Archive for the ‘MEDITERRANEO’ Category

Controra

Saturday, September 24th, 2011

CONTRORA 
Isola di Skiathos · Settembre 2011

La scena è del sole. L’aria bianca compatta il paesaggio in un catino di piccole voci. Una vertigine lenta placa la forma dei corpi. Solamente l’uva dispensa iridescenza dai suoi grani. A terra, nell’ombra del cortile, la riga gialla dei meloni. Graziano Spinosi

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Ieri notte i bambini non hanno dormito. Avevano rinchiuso un mucchio di cicale nella scatola delle matite, e sotto il loro cuscino le cicale cantavano una canzone che i ragazzi conoscevano da sempre e dimenticavano al sorgere del sole. Ghiannis Ritsos · Da Sogno di un meriggio d’estate


Nostos

Sunday, August 7th, 2011

MAR EGEO

Mar Egeo

Quando non si vede più terraferma, per mare, l’orizzonte è una linea circolare senza principio né fine. Si tratta di spazio, ma la suggestione è quella onirica del tempo sospeso. Proseguendo con la navigazione si ha l’impressione di attraversare il vuoto; l’assenza di punti noti rende tutto immateriale, come se il silenzio scavasse i corpi fino a occuparli. Poi di nuovo la terraferma, un’altra, forse la sola terraferma che abbia mai conosciuto: i Greci chiamano fàros il faro e mamà la madre. Da loro ho imparato anche sigà sigà: piano piano, con più calma. Graziano Spinosi

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Posso anche essere libero dinanzi al potere della morte. Certo, non potrò mai liberarmi dal pensiero che la morte segue i miei passi, e tanto meno negare la sua realtà. Ma posso ridurre la minaccia fino ad annullarla non ancorando la mia vita a punti d’appoggio tanto precari come il tempo e la fama. Non è invece in mio potere restare costantemente rivolto verso il mare e confrontare la sua libertà con la mia. Verrà il tempo in cui dovrò volgermi verso la terra e affrontare gli organizzatori della mia oppressione. Sarò allora costretto a riconoscere che l’uomo dà alla propria vita delle forme che, almeno in apparenza, sono più forti di lui. Con tutta la mia libertà appena conquistata non mi è possibile spezzarle, posso solo lamentarmi sotto il loro peso. Posso però distinguere, tra le richieste che pesano sull’uomo, quali sono irragionevoli e quali sono ineludibili. Un tipo di libertà, mi rendo conto, è perduto per sempre o per lungo tempo. Parlo di quella libertà che deriva dal privilegio d’essere padrone del proprio elemento. Il pesce ha il suo elemento, l’uccello ha il suo, l’animale di terra il suo. L’uomo invece si muove in questi elementi correndo tutti i rischi dell’intruso. Ancora Thoreau aveva la foresta di Walden, ma dov’è adesso la foresta in cui l’uomo possa dimostrare che è possibile vivere in libertà, al di fuori delle forme irrigidite della società? Sono costretto a rispondere: in nessun luogo. Se voglio vivere in libertà, dev’essere -per ora- all’interno di queste forme. Il mondo è dunque più forte di me. Al suo potere non ho altro da opporre che me stesso -il che, d’altra parte, non è poco. Finché infatti non mi lascio sopraffare, sono anch’io una potenza. E la mia potenza è temibile finché ho il potere delle mie parole da opporre a quello del mondo, perché chi costruisce prigioni s’esprime meno bene di chi costruisce la libertà. Ma la mia potenza sarà illimitata il giorno in cui avrò solo il mio silenzio per difendere la mia inviolabilità, perché non esiste ascia capace d’intaccare un silenzio vivente. Stig Dagerman · Il nostro bisogno di consolazione


Punto nave

Thursday, September 16th, 2010

MEDITERRANEO 20 VII 2010
Mediterraneo
· 20 agosto 2010

Un punto nave designa una posizione geografica, ma anche quella emozionale. Intersezione tra meridiano e parallelo la prima, crocicchio di spazio e tempo la seconda. Minuscolo punto svelato del globo terracqueo: qui, adesso, mi ritrovo fasciato da un orizzonte circolare, in un luogo accertato e metafisico. La sosta induce al ricordo, il viaggio sollecita un’immaginazione a venire. Graziano Spinosi

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In principio bisbiglia il liquido amniotico, quando il mio piccolo corpo nuota in tiepide acque e si muove con la lentezza di un’anima spinta da un soffio leggero. La carne volteggia lentamente nell’elemento acquatico come un pianeta che ruota in un cosmo lontano, quasi immobile, o come una molle medusa nell’oscurità dei fondali marini, quasi ieratica. Il solo disturbo proviene da influssi che segnano il passaggio di energie vitali nei miei organi. In questo confinato universo salato obbedisco, pesce primordiale o virtù marina incarnata, interamente agli affetti, alle pulsioni, alle emozioni e agli altri istinti materni. Il ritmo, il respiro, il sangue di mia madre condizionano il mio ritmo, il mio respiro, il mio sangue. […] È l’inizio di una lunga storia sotto il segno dell’eterno ritorno. Michel Onfray · Teoria del corpo amoroso


Terra

Saturday, April 10th, 2010

ENNIO-MORLOTTI-CACTUS-1970

Ennio Morlotti · Cactus (p) · 1970

Il vento cessò al tramonto. Gli eucalipti, snervati per le raffiche dello scirocco, allentarono finalmente la presa. Nubi di zolfo sopra il vulcano. Alcuni cani randagi che avevamo visto allontanarsi nella tempesta si avvicinarono alla nostra casa. Dal pozzo spillasti dell’acqua: bevvero con frenesia, poi ci fissarono per cominciare chissà quale gioco. L’ultimo lampo del sole accese le prime stelle. Graziano Spinosi

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Se ne stanno abbarbicati al tempo, i cactus dei quadri di Morlotti, rendendone sensibile e visibile il gocciolio, come licheni di un celato organismo che ha in corpo storiche malattie. Il carattere finito e limitato della loro esistenza è evidente, anche se sembrano strisciare con lentezza contro un cielo di logorato splendore. […] Immagini persistenti e transitorie, aderenti in modo grave al movimento dell’esistenza, al suo continuo apparire ed eclissarsi, al suo carattere scivolante. L’uomo, dice Heidegger, è l’essere delle lontananze.

È la terra il campo semico di questa pittura: fossa fuia e limo natale che getta da per tutto le sue ombre rembrandtiane. Morlotti sottopone le cose al monologo interiore, al soliloquio della terra (nella poesia di Montale il punto di focalizzazione è spesso il vento). Morlotti potrebbe essere interpretato sotto il segno della psicanalisi oggettiva di Bachelard. È la terra ciò verso cui un vento di miraggi piega la vita, piante orti sangue inchiodati da dolcissime folate. Produttrice di eros e di desiderio la terra è presente ovunque, illude e, a un tempo non permette illusioni, avvalora ed annulla la finitudine esistenziale, rende effimere le fastose stagioni umane. Francesco Biamonti · Pazienza nell’azzurro

Eppure, talvolta, il paesaggio – più che essere bello e dolce – è nudamente terribile: non vi si legge la nostalgia dell’abitare originario, ma l’impossibilità stessa della residenza, il non essere a casa in nessun luogo, la profonda estraneità del luogo familiare. Dalla postfazione di Paolo Zublena

Marisa Bulgheroni · Una specie di magia del visibile

Alberto Bevilacqua · Sistemi difensivi di me ragazzo


Derive

Friday, March 12th, 2010

MONACO IN RIVA AL MARE

Caspar David Friedrich · Monaco in riva al mare · 1808
Alte Nationalgalerie · Berlin

Il Mediterraneo ha la propria tragicità solare che non è quella delle nebbie. Certe sere, sul mare, ai piedi delle montagne, cade la notte sulla curva perfetta d’una piccola baia e allora sale dalle acque silenziose un angosciante senso di pienezza. In questi luoghi si può capire come i Greci abbiano sempre parlato della disperazione solo attraverso la bellezza e quanto essa ha di opprimente. In questa infelicità dorata la tragedia giunge al sommo. Invece la nostra epoca ha nutrito la propria disperazione nella bruttezza e nelle convulsioni. Noi abbiamo esiliato la bellezza, i Greci per essa han preso le armi. Il pensiero greco si è sempre trincerato nell’idea di limite. Non ha spinto nulla all’estremo, né il sacro, né la ragione, perché non ha negato nulla, né il sacro, né la ragione. Ha tenuto conto di tutto, equilibrando l’ombra con la luce. […] Il mondo è stato deliberatamente amputato di ciò che ne costituisce la permanenza: la natura, il mare, la collina, la meditazione serale. 1948 · Albert Camus · Il rovescio e il diritto

Il silenzio del mare e le cose belle della vita ·  da  Altri appunti


Lontananza

Thursday, September 17th, 2009

SARIA-7-IX-2009 
Isola di
Saria · 2009

Da un luogo lontano è possibile misurare la dimensione di ciò che si è lasciato,
la distanza che separa due punti è anche  il filo che li lega.

Graziano Spinosi

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Laggiù! Le nuvole! Anche quando l’orizzonte è negato, il passaggio della nuvola mostra l’orizzonte come sua meta. È la meta del fuggitivo, l’orizzonte. Proprio perché è sempre oltre se stesso. È una meta priva del consistere, sempre dislocata oltre. Dove corrono le nuvole. [...]  Il paese dove corrono le nuvole, e con esse, i pensieri, è il paese celeste che mostra, all’orizzonte, i merli delle sue torri, le linee dei suoi minareti, le cupole delle sue moschee e delle sue chiese. La sua inesistenza è ragione della ricerca. La sua impossibilità è anima del cammino. Anche l’ombra della nuvola che corre sulla strada, sulla radura del bosco, sulla pelle del mare ha come meta quell’orizzonte, con il suo miraggio. Con la sua trasognata inesistenza.[...] Il nostos della nostalgia è trasmutato in una ricerca consapevole di allontanarsi sempre dal punto di partenza. Odisseo ritarda furtivamente il ritorno perché ha il presentimento che ritrovarsi a tu per tu con se stesso, e in un luogo da cui ci si è allontanati, comporterà una delusione certa. Il vero nostos di Ulisse non è Itaca, ma l’avventura, non l’approdo, ma l’affrontamento dell’estremo. Antonio Prete · Trattato della lontananza

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Prima dell’Indaco

Saturday, August 30th, 2008

MAR EGEO 29 VIII 2008

 Mar Egeo · 29 agosto 2008

Il cielo è un cielo, il mare un mare.

Graziano Spinosi

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Un tramonto accade sempre da qualche parte: sul mare, in pianura, vicino a una montagna. In quest’ultimo caso, non è difficile immaginare gli elementi principali del paesaggio: la sommità principale circondata dalle alture secondarie, le rocce cosparse di vegetazione, le nuvole che gravitano vicine o in lontananza all’orizzonte…Tutto questo, circonfuso dell’estremo chiarore del giorno, compone una scena toccante. La bellezza del tramonto è esattamente nell’incontro di questi elementi. Come una melodia non è riducibile in alcun modo a un ammasso di note ma è costituita dalla consonanza fra di esse -"cerco le note che si amano", soleva dire Mozart – così la scena trascende gli elementi che la compongono organicamente, tanto che ogni elemento vi si trova trasfigurato [...] Se la scena in questione non viene colta da uno sguardo, la bellezza non ha modo di conoscersi; essa vive in "pura perdita", e non assume mai il suo senso compiuto. "Assumere senso" significa in questo caso che l’universo, ogni volta che tende verso la condizione di bellezza, offre un’opportunità -o rinnova una promessa- di godimento. Lo sguardo del soggetto che coglie in un istante una scena di bellezza porta con sé un nuovo incontro che si svolge su un altro piano, quello della memoria. François Cheng · Cinque meditazioni sulla bellezza

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Burin

Monday, July 28th, 2008

DUBROVNIK-28-VII-2008

Dubrovnik · 28 luglio 2008

Un vento caldo, qui chiamato  Burin, batte vorticosamente da nord est nelle notti estive. È un vento di terra, solleva le cose e le vedi volare verso il mare. Anche le tende delle case, le palme, le tovaglie dei vicoli agitano le loro cime nella stessa direzione. I gatti, sempre docili durante il giorno, quando soffia il Burin tornano randagi per una notte. All’alba si placa, il cielo torna chiaro. Graziano Spinosi

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Il sangue non mi lascia prendere sonno,
il sangue non può dormire né addormentarsi mai,
come un’apre ronza e brucia.

Voci di sangue, sogni, venti, chiari di luna, raccolti…

Nel buio, in cantina, senza luce alcuna,
si sentiva il vento sibilare nel vuoto,
con le unghie insanguinate nelle viscere,
nel cervello, nel mio corpo intero,
mi sono messo a latrare come un cane solitario,
che sanguinando muore per davvero.

Miroslav Krleža · Le ballate di Petrica Kerempuh

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Viandanti

Friday, December 28th, 2007

BRINDISI 2007
Brindisi · 26 dicembre 2007

Sessantatré

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Viaggiare non è raggiungere una meta,
ma esporsi all’insolito.

Ma che ne è dell’intervallo tra l’inizio e la fine? Che ne è del viaggio per chi vuol arrivare? Per chi vuol arrivare, per chi mira alle cose ultime, ma anche per chi mira alle mete prossime, del viaggio ne è nulla. Le terre che egli attraversa non esistono. Conta solo la meta. Egli viaggia per arrivare, non per viaggiare. Così il viaggio muore durante il viaggio, muore in ogni tappa che lo avvicina alla meta. E con il viaggio muore l’Io stesso fissato sulla meta e cieco all’esperienza che la via dispiega al viandante che sa abitare il paesaggio e, insieme, al paesaggio sa dire addio. Umberto Galimberti · Parole nomadi


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Resti

Tuesday, December 25th, 2007

BRINDISI INTONACO
Brindisi
· Via Santa Chiara

Un tempo, per tingere di rosso gli intonaci delle case, qui a Brindisi miscelavano alla calce i resti del mosto dopo la fermentazione. L’umore del mare, così, giorno dopo giorno s’attaccava a quello dei muri battuti dalla pioggia, dalle mani e dalle voci. Oggi sembrano case di zucchero e sale. Graziano Spinosi

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Perché noi occidentali, che crediamo nelle stelle e negli oroscopi che cadono dalle stelle, abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell’uomo crea armonia o disarmonia nell’universo… Umberto Galimberti · Le cose dell’amore


 

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Mediterraneo · 12

Monday, September 10th, 2007

SANTA MARIA DI LEUCA

La vera peste moderna è rappresentata dai turisti dei viaggi organizzati. È uno dei gradi inferiori della dignità umana. Per tentare di salvare qualcosa bisogna fare un tenace sforzo mentale e immaginare che il Mediterraneo è soltanto un mare interiore che tutti conserviamo nella memoria. Si preserva dentro ciascuno di noi. Non sei altro che un po’ d’acqua salata. In questo consiste la tua sostanza. L’umanità è una forma diversa di mare e la saggezza deriva dal conoscere o esplorare proprio il mare che ognuno di noi si porta dentro. Il mare, che è la maniera di Dio di mostrarsi azzurro. Manuel Vicent da Mediterraneo di Scipione Guarracino.

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Mediterraneo · 11

Tuesday, September 4th, 2007

SKIATHOS 10 VIII 2007

Skiathos · 10 agosto 2007

Finalmente l’alba.

Graziano Spinosi

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Ma è la luce che precede l’alba a mettermi in uno stato di felicità
speciale – quella luce vergine, quella prima luce.

Cioran · Quaderni


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Mediterraneo · 10

Tuesday, August 28th, 2007

TINOS COLOMBAIA

Tinos · Colombaia · 7 agosto 2007

L’arte, anche quando astrae, è una geografia. La musica si rivolge a un senso meno vago della vista, conduce oltre la compassione, occupa il silenzio dei sogni. Graziano Spinosi

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Il mio altro tempo. Il mio altro sogno. Il mio altro corpo. Tutto in me è altro. Non è mai stato. Non sarà mai nulla. Non è nulla. Tutto è finito, ma -nonostante sia svanito- permane, non scompare, oppure è solo rinviato, aggiornato, ma -anche se non arriverà mai- esiste, mi assomiglia, impegna il mio regno, ora, come se nonostante tutto, e al contempo, sia passato e trascorso. Tranne l’attimo della passione. Questo non contiene tempo, non ha tempo, non ha termine, né andata né ritorno. Edwar al-Kharrat da L’altro Mediterraneo

 

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Mediterraneo · 9

Saturday, August 25th, 2007

MYKONOS RUGLIO

Che cosa nascondono gli asini?

Graziano Spinosi

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Laurel & Hardy

Hölderlin non è mai stato in Grecia. Quando si vogliono risuscitare dèi morti non bisogna mettere piede sul suolo che essi hanno calcato. Si può farli rivivere solo da lontano. Il turismo recide ogni legame vivo con il passato. E. M. Cioran · Quaderni


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Mediterraneo · 8

Friday, August 24th, 2007

MYKONOS

La memoria di un paesaggio è attenta all’equilibrio dei suoi elementi, non si occupa di ricordi. I luoghi di una felicità passata, col tempo, ne disperdono ogni traccia. Ma il forte vento, oggi, è causa d’una fresca euforia. Graziano Spinosi

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Ci sono certe isole che sembrano favorevoli agli sforzi dell’intelletto e stimolano gli entusiasmi dello spirito. Sulla loro superficie il mugghio del mare sovrasta il rumore del giorno e insieme sembrano provocare una sorta di silenzio. Pedrag Matvejević · Breviario mediterraneo


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Mediterraneo · 7

Tuesday, July 31st, 2007

I BERGMAN

Ingmar Bergman · 14 luglio 1918 – 30 luglio 2007

.. mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare
l’enorme betulla a due tronchi.

Ingmar Bergman · Lanterna magica

 

M ANTONIONI

Michelangelo Antonioni · 29 settembre 1912 – 30 luglio 2007

Noi sappiamo che sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà.

Michelangelo Antonioni


Mediterraneo · 6

Sunday, July 29th, 2007

LAMPEDUSA CIMITERO 2007

Essere stati è una condizione per essere.

Fernand Braudel · Il Mediterraneo


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Mediterraneo · 5

Saturday, July 28th, 2007

MAESTRALE

Il mare profuma le strade dell’isola, oggi. Il maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi. Graziano Spinosi

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Il Vento, questo agente metafisico.
Cioran · Quaderni

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Mediterraneo · 4

Saturday, July 21st, 2007

LINOSA 2007

C’è sempre del sacro nei paraggi di un vulcano.

Graziano Spinosi

©

Ah! Quanto vorrei limitarmi unicamente alla sensazione, a un mondo anteriore al concetto, alle variazioni infinitesimali di un’impressione da rendere con mille parole stupende e sconnesse! Scrivere seguendo direttamente i sensi, diventare interprete del corpo e dell’anima scoordinata! Trascrivere solo ciò che vedo, ciò che mi tocca, fare quello che farebbe un rettile se si mettesse all’opera, anzi non un rettile, ma un insetto, giacché il rettile ha la cattiva reputazione di un intellettuale. Un libro che fosse poetico per pura fisiologia. Cioran · Quaderni


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Mediterraneo · 3

Friday, July 20th, 2007

2007-MEDITERRANEO-LINOSA
Linosa
· 19 luglio 2007

Un brutto vaso da fiori può partecipare a una scena che anche la natura, qui,
forse, avrebbe voluto così.

Graziano Spinosi

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Non c’è felicità se non nell’innocenza, in ciò di cui l’uomo è particolarmente incapace,
in ciò che ha perduto per sempre.

Cioran · Quaderni


MEDITERRANEO-03-VII-2007-01-M   MEDITERRANEO-03-VII-2007-02-M   MEDITERRANEO-03-VII-2007-03-M


Mediterraneo · 2

Wednesday, July 18th, 2007

 18 VII 2007
35° 29′ 58" latitudine N, 12° 36′ 03" longitudine E
Il cielo alle 19,45 del
18 luglio 2007

Si possono percorrere miglia e miglia senza spostare di un solo grado il proprio asse ontologico oppure viaggiare lontanissimo, restando immobili. Il viaggio non è un moto, piuttosto un attraversamento. Si viaggia sempre dentro, e per questa ragione bisognerebbe imparare a viaggiare per sottrazione, verso il silenzio, verso l’intangibile. Graziano Spinosi

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…i mercanti di sole inventano incessantemente altri Mediterranei. È un’invasione pacifica, dunque, quella cui dà vita questo turismo spesso irregimentato, pronto a pagare, e a caro prezzo, il diritto di dormire, di consumare e anche di guardare. Nessuno si stabilisce o progetta di stabilirsi in modo permanente. Quando riprende il lavoro negli uffici e nelle fabbriche del Nord, la stessa folla riguadagna in buon ordine i paesi d’origine. È davvero un’invasione pacifica, dunque, ma non innocente. Distrugge infatti siti e paesaggi, sfigurati dal lusso un po’ falso degli alberghi, degli immobili ‘fronte mare’ e delle seconde case: per l’archeologo di domani la sua traccia avrà tutte le caratteristiche di una conquista. E distrugge anche gli equilibri antichi e fragili delle società che la accolgono, in genere impreparate a subire lo shock dell’economia monetaria e spinte a sacrificare il futuro per il presente. Fernand Braudel · Il Mediterraneo

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Mediterraneo · 1

Tuesday, July 17th, 2007

2007-MEDITERRANEO-LAMPEDUSA

Lampedusa · Baia dei Conigli (istmo sommerso) · 16 luglio 2007

Le strade bianche cominciano e finiscono in una riva. I cani hanno il manto polveroso. Il basilico, la menta e l’origano profumano l’aria. Tutto è conseguenza del mare: questa la dannazione di ogni isola. Graziano Spinosi

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Tra terra e mare, in molti luoghi, vi sono dei limiti: un inizio o una fine, l’immagine o l’idea che li uniscono o li separano. Numerosi sono i tratti in cui la terra e il mare si incontrano senza irregolarità né rotture, al punto che non si può determinare dove comincia l’uno o finisce l’altro. Queste relazioni, multiple e reversibili, danno forma alla costa. Ogni idioma concepisce e crea appellativi più o meno conformi alle proprie coste, ai legami che esse tessono e annodano. La parola greca kolpos, da cui deriva golfo, inizialmente significava seno o grembo, implicando una certa relazione intima: il mare che tocca e abbraccia la terra. Pedrag Matvejević · Il Mediterraneo e l’Europa


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