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MEDITERRANEO

Amorando

11 luglio 2016

Isola di Favignana · Amorando

Isola di Favignana

Quella di spalle è promessa al picciotto che indossa una maglietta nera, il più alto dei quattro: ha un’aria sorniona che piace alle ragazze. Più tardi, come ogni sera da quando è finita la scuola, il picciotto e quella di spalle percorreranno insieme la strada che conduce al cortile di lei, vicino alla casa circondariale.
Il primo da destra piace a quella di profilo, coi jeans. Anche lui sembra esserne attratto, così la fissa oltre il lampione. Qualche volta agita l’avambraccio sinistro verso l’alto, come per allentare la presa d’un vistoso orologio che gli stringe il polso: racconta di averlo trovato a Punta Sottile, dopo il faro, ma nessuno gli crede. Si dice anche della scappatella con la francese di Scalo Cavallo, dove si fanno i tuffi da otto metri. Quella di profilo, allora, non immagina che la stretta delle sue braccia, il bacio che la stordirà.
La ragazza con i fuseaux neri lacerati sopra il ginocchio andrebbe a genio al secondo da destra, se una volta soltanto si degnasse di rivolgergli lo sguardo. Quando s’incontrano, per lui, è batticuore. Gli basterebbe solo una sbirciata per sapersi innamorato. Da settembre lei frequenterà il liceo classico Leonardo Ximenes di Trapani, mentre lui fa il mozzo da Michele, un tonnaroto che, dopo vent’anni di mattanze, adesso porta i turisti in barca: tredici metri e cinquecento cavalli. Nonostante queste misure, però, nemmeno un’occhiata. È l’unico a guardare in macchina, come in cerca di uno spunto esteriore. Impensabile che possa essere ricambiato, eppure la ragazza con i fuseaux neri tiene in serbo tutte le attenzioni, incluse le sue.
La fimmina che ha lanciato la palla ha le unghie colorate, come la t-shirt del quarto da destra. Sarebbe capitata a lui la sfera rossa che sta tingendo anche l’aria. A lui, ancora, l’invito al viaggio nella caverna. Il quarto, tuttavia, muove da un avverso genoma: debole di carattere e malfermo nelle decisioni. A lei, aderente e ardita, toccherà in sorte un maschio più forte. I siciliani chiamano viaggiu d’amuri  il transito dei tonni che da Gibilterra si spaccano il petto sugli scogli del Mediterraneo per deporre le uova. © Graziano Spinosi

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Mediterraneo · 13

6 luglio 2016

Isola di Favignana · Scirocco

Isola di Favignana

Quannu Marsala è chiaru lo sciloccu è in arrivi.
Sciloccu chiaru e tramontana scura, mettiti in mari senza paura.

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Il Ciclope

7 gennaio 2016

Pope

Distinguo molte parole di questa lingua nodosa e superba che ho studiato al liceo. Una fra tutte: pandemonio. Sembra riassumere questo Mediterraneo senza pace, che ci scappa di mano. Il debito greco mi fa ridere, a ripensarci che semplicemente se ne parli. Debito greco! Con quello che l’Europa e il mondo devono alla Grecia! Basterebbe, per capire, pronunciare i quattro nomi del mare partoriti dall’Ellade. Pelagos, inteso come spazio abissale, immenso e aperto. Thalassa, come visione del lampo azzurro per chi, come Senofonte nella sua Anabasi, viene da miglia e miglia di terraferma. E poi Hals, il mare come materia salata, liquido antitetico all’acqua dolce. Pontos, infine: il mare come rotta, traversata, provvidenziale scorciatoia per andare da un luogo all’altro. Paolo Rumiz · Il Ciclope

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Όxi

5 luglio 2015

OXI

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Mediterraneo · 11

13 dicembre 2007

MARE SARDEGNA

Mar di Sardegna

La visione della volta celeste, col suo transito di stelle, è stata la più importante esperienza condivisa dagli esseri umani prima della televisione. Dal cielo indizi di rotte terrestri, la compagnia di figure delicate e lontanissime: può ancora bastare il cielo, per orientarsi. © Graziano Spinosi

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