Archive for the ‘IN ITINERE’ Category
Thursday, September 16th, 2010
Mediterraneo · 20 agosto 2010
Un punto nave designa una posizione geografica, ma anche quella emozionale. Intersezione tra meridiano e parallelo la prima, crocicchio di spazio e tempo la seconda. Minuscolo punto svelato del globo terracqueo: qui, adesso, mi ritrovo fasciato da un orizzonte circolare, in un luogo accertato e metafisico. La sosta induce al ricordo, il viaggio sollecita un’immaginazione a venire. Graziano Spinosi
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In principio bisbiglia il liquido amniotico, quando il mio piccolo corpo nuota in tiepide acque e si muove con la lentezza di un’anima spinta da un soffio leggero. La carne volteggia lentamente nell’elemento acquatico come un pianeta che ruota in un cosmo lontano, quasi immobile, o come una molle medusa nell’oscurità dei fondali marini, quasi ieratica. Il solo disturbo proviene da influssi che segnano il passaggio di energie vitali nei miei organi. In questo confinato universo salato obbedisco, pesce primordiale o virtù marina incarnata, interamente agli affetti, alle pulsioni, alle emozioni e agli altri istinti materni. Il ritmo, il respiro, il sangue di mia madre condizionano il mio ritmo, il mio respiro, il mio sangue. […] È l’inizio di una lunga storia sotto il segno dell’eterno ritorno. Michel Onfray · Teoria del corpo amoroso
Tags: mare, michel onfray, punto nave, viaggio
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Thursday, September 17th, 2009
Isola di Saria · 2009
Da un luogo lontano è possibile misurare la dimensione di ciò che si è lasciato,
la distanza che separa due punti è anche il filo che li lega.
Graziano Spinosi
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Laggiù! Le nuvole! Anche quando l’orizzonte è negato, il passaggio della nuvola mostra l’orizzonte come sua meta. È la meta del fuggitivo, l’orizzonte. Proprio perché è sempre oltre se stesso. È una meta priva del consistere, sempre dislocata oltre. Dove corrono le nuvole. [...] Il paese dove corrono le nuvole, e con esse, i pensieri, è il paese celeste che mostra, all’orizzonte, i merli delle sue torri, le linee dei suoi minareti, le cupole delle sue moschee e delle sue chiese. La sua inesistenza è ragione della ricerca. La sua impossibilità è anima del cammino. Anche l’ombra della nuvola che corre sulla strada, sulla radura del bosco, sulla pelle del mare ha come meta quell’orizzonte, con il suo miraggio. Con la sua trasognata inesistenza.[...] Il nostos della nostalgia è trasmutato in una ricerca consapevole di allontanarsi sempre dal punto di partenza. Odisseo ritarda furtivamente il ritorno perché ha il presentimento che ritrovarsi a tu per tu con se stesso, e in un luogo da cui ci si è allontanati, comporterà una delusione certa. Il vero nostos di Ulisse non è Itaca, ma l’avventura, non l’approdo, ma l’affrontamento dell’estremo. Antonio Prete · Trattato della lontananza
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Tags: antonio prete, lontananza, saria
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Sunday, June 7th, 2009
Trieste · 31 maggio 2009
Trieste
Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un'erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.
Umberto Saba · da Trieste e una donna
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Graziano Spinosi
Tags: trieste, umberto saba
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Thursday, November 13th, 2008

Lagosanto · Novembre 2006
Quisque suos patimur manes
Virgilio · Eneide · VI·743
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Tags: eneide, lagosanto, virgilio
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Saturday, August 30th, 2008

Mar Egeo · 29 agosto 2008
Il cielo è un cielo, il mare un mare.
Graziano Spinosi
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Un tramonto accade sempre da qualche parte: sul mare, in pianura, vicino a una montagna. In quest’ultimo caso, non è difficile immaginare gli elementi principali del paesaggio: la sommità principale circondata dalle alture secondarie, le rocce cosparse di vegetazione, le nuvole che gravitano vicine o in lontananza all’orizzonte…Tutto questo, circonfuso dell’estremo chiarore del giorno, compone una scena toccante. La bellezza del tramonto è esattamente nell’incontro di questi elementi. Come una melodia non è riducibile in alcun modo a un ammasso di note ma è costituita dalla consonanza fra di esse -"cerco le note che si amano", soleva dire Mozart – così la scena trascende gli elementi che la compongono organicamente, tanto che ogni elemento vi si trova trasfigurato [...] Se la scena in questione non viene colta da uno sguardo, la bellezza non ha modo di conoscersi; essa vive in "pura perdita", e non assume mai il suo senso compiuto. "Assumere senso" significa in questo caso che l’universo, ogni volta che tende verso la condizione di bellezza, offre un’opportunità -o rinnova una promessa- di godimento. Lo sguardo del soggetto che coglie in un istante una scena di bellezza porta con sé un nuovo incontro che si svolge su un altro piano, quello della memoria. François Cheng · Cinque meditazioni sulla bellezza
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Tags: cielo, cinque meditazioni sulla bellezza, françois cheng, mar egeo, tramonto
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Monday, July 28th, 2008

Dubrovnik · 28 luglio 2008
Un vento caldo, qui chiamato Burin, batte vorticosamente da nord est nelle notti estive. È un vento di terra, solleva le cose e le vedi volare verso il mare. Anche le tende delle case, le palme, le tovaglie dei vicoli agitano le loro cime nella stessa direzione. I gatti, sempre docili durante il giorno, quando soffia il Burin tornano randagi per una notte. All’alba si placa, il cielo torna chiaro. Graziano Spinosi
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Il sangue non mi lascia prendere sonno,
il sangue non può dormire né addormentarsi mai,
come un’apre ronza e brucia.
Voci di sangue, sogni, venti, chiari di luna, raccolti…
Nel buio, in cantina, senza luce alcuna,
si sentiva il vento sibilare nel vuoto,
con le unghie insanguinate nelle viscere,
nel cervello, nel mio corpo intero,
mi sono messo a latrare come un cane solitario,
che sanguinando muore per davvero.
Miroslav Krleža · Le ballate di Petrica Kerempuh
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Tags: burin, dubrovnik, miroslav krleža
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Saturday, July 12th, 2008
Aya Sofya · Interno · Istanbul
Anche la luce è un materiale, sostanza e identità dei corpi. Aya Sofya la riceve al suo interno senza confinarla: circola nelle sue cavità e rischiara le volte, i mosaici, i marmi limati dalle orme degli uomini, la cupola che pare un grembo forato. Graziano Spinosi
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Ecco il segno; s’innerva
sul muro che s’indora:
un frastaglio di palma
bruciato dai barbagli dell’aurora.
Il passo che proviene
dalla serra sì lieve,
non è felpato dalla neve, è ancora
tua vita, sangue tuo nelle mie vene.
Eugenio Montale · Mottetti
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Tags: aya sofya, eugenio montale, istanbul
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Monday, June 16th, 2008
Kazimir Malevič · Quadrato nero su fondo bianco · 1914-15
Tret’jakov Gallery · Moscow
Милая ты жизнь!
Жадная еще!
Ты запомни вжим
В правое плечо.
…come sei cara, vita!
Insaziabile ancora!
Ricordati: configgiti
nella mia spalla destra…
Marina Cvetaeva
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Tags: astrazione, kazimir malevič, marina cvetaeva, moscow
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Thursday, May 22nd, 2008

Rebecca Horn · L’estel ferit (targa) · 1992 · Barcelona
Anche le case sono fari per chi vaga di notte.
Graziano Spinosi
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Sudden light
I have been here before,
But when or how I cannot tell:
I know the grass beyond the door,
The sweet keen smell,
The sighing sound, the lights around the shore.
You have been mine before,-
How long ago I may not know:
But just when at that swallow’s soar
Your neck turned so,
Some veil did fall, – I knew it all of yore.
Has this been thus before?
And shall not thus time’s eddyng flight
Still with our lives our love restore
In death’s despite
And day and night yeld one delight once more?
Dante Gabriele Rossetti
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Tags: barcelona, dante gabriele rossetti, l'estel ferit, POESIA, rebecca horn
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Friday, December 28th, 2007
Brindisi · 26 dicembre 2007
Sessantatré
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Viaggiare non è raggiungere una meta,
ma esporsi all’insolito.
Ma che ne è dell’intervallo tra l’inizio e la fine? Che ne è del viaggio per chi vuol arrivare? Per chi vuol arrivare, per chi mira alle cose ultime, ma anche per chi mira alle mete prossime, del viaggio ne è nulla. Le terre che egli attraversa non esistono. Conta solo la meta. Egli viaggia per arrivare, non per viaggiare. Così il viaggio muore durante il viaggio, muore in ogni tappa che lo avvicina alla meta. E con il viaggio muore l’Io stesso fissato sulla meta e cieco all’esperienza che la via dispiega al viandante che sa abitare il paesaggio e, insieme, al paesaggio sa dire addio. Umberto Galimberti · Parole nomadi
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Tags: ostuni, umberto galimberti, viandanti
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Tuesday, December 25th, 2007
Brindisi · Via Santa Chiara
Un tempo, per tingere di rosso gli intonaci delle case, qui a Brindisi miscelavano alla calce i resti del mosto dopo la fermentazione. L’umore del mare, così, giorno dopo giorno s’attaccava a quello dei muri battuti dalla pioggia, dalle mani e dalle voci. Oggi sembrano case di zucchero e sale. Graziano Spinosi
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Perché noi occidentali, che crediamo nelle stelle e negli oroscopi che cadono dalle stelle, abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell’uomo crea armonia o disarmonia nell’universo… Umberto Galimberti · Le cose dell’amore
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Tags: brindisi, memoria, umberto galimberti
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Monday, September 10th, 2007

La vera peste moderna è rappresentata dai turisti dei viaggi organizzati. È uno dei gradi inferiori della dignità umana. Per tentare di salvare qualcosa bisogna fare un tenace sforzo mentale e immaginare che il Mediterraneo è soltanto un mare interiore che tutti conserviamo nella memoria. Si preserva dentro ciascuno di noi. Non sei altro che un po’ d’acqua salata. In questo consiste la tua sostanza. L’umanità è una forma diversa di mare e la saggezza deriva dal conoscere o esplorare proprio il mare che ognuno di noi si porta dentro. Il mare, che è la maniera di Dio di mostrarsi azzurro. Manuel Vicent da Mediterraneo di Scipione Guarracino.
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Tags: manuel vicent, mare, salento, scipione guarracino
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Tuesday, September 4th, 2007

Skiathos · 10 agosto 2007
Finalmente l’alba.
Graziano Spinosi
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Ma è la luce che precede l’alba a mettermi in uno stato di felicità
speciale – quella luce vergine, quella prima luce.
Cioran · Quaderni
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Tags: alba, cioran, skiathos
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Tuesday, August 28th, 2007

Tinos · Colombaia · 7 agosto 2007
L’arte, anche quando astrae, è una geografia. La musica si rivolge a un senso meno vago della vista, conduce oltre la compassione, occupa il silenzio dei sogni. Graziano Spinosi
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Il mio altro tempo. Il mio altro sogno. Il mio altro corpo. Tutto in me è altro. Non è mai stato. Non sarà mai nulla. Non è nulla. Tutto è finito, ma -nonostante sia svanito- permane, non scompare, oppure è solo rinviato, aggiornato, ma -anche se non arriverà mai- esiste, mi assomiglia, impegna il mio regno, ora, come se nonostante tutto, e al contempo, sia passato e trascorso. Tranne l’attimo della passione. Questo non contiene tempo, non ha tempo, non ha termine, né andata né ritorno. Edwar al-Kharrat da L’altro Mediterraneo
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Tags: colombaie, eclissi, MUSICA, sensi, tinos
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Saturday, August 25th, 2007

Che cosa nascondono gli asini?
Graziano Spinosi
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Laurel & Hardy
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Hölderlin non è mai stato in Grecia. Quando si vogliono risuscitare dèi morti non bisogna mettere piede sul suolo che essi hanno calcato. Si può farli rivivere solo da lontano. Il turismo recide ogni legame vivo con il passato. E. M. Cioran · Quaderni
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Tags: asini, laurel & hardy, mykonos
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Friday, August 24th, 2007

La memoria di un paesaggio è attenta all’equilibrio dei suoi elementi, non si occupa di ricordi. I luoghi di una felicità passata, col tempo, ne disperdono ogni traccia. Ma il forte vento, oggi, è causa d’una fresca euforia. Graziano Spinosi
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Ci sono certe isole che sembrano favorevoli agli sforzi dell’intelletto e stimolano gli entusiasmi dello spirito. Sulla loro superficie il mugghio del mare sovrasta il rumore del giorno e insieme sembrano provocare una sorta di silenzio. Pedrag Matvejević · Breviario mediterraneo
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Tags: breviario mediterraneo, mare, memoria, mykonos, pedrag matvejević
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Sunday, July 29th, 2007

Essere stati è una condizione per essere.
Fernand Braudel · Il Mediterraneo
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Tags: fernand braudel, lampedusa, mare
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Saturday, July 28th, 2007

Il mare profuma le strade dell’isola, oggi. Il maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi. Graziano Spinosi
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Il Vento, questo agente metafisico.
Cioran · Quaderni
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Saturday, July 21st, 2007

C’è sempre del sacro nei paraggi di un vulcano.
Graziano Spinosi
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Ah! Quanto vorrei limitarmi unicamente alla sensazione, a un mondo anteriore al concetto, alle variazioni infinitesimali di un’impressione da rendere con mille parole stupende e sconnesse! Scrivere seguendo direttamente i sensi, diventare interprete del corpo e dell’anima scoordinata! Trascrivere solo ciò che vedo, ciò che mi tocca, fare quello che farebbe un rettile se si mettesse all’opera, anzi non un rettile, ma un insetto, giacché il rettile ha la cattiva reputazione di un intellettuale. Un libro che fosse poetico per pura fisiologia. Cioran · Quaderni
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Tags: cioran, linosa, mare, vulcano
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Friday, July 20th, 2007
Linosa · 19 luglio 2007
Un brutto vaso da fiori può partecipare a una scena che anche la natura, qui,
forse, avrebbe voluto così.
Graziano Spinosi
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Non c’è felicità se non nell’innocenza, in ciò di cui l’uomo è particolarmente incapace,
in ciò che ha perduto per sempre.
Cioran · Quaderni
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Wednesday, July 18th, 2007
35° 29′ 58" latitudine N, 12° 36′ 03" longitudine E
Il cielo alle 19,45 del 18 luglio 2007
Si possono percorrere miglia e miglia senza spostare di un solo grado il proprio asse ontologico oppure viaggiare lontanissimo, restando immobili. Il viaggio non è un moto, piuttosto un attraversamento. Si viaggia sempre dentro, e per questa ragione bisognerebbe imparare a viaggiare per sottrazione, verso il silenzio, verso l’intangibile. Graziano Spinosi
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…i mercanti di sole inventano incessantemente altri Mediterranei. È un’invasione pacifica, dunque, quella cui dà vita questo turismo spesso irregimentato, pronto a pagare, e a caro prezzo, il diritto di dormire, di consumare e anche di guardare. Nessuno si stabilisce o progetta di stabilirsi in modo permanente. Quando riprende il lavoro negli uffici e nelle fabbriche del Nord, la stessa folla riguadagna in buon ordine i paesi d’origine. È davvero un’invasione pacifica, dunque, ma non innocente. Distrugge infatti siti e paesaggi, sfigurati dal lusso un po’ falso degli alberghi, degli immobili ‘fronte mare’ e delle seconde case: per l’archeologo di domani la sua traccia avrà tutte le caratteristiche di una conquista. E distrugge anche gli equilibri antichi e fragili delle società che la accolgono, in genere impreparate a subire lo shock dell’economia monetaria e spinte a sacrificare il futuro per il presente. Fernand Braudel · Il Mediterraneo
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Tags: fernand braudel, lampedusa, mare, viaggio
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Tuesday, July 17th, 2007

Lampedusa · Baia dei Conigli (istmo sommerso) · 16 luglio 2007
Le strade bianche cominciano e finiscono in una riva. I cani hanno il manto polveroso. Il basilico, la menta e l’origano profumano l’aria. Tutto è conseguenza del mare: questa la dannazione di ogni isola. Graziano Spinosi
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Tra terra e mare, in molti luoghi, vi sono dei limiti: un inizio o una fine, l’immagine o l’idea che li uniscono o li separano. Numerosi sono i tratti in cui la terra e il mare si incontrano senza irregolarità né rotture, al punto che non si può determinare dove comincia l’uno o finisce l’altro. Queste relazioni, multiple e reversibili, danno forma alla costa. Ogni idioma concepisce e crea appellativi più o meno conformi alle proprie coste, ai legami che esse tessono e annodano. La parola greca kolpos, da cui deriva golfo, inizialmente significava seno o grembo, implicando una certa relazione intima: il mare che tocca e abbraccia la terra. Pedrag Matvejević · Il Mediterraneo e l’Europa
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Tags: isola, lampedusa, mare, pedrag matvejević
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Tuesday, May 9th, 2006
Quando precipita in acqua non sbaglia mira, ma qualche volta impatta di pancia e si rovescia. Poi
si risolleva e guadagna la riva, gaglioffo, dove finge di non saper volare.
Graziano Spinosi
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Per dei figli ben riusciti i genitori non possono far molto. Ma se un padre irragionevole si spilla il sangue dal cuore per un figlio degenere, allora l’amore diventa stoltezza. Un amorevole pellicano, vedendo languire i suoi piccoli, si aprì il petto con il becco acuminato e li rifocillò col suo sangue. << Ammiro la tua tenerezza >>, lo apostrofò un’aquila, << e compiango la tua cecità. Ma guarda, dunque: insieme con i tuoi piccoli hai covato anche alcuni indegni cuculi! >>. Ed era così per davvero; perché anche a lui il cinico cuculo aveva rifilato le sue uova. Meritavano degli ingrati cuculi di acquistar la vita a così caro prezzo? Gotthold Ephraim Lessing · Favole in tre libri
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Tags: cayo largo, gotthold ephraim lessing, mare, pellicano
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Sunday, May 7th, 2006

Festa dei serpari · San Domenico
Un rito arcaico, che ha conservato la capacità di meravigliare per l’inquietante partecipazione dei serpenti. Dall’alba del primo giovedì di maggio le strade di Cocullo sono occupate da migliaia di serpenti e da una folla eccitata che li stringe tra le mani, li indossa, li esibisce insieme a un coraggio che muove stupore e tenerezza. Serpenti da ogni parte, sottratti prematuramente al Santo Letargo, e serpari stimolati dallo sguardo bramoso della folla. Serpenti addosso, come nei sogni, sgusciati dalle tane. Giovani spose e confetti, pane con le patate. A mezzogiorno, ciondolando, San Domenico incede per le piccole strade portato in processione. Tutti vogliono vederlo, il suo manto luccica di bava, tutti vogliono toccarlo; per una volta i serpenti incantano gli esseri umani. È infine pago, il santo, chiavato dai serpi. Graziano Spinosi
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Si rinnova ogni anno, il primo giovedì di maggio, a Cocullo (AQ) la pittoresca processione dei "serpari", conosciuta anche come la più pagana fra i riti cristiani, in onore di San Domenico patrono del paese, che protegge contro il morso dei serpenti e che ha il potere di guarire le malattie dei denti. Dopo la funzione religiosa in Chiesa il Santo viene portato in processione ricoperto di serpenti vivi (ovviamente non velenosi) e con il manto che via via viene ricoperto di gioielli e dollari appesi dagli emigranti che tornano in questo paese per la "festa dei serpari". Il corteo è preceduto dal clero e da ragazze in costume che recano "ciambelli" dolci tipici che vengono preparati per la ricorrenza. Serpenti vivi sono attorcigliati anche attorno al collo e alle braccia dei serpari e dei fedeli che sfilano lentamente cantando tra due ali di folla. Quando a mezzogiorno esce la processione per gli abitanti di Cocullo è il momento della verità grave: dal comportamento delle serpi si ricavano i più disparati auspici: se le serpi muovendosi lentamente, si avvolgono intorno alla testa del Santo, allora è buon segno e la folla applaude contenta; se invece le serpi si dirigono verso le braccia disertando la testa allora la fantasia popolare galoppa e ognuno dà una propria lettura all’accaduto.
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Tags: cocullo, serpari
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