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SPAZIO

Disabitare

25 agosto 2016

DISABITARE-CONTRADA--DEI-NOBILI-5

44.063169, 12.443557

C’è una casa che non sta bene. È vecchia, i secoli l’hanno indebolita. Qualche volta si possono udire delle voci che escono dalle fessure dei suoi muri e si disperdono lungo gli angoli delle contrade. Cercano riparo in un’abitazione più sicura, o sottoterra, dentro qualche grotta di tufo. Ma le altre case sono chiuse e le grotte di tufo sigillate da pesanti porte di ferro. Se un terremoto colpisse questa casa, in apparenza abbandonata, nel crollo si estinguerebbe anche l’incorporeo che qui dimora. © Graziano Spinosi

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Amorando

11 luglio 2016

Isola di Favignana · Amorando

Isola di Favignana

Quella di spalle è promessa al picciotto che indossa una maglietta nera, il più alto dei quattro: ha un’aria sorniona che piace alle ragazze. Più tardi, come ogni sera da quando è finita la scuola, il picciotto e quella di spalle percorreranno insieme la strada che conduce al cortile di lei, vicino alla casa circondariale.
Il primo da destra piace a quella di profilo, coi jeans. Anche lui sembra esserne attratto, così la fissa oltre il lampione. Qualche volta agita l’avambraccio sinistro verso l’alto, come per allentare la presa d’un vistoso orologio che gli stringe il polso: racconta di averlo trovato a Punta Sottile, dopo il faro, ma nessuno gli crede. Si dice anche della scappatella con la francese di Scalo Cavallo, dove si fanno i tuffi da otto metri. Quella di profilo, allora, non immagina che la stretta delle sue braccia, il bacio che la stordirà.
La ragazza con i fuseaux neri lacerati sopra il ginocchio andrebbe a genio al secondo da destra, se una volta soltanto si degnasse di rivolgergli lo sguardo. Quando s’incontrano, per lui, è batticuore. Gli basterebbe solo una sbirciata per sapersi innamorato. Da settembre lei frequenterà il liceo classico Leonardo Ximenes di Trapani, mentre lui fa il mozzo da Michele, un tonnaroto che, dopo vent’anni di mattanze, adesso porta i turisti in barca: tredici metri e cinquecento cavalli. Nonostante queste misure, però, nemmeno un’occhiata. È l’unico a guardare in macchina, come in cerca di uno spunto esteriore. Impensabile che possa essere ricambiato, eppure la ragazza con i fuseaux neri tiene in serbo tutte le attenzioni, incluse le sue.
La fimmina che ha lanciato la palla ha le unghie colorate, come la t-shirt del quarto da destra. Sarebbe capitata a lui la sfera rossa che sta tingendo anche l’aria. A lui, ancora, l’invito al viaggio nella caverna. Il quarto, tuttavia, muove da un avverso genoma: debole di carattere e malfermo nelle decisioni. A lei, aderente e ardita, toccherà in sorte un maschio più forte. I siciliani chiamano viaggiu d’amuri  il transito dei tonni che da Gibilterra si spaccano il petto sugli scogli del Mediterraneo per deporre le uova. © Graziano Spinosi

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Piede comune

9 gennaio 2016

Mesure de pedre cuppi et altri lavori · Palazzo dell’Arengo · Rimini

Mesure de pedre cuppi et altri lavori · Palazzo dell’Arengo · Rimini

Accertare il peso d’un corpo, la distanza tra due punti, la velocità e l’intensità della luce o del suono non risponde solamente a norme della fisica. È nel grembo materno che ciascuno comincia a misurare: attraverso il tatto, gli occhi ancora fasciati, i cuccioli esplorano le pareti della nuova casa e la prima geometria. In seguito, a corpo libero misureranno lo spazio circostante, apprendendone insidie e confini. Misurare consente di crescere sperimentando che ciascuno appartiene alla terra al pari di ogni altro essere vivente: gli alberi sorvegliano in silenzio il loro profilo, gli uccelli inseguono il tepore, i pesci una profondità salvifica. Il corpo è un metro infallibile. Misurare è affermare un legame biologico tra sé e il mondo, gli animali, le stelle. Misurare è misurarsi, appartenere. © Graziano Spinosi

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Still falling

26 ottobre 2015

Antony Gormley · Still falling · 1983
Antony Gormley  ·  Still falling  ·  1983

Che cosa accadde un secolo fa, alla stessa ora di questo giorno, nel luogo in cui mi trovo adesso? Che cosa accadde, qui? Che cosa accadrà tra un secolo, alla stessa ora di questo giorno, nel luogo in cui mi trovo adesso? Che cosa accadrà, qui? Che cosa accade adesso, qui? © Graziano Spinosi

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L’aeroplano

2 dicembre 2011

Tullio Crali · Prima che si apra il paracadute · 1939 · Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea · Udine

Tullio Crali  ·  Prima che si apra il paracadute  ·  1939  ·  Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea  ·  Udine

Dall’alto mari e fiumi svelano il bordo, scompaiono i confini che le guerre hanno tracciato.
Un osservatorio lontano procura un sentimento di appartenenza più acceso,
l’orizzonte ha un effetto sedativo. L’aeroplano è un limbo.

© Graziano Spinosi

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Polveri

18 dicembre 2009

Salento, battigia

Salento | Battigia


Ai bordi delle strade s’accumulano scorie che provengono dalla vitalità dei centri.
Frammenti di oggetti in disuso prendono derive precarie scosse dal clima e dal caso.
Una seconda vita prima della polvere.


© Graziano Spinosi

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Confini

21 settembre 2009

Lucio Fontana · Concetto spaziale, Attesa · 1965 · Collezione privata · Roma

Lucio Fontana  ·  Concetto spaziale, Attesa  ·  1965  ·  Collezione privata  ·  Roma

L’orologio e il metro sono strumenti attraverso cui tracciamo frugali confini.

© Graziano Spinosi
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.La torre di Babele è un esempio antichissimo della pretesa dell’uomo per il dominio dello spazio. La vera conquista dello spazio fatta dall’uomo è il distacco dalla terra, dalla linea di orizzonte, che per millenni fu la base della sua estetica e proporzione. Lucio Fontana · Manifesto tecnico dello Spazialismo

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