Archive for the ‘SPAZIO’ Category

Nadir

Saturday, October 29th, 2011

M-COHEN-LILLIAN-M
Mark Cohen · Lillian in Swimming Pool · Polaroid · 1976

Non era la terra a mancare sott’acqua,
ma l’acqua.

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Questo stare bene. È così stare bene.
Stare molto bene è così come ora.

Mariangela Gualtieri · Senza polvere senza peso · Einaudi

Lontano

Saturday, October 8th, 2011

EQUINOZIO-D-AUTUNNO-2011-M

Equinozio d’autunno

Sono alberi, ci sono anche le case e le strade. Loro chiamano cielo il cielo, dicono mare al mare. Imparerai i nomi delle cose, le tue labbra si poseranno alle fonti per bere. Dalla voce degli animali riconoscerai la specie, nell’aria fiuterai l’odore della pioggia. Toccherai la terra, poi tornerai. Graziano Spinosi

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Occorre che tu abbia vista larga e profonda e che lontano, in tutte le direzioni, tu getti lo sguardo per tenere presente che l’insieme delle cose è infinito, e tu veda come quest’unico cielo sia trascurabile parte, una frazione minima dell’insieme totale, una parte neppure grande com’è un uomo rispetto a tutta la terra. Se collochi questo dinanzi al tuo sguardo, e lo vedi ben chiaro, di molti fenomeni cesserai di meravigliarti.  Lucrezio · De rerum natura

Lo specchio d’acqua

Sunday, August 28th, 2011

G-RAPISARDI-OFELIA-PAZZA-M

Giuseppe Rapisardi · Ofelia pazza (p) · 1865 · Museo di Castel Ursino · Catania

Allunga il passo poi corre. Lo specchio d’acqua sotto il ponte riflette il suo profilo. Da quanto tempo non la incontravo. La ricordo nel cortile della scuola, smunta come un gatto, le braccia chiuse per il freddo. M’immergo adagio nell’acqua senza temperatura. Sulla riva del fiume ci sono alcuni animali che saltano. Avanzo verso il branco. Saltano da fermi, sempre più in alto, rallentando la velocità dopo ogni slancio. Due cani bianchi m’invitano a raggiungere il gruppo. Esco dall’acqua e salto insieme a loro, in una vivace assenza di peso. I miei salti sono in sincronia con quelli di un asino dalla bassa statura: alla sommità di ogni salto ci scambiamo sorrisi d’allegria. Altri uomini e animali ci raggiungono, saltiamo tutti insieme, a corpo libero, calamitati dal cielo. D’improvviso un vento caldo arresta il gioco. L’aria è diventata gialla, non si può più saltare. Mi sveglio deluso, ma il sogno è stato bello: nei sogni non esiste un luogo per ogni cosa, ogni cosa è nell’adesso. Graziano Spinosi

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Non datemi nulla
di fisso, di stabile, di statico.
Non datemi l’infinito e l’eterno:
niente infinito, niente eternità.
Datemi il fermo, bianco fermento,
l’incandescenza e il gelo
del momento incarnato:
il momento, il vivo d’ogni mutamento
e rapidità  e opposizione:
il momento, il presente immediato,
l’Adesso.

Thomas Stearns Eliot

Levante

Wednesday, August 24th, 2011

CIELO-24-VIII-2011-M

Il cielo alle 6 · 44°4′0″N 12°27′0″E · 90°

Un basta e’ zil?

(non basta il cielo?)

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Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle ore di luce e tutto il cielo s’attacca agli occhi e viene a bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale che si mangia la luce. Mariangela Gualtieri · Fuoco centrale

Muda

Sunday, August 21st, 2011

CAROLE-A-FEUERMAN-MORAN-2008-P

Carole A. Feuerman · Moran (part.) · Resina policromata · 2008

Il somersault non ti è piaciuto?
Non sei entrato diritto, la schiena ha curvato il peso.
Non è facile oltrepassare il vuoto.
Nel rovesciato hai mancato il tempo, l’avvitamento va migliorato.
La gravità preme sul corpo, il respiro mi scotta il volto.
Chiudi gli occhi nell’affondo, pori aperti nel ritorno.

Graziano Spinosi
a  D.M.

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.. vivere significa: mutarsi nell’infinito.
Chi al vecchio si aggrappa, non diventa vecchio.
Così decisi di agire subito
e l’acqua non mi parve più fredda.

Le mie braccia si allungarono in ampie pinne
verdi squame mi crebbero lentamente;
quando l’acqua mi ebbe chiuso anche la bocca,
m’ero adattato al nuovo elemento.

Mi lascio scivolare pigramente per oscure profondità,
e non sento né onde né vento
ma ora temo i luoghi asciutti
e che un giorno l’acqua di nuovo scorra via.

Poiché ridiventare uomo
quando da tempo non lo si è più,
è difficile per uno come noi in questo mondo
ché l’esser uomo troppo facilmente si scorda.

Günter Kunert · Ricordo di un pianeta · Einaudi

Nidificare

Wednesday, May 4th, 2011

M-ABAKANOWICZ-CONGLOMERATES-1997 
Magdalena Abakanowicz · Conglomerates, da Embryology · 1997

Per alcune specie di animali la casa è unita al corpo, mentre per altre è necessaria la sua edificazione. Le case degli animali sono meravigliosi esempi di mimetismo, forma e funzione: lo spazio è connaturato alle creature che vi abitano, senza alcuno spreco di materiali e volumi. L’architettura degli uomini spesso dimentica questa intelligenza originaria. Eppure, la casa è anche la dimora di una memoria. Come per gli alberi e le foglie. Graziano Spinosi

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L’uomo è legato alla casa da catene invisibili. Forse la casa non è qualcosa di cresciuto assieme a lui come nel caso della chiocciola o del mollusco, ma di sicuro per l’uomo la casa è una base. Perfino quando non ha una casa e va in rovina, quella sua rovina si misura con la casa che non ha. È una costruzione interiore, che anche gli uccelli hanno nei loro nidi. Anche quando sul ramo o sotto un tetto il nido non c’è, l’uccello ce l’ha in testa. Porta quell’immagine perché conosce l’architettura del nido. Non gli serve vedere come si costruisce. Lo stesso è per gli uomini, per i fortunati che hanno un tetto sulla testa, ma anche per quelli che non ce l’hanno. Le scene più grandi della loro vita sono le case, all’inizio le caverne, ora i grattacieli, o le magioni circondate da terreni. Lì si creano i miti, i drammi di famiglia. Il fatto che questo avvenga anche nei pensieri di chi non ha casa conferma la serietà di quel legame. Emir Kusturica · Dove sono in questa storia

Emily Grundon · Nonspace



Genius

Saturday, April 9th, 2011

ANTONY-GORMLEY-ANOTHER-PLACE-II-P 
Antony Gormley · Another place · 1997 · Fonte Immagine ->

Che cosa accadde un secolo fa, alla stessa ora di questo giorno, nel punto dello spazio in cui mi trovo adesso? Che cosa accadde, qui? Che cosa accadrà tra un secolo, alla stessa ora di questo giorno, nel punto dello spazio in cui mi trovo adesso? Che cosa accadrà, qui? Che cosa accade adesso, qui? Graziano Spinosi

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Genius
di
Giorgio Agamben

( grazie a julia )

I latini chiamavano Genius il dio a cui ciascun uomo viene affidato in tutela al momento della nascita. L’etimologia è trasparente ed è ancora visibile nella nostra lingua nella prossimità fra genio e generare. Che Genius avesse a che fare con il generare, è del resto evidente dal fatto che l’oggetto per eccellenza “geniale” era, per i latini, il letto: genialis lectus, perché in esso si compie l’atto della generazione. E sacro a Genius era il giorno della nascita, che per questo noi chiamiamo ancora genetliaco. I regali e i banchetti con cui celebriamo il compleanno sono, malgrado l’odioso e ormai ritornello anglosassone, un ricordo della festa e dei sacrifici che le famiglie romane offrivano al Genius nel natalizio dei loro membri. Orazio parla di vino puro, di un maialino di due mesi, di un agnello “immolato”, cioè cosparso della salsa per il sacrificio; ma sembra che, in origine, non vi fossero che incenso, vino e deliziose focacce al miele, perché Genius, il dio che presiede alla nascita, non gradiva i sacrifici sanguinosi. Segue ->