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CINEMA

Abbas

5 luglio 2016

Abbas Kiarostami · Il sapore della ciliegia · 1997
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Reflection

2 giugno 2016

Andrej Tarkovskij · Lo specchio · 1975

Andrej Tarkovskij · Lo specchio · 1975

Cerco di capire quale potrebbe essere la mia vocazione: raggiungere l’assoluto, tentando di elevare, perfezionandomi, il livello della mia dignità di artigiano. Il livello della qualità, perduto da tutti perché inutile e sostituito dall’apparenza, dall’illusione della qualità. Come Atlante, che reggeva la Terra sulle proprie spalle. Avrebbe potuto, quand’era stanco, lasciarla semplicemente cadere. Per una sconosciuta ragione tuttavia non l’ha mai fatto, ha continuato a portarla sulle spalle. Ed è questa la cosa più sorprendente del mito, non tanto il fatto che l’abbia sopportata così a lungo, ma che abbia continuato a portarla anche dopo aver scoperto l’inganno. Andrej Tarkovskij · Martirologio – Diari  · 2 giugno 1979

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Punti di fuga

21 giugno 2009

Ci sono luoghi che si possono raggiungere solamente attraverso la fuga.

© Graziano Spinosi

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Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si  chiama desiderio. Henri Laborit · Elogio della fuga

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Il ronzio degli insetti

14 maggio 2008

Andrej Tarkovskij  ·  Nostalghia  ·  1983

A me sembra che la nostra epoca concluda ed esaurisca un’intera fase storica, arbitri della quale sono stati i Grandi Inquisitori, i capi supremi e talune personalità eccezionali mosse dall’idea di trasformare la società ai fini di una più giusta e razionale organizzazione. […] Già Dostoevski ci aveva messo in guardia contro questi Grandi Inquisitori che pretendono di addossarsi la responsabilità per la felicità degli altri. […] In sostanza, tutta la storia della civiltà, tutto il processo storico si riduceva a questo: che, in nome della salvezza del mondo e del miglioramento della posizione dell’uomo in esso, alla gente si proponeva una via ogni volta più infallibile e più giusta, maturata nei cervelli degli ideologi e dei politici. […] Noi viviamo in un mondo di idee fabbricate per noi da altri, o sviluppandoci secondo i parametri di queste idee, o scostandoci in maniera sempre più insanabile da esse ed entrando in conflitto con esse. […] Io sono convinto che il tentativo di ristabilire l’armonia della vita possa passare soltanto attraverso la reintegrazione del sentimento della responsabilità personale. Andrej Tarkovskij · Scolpire il tempo · 1986

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