-2007-03-M


Nautilus

Wednesday, March 14th, 2007

Edward Weston · Nautilus 
Edward Weston · Nautilus · 1927

Il guscio del nautilus è un esempio di perfezione architettonica: lo spazio è felicemente connaturato all’essere che vi abita senza alcuno spreco di materiali e volumi. Per alcuni animali la casa è unita al corpo mentre per altri è necessaria la sua edificazione: i nidi degli uccelli e degli insetti sono altri esempi di architettura mirabolante per forma, mimetismo e funzione. L’architettura non deve mortificare lo spazio e i suoi abitatori, al contrario, dovrebbe essere l’espressione vivifica di un sentimento religioso, scaturire dal profilo dell’aria, di una foglia. © Graziano Spinosi

Io dico sempre che una grande architettura deve avere la doppia qualità di sorprendere ogni volta che la si rivede e nello stesso tempo di apparire come fosse sempre stata, come avesse da sempre occupato quel luogo, divenendo intimamente parte necessaria della definizione del luogo stesso, rivelandolo a se stesso continuamente, anche durante le sue trasformazioni. La luce di un’eclissi non rende irreale il circostante quanto piuttosto lo restituisce a un tempo universale, confronta con esso la provvisorietà inevitabile del presente, ne misura i confini, ristabilisce le distanze. A questo dovrebbe far pensare una grande architettura. Vittorio Gregotti · Diciassette lettere sull’architettura