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	<description>blog di Graziano Spinosi</description>
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		<title>Sulla terra</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 17:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leo Lionni · Federico

Dopo che siamo morti possiamo tornare sulla terra o no?        E se non ritorniamo, cosa ci siamo venuti a fare?
Tito Riva (sette anni)
•
Lungo il prato, dove un tempo pascolavano le mucche, c’era un vecchio muro. Fra le pietre del muro, vicino al granaio, cinque allegri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/LEO-LIONNI-FEDERICO.htm" target="_blank"><img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="LEO-LIONNI-FEDERICO" border="0" alt="LEO-LIONNI-FEDERICO" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/07/LEOLIONNIFEDERICO.jpg" width="450" height="680" /></a><font size="1"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leo_Lionni" target="_blank">Leo Lionni</a> · <a href="http://www.babalibri.it/dettaglio.asp?id=107&amp;col=7" target="_blank"><em>Federico</em></a></font></p>
<p align="center"><font size="1"></font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>Dopo che siamo morti possiamo tornare sulla terra o no?        <br />E se non ritorniamo, cosa ci siamo venuti a fare?</em></font></p>
<p align="center"><font size="2">Tito Riva (sette anni)</font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Lungo il prato, dove un tempo pascolavano le mucche, c’era un vecchio muro. Fra le pietre del muro, vicino al granaio, cinque allegri topi di campagna avevano costruito la loro casa. Ma quando i contadini avevano abbandonato la fattoria, il granaio era rimasto vuoto. L’inverno si avvicinava e i topolini dovettero pensare alle scorte. Giorno e notte si davano da fare a raccogliere grano e noci, fieno e bacche. Lavoravano tutti. Tutti tranne Federico. &lt;&lt; Federico, perché non lavori? &gt;&gt; chiesero. &lt;&lt; Come non lavoro &gt;&gt;, rispose Federico un po’ offeso. &lt;&lt; Sto raccogliendo i raggi del sole per i gelidi giorni d’inverno. &gt;&gt; E quando videro Federico seduto su una grossa pietra, gli occhi fissi sul prato, domandarono: &lt;&lt; E ora, Federico, che cosa fai? &gt;&gt; &lt;&lt; Raccolgo i colori &gt;&gt;, rispose Federico con semplicità. &lt;&lt; L’inverno è grigio. &gt;&gt; Un’altra volta ancora, Federico se ne stava accoccolato all’ombra di una pianta. &lt;&lt; Stai sognando, Federico? &gt;&gt;&#160; gli chiesero con tono di rimprovero. Federico rispose: &lt;&lt; Oh, no! Raccolgo le parole. Le giornate d’inverno sono tante e lunghe. Rimarremo senza nulla da dirci </em><a href="http://www.currenticalamo.com/TESTI/LEO-LIONNI-FEDERICO.htm" target="_blank"><em><strong>…</strong></em></a></font></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leo_Lionni" target="_blank"><font size="2">Leo Lionni</font></a><font size="2"> · </font><a href="http://www.babalibri.it/dettaglio.asp?id=107&amp;col=7" target="_blank"><em><font size="2">Federico</font></em></a></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.italialibri.net/autori/bertoluccia.html" target="_blank">Attilio Bertolucci</a> · <em><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=267" target="_blank">La rosa bianca</a></em></p>
<p align="center"><a href="http://filosofipercaso.splinder.com/post/22980967/l%25E2%2580%2599amore-bambino" target="_blank"><em>L’amore bambino</em></a> ·&#160; da <a href="http://filosofipercaso.splinder.com/" target="_blank">Filosofi per Caso</a></p>
<hr />
<p align="center">&#160;</p>
<p align="center">
<p align="justify"><font size="2"></font></p>
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		<title>Pescavo</title>
		<link>http://www.currenticalamo.com/2010/06/20/pescavo/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 23:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900]]></category>
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		<description><![CDATA[
Jean Dubuffet · Dhôtel nuancé d&#8217;abricot · 1947
&#160; Muore un bimbo,      se muore un vecchio.
Graziano Spinosi
©
Non sono mai stato un grande pescatore. Usavo, come qualsiasi altro ragazzino della mia età e dai mezzi tanto modesti come lo erano i miei, una semplice canna con l’amo, il piombo e il galleggiante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/JEAN-DUBUFFET-DHOTEL-NUANCE-D-ABRICOT.htm" target="_blank"><img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="JEAN-DUBUFFET-DHOTHEL-NUANCE-D-ABRICOT-1947-P" border="0" alt="JEAN-DUBUFFET-DHOTHEL-NUANCE-D-ABRICOT-1947-P" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/06/JEANDUBUFFETDHOTHELNUANCEDABRICOT1947P.jpg" width="450" height="519" /></a></p>
<p align="center"><font size="1"><a href="http://www.dubuffet.com/" target="_blank">Jean Dubuffet</a> · </font><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_Dh%C3%B4tel" target="_blank"><em><font size="1">Dhôtel</font></em></a><font size="1"><em> nuancé d&#8217;abricot</em> · 1947</font></p>
<p align="center"><font size="2">&#160; Muore un bimbo,      <br />se muore un vecchio.</font></p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>Non sono mai stato un grande pescatore. Usavo, come qualsiasi altro ragazzino della mia età e dai mezzi tanto modesti come lo erano i miei, una semplice canna con l’amo, il piombo e il galleggiante di sughero legati al filo da pesca, niente a che vedere con gli artefatti moderni che sarebbero comparsi più tardi e che arrivai a vedere in mano ad alcuni dilettanti locali quando ormai ero cresciuto e avevo abbandonato ogni illusione piscatoria. Di conseguenza, le mie catture si riducevano sempre a qualche rara carpa, di rado qualche barbo, e pure piccolo, e tante ore passate invano (invano, a ben dire, nessuna, perché senza rendermene conto</em> pescavo <em>delle cose che nel futuro si sarebbero rivelate per me non meno importanti, immagini, odori, rumori, brezze, sensazioni). Per lo più seduto in riva all’acqua… non credo che esista al mondo un silenzio più profondo del silenzio dell’acqua.</em></font></p>
<p align="justify"><em><font color="#000000" size="2">Cade la pioggia, il vento sferza gli alberi spogli, e dal passato emerge e si avvicina un’immagine, quella di un uomo alto e magro, vecchio, lungo un sentiero allagato. Ha un bastone in spalla, una palandrana infangata e antica, e su di lui si riversano tutte le acque del cielo. Davanti a lui procedono i maiali, a testa bassa, sfiorando il suolo con il grugno. L’uomo che così si avvicina, sfumato nell’acquazzone, è mio nonno. È stanco, il vecchio. Si trascina appresso settant’anni di vita difficile, di privazioni, di ignoranza. Eppure è un uomo saggio, taciturno, che apre bocca solo per dire l’indispensabile. Parla talmente poco che tutti stiamo in silenzio lì ad ascoltare quando sul volto gli si accende qualcosa di simile a una luce di avviso. Ha una maniera strana di guardare in lontananza, anche se quel lontano è solo la parete che ha davanti. Il suo profilo sembra come tagliato con l’accetta, fisso ma espressivo, e gli occhi, piccoli e penetranti, di tanto in tanto brillano come se qualcosa che stesse pensando fosse stata definitivamente compresa. È un uomo come tanti altri in questa terra, in questo mondo, forse un Einstein schiacciato sotto una montagna di cose impossibili, un filosofo, un grande scrittore analfabeta. Qualcosa sarebbe stato, che non ha mai potuto essere. Rammento quelle tiepide sere d’estate, quando dormivamo sotto il grande fico, lo ascolto parlare della vita che ha fatto, del Cammino di Santiago che risplendeva sopra le nostre teste, del bestiame che allevava, delle storie e delle leggende della sua infanzia lontana. Ci addormentavamo tardi, ben avvolti nelle coperte per via del fresco mattutino. Ma l’immagine che non mi abbandonerà in quest’ora di malinconia è quella del vecchio che avanza sotto la pioggia, caparbio, silenzioso, come chi compie un destino che nulla potrà modificare. Tranne la morte. Questo vecchio, che quasi sfioro con la mano, non sa come morirà. Ancora non sa che pochi giorni prima del suo ultimo giorno avrà il presentimento che la fine è arrivata e andrà, di albero in albero del suo orto, ad abbracciare i tronchi, a congedarsi da loro, dalle ombre amiche, dai frutti che non mangerà più. Perché allora sarà arrivata la grande ombra, finché la memoria non lo farà resuscitare sul sentiero allagato o sotto la volta del cielo e l’eterno interrogativo degli astri. Che parola pronuncerà allora? <a href="http://www.corriere.it/cultura/10_giugno_18/morto-nobel-saramago_59816d64-7ad4-11df-aa33-00144f02aabe.shtml" target="_blank">José Saramago</a> · <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/jos-saramago/le-piccole-memorie/978880618793" target="_blank">Le piccole memorie</a></font></em></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=m1nePkQAM4w" target="_blank">José Saramago</a> · <em><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=530" target="_blank">Il diritto all’indignazione</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><em><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/06/18/jose-de-sousa-saramago/#more-35903" target="_blank">José de Sousa Saramago</a> ·</em> da <a href="http://www.nazioneindiana.com/" target="_blank">NAZIONE INDIANA</a></font></p>
<hr />
<p align="center"><font color="#000000" size="2"></font></p>
<h4>
<p align="center"><font size="2"></font></p>
</h4>
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		<title>Ci&#242; che non muta</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 17:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000]]></category>
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		<description><![CDATA[
Olafur Eliasson · The Weather Project · 2003
Ciò che non muta        io canto         la nuvola la cima il gambo         l’offerta il dono la rovina         [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/OLAFUR-ELIASSON-THE-WEATHER-PROJECT.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Olafur Eliasson · The Weather Project" border="0" alt="Olafur Eliasson · The Weather Project" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/OLAFURAELIASSONTHEWEATHERPROJECT2003P.jpg" width="450" height="1351" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.olafureliasson.net/" target="_blank"><font size="1">Olafur Eliasson</font></a><font size="1"> · <a href="http://www.olafureliasson.net/publications/the_weather_project.html" target="_blank"><em>The Weather Project</em></a></font><font size="1"></font><font size="1"><em> </em>· 2003</font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>Ciò che non muta        <br />io canto         <br />la nuvola la cima il gambo         <br />l’offerta il dono la rovina         <br />apparente d’acqua che tracima         <br />di tempesta e di onde.</em></font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>Io canto il semplice del grano        <br />e del pane la stessa festa che si tiene         <br />fra le rose a maggio, la corsa         <br />della rondine e il coraggio         <br />dell’animale nella tana         <br />quando gli esce il nato fra le zampe.</em></font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>E il silenzio fra rami immobili        <br />il mistero della pioggia nel bosco         <br />e altre cose che sempre         <br />si cantarono. Io le canto a voi         <br />vivi con me ora sull’orlo         <br />mentre sferragliano veleno         <br />fra idoli potenti e gracili         <br />nella cospirazione del bene         <br />battagliati fra le catene         <br />d’una dittatura che impera.</em></font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>Noi non adoreremo le sue merci.        <br />Non piegheremo la schiena         <br />alla sua greppia.</em></font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>La nuvola piuttosto adoreremo        <br />che è maestra di scorrerie per il cielo         <br />e di alta impermanenza, e di esistenza         <br />senza peso. Piuttosto la foglia         <br />che sa mollare la presa         <br />o il sasso concentrato in un’intesa         <br />di ere, o le preghiere della legna         <br />col suo ardore di fuoco.</em></font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>O il fuoco. Adoreremo        <br />ciò che in tutto non muta e si offre quieto         <br />al grande gioco delle sostanze.         <br />La forza dirigente del respiro.         <br />La spinta acuta che lo diffonde.         <br />Misteriosa forza che lo sospende         <br />quando è ora.         <br /></em></font></p>
<p align="center"><a href="http://www.einaudi.it/libri/autore/mariangela-gualtieri/0006155" target="_blank"><font size="2">Mariangela Gualtieri</font></a><font size="2"> · <em><a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/mariangela-gualtieri/bestia-di-gioia/978880620296" target="_blank">Bestia di gioia</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><a href="http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/2010/05/26/mariangela-gualtieri-monologo-del-non-so/#more-600" target="_blank"><em>Monologo del Non so</em></a> · da <a href="http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/" target="_blank">…gli occhi di blimunda…</a>&#160;</font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><a href="http://giulianocinema.blogspot.com/2010/05/yeelen-i.html" target="_blank"><em>Yeelen</em></a> · da <a href="http://giulianocinema.blogspot.com/" target="_blank">GIULIANOCINEMA</a></font></p>
<hr />
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		<title>Nello specchio</title>
		<link>http://www.currenticalamo.com/2010/05/23/nello-specchio/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 08:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900]]></category>
		<category><![CDATA[MATERIALI]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;
Pino Pascali · La gravida · 1964 · Collezione MACRO · Roma
A me piace partire proprio dal materiale, perché nel materiale c’è il limite stesso. Se uno sceglie un certo materiale, proietta le proprie possibilità entro limiti ben precisi. Io non penso che con un certo materiale si può fare tutto, si può fare solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#160;<a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/PINO-PASCALI-LA-GRAVIDA-1964.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Pino Pascali · La gravida" border="0" alt="Pino Pascali · La gravida" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/PINOPASCALIMATERNITA1964M2.jpg" width="450" height="879" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.museopinopascali.it/" target="_blank"><font size="1">Pino Pascali</font></a><font size="1"> · <em>La gravida</em> · 1964 · Collezione </font><a href="http://www.macro.roma.museum/" target="_blank"><font size="1">MACRO</font></a><font size="1"> · Roma</font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>A me piace partire proprio dal materiale, perché nel materiale c’è il limite stesso. Se uno sceglie un certo materiale, proietta le proprie possibilità entro limiti ben precisi. Io non penso che con un certo materiale si può fare tutto, si può fare solo una cosa questa sola cosa è un’idea di se stesso: sprecare tutta la vita veramente, per non rinnegarla, per non andare a finire in un altro lato è una sciocchezza. A me interessa questa ricchezza di possibilità perché mi ridà la mia presenza, non mi angoscia con l’immagine di me che mi sono prefissa, riesco a vedere la mia immagine daccapo, nello specchio, in una maniera strana, non strana, in una maniera nuova. Non dire sì, io sono Pino Pascali e porto le basette alte 1 cm sotto l’orecchio e, magari, porto i baffi per tutta la vita. Io, oggi, mi faccio i baffi, domani la barba, domani mi faccio crescere pure i capelli o, magari, me li faccio corti. Ma proprio facendole, queste cose, riesco a capire la lunghezza della mia vita. […] Io cerco di fare quello che mi piace fare, in fondo è l’unico sistema che per me va bene.</em> <a href="http://www.electaweb.it/catalogo/scheda/978883707312/it" target="_blank">Pino Pascali</a></font></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Conto alla rovescia</title>
		<link>http://www.currenticalamo.com/2010/05/22/conto-alla-rovescia/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 13:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000]]></category>
		<category><![CDATA[ESSERE]]></category>
		<category><![CDATA[carlo fruttero]]></category>
		<category><![CDATA[giulio paolini]]></category>
		<category><![CDATA[michael najjar]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Michael Najjar · Bionic Angel · 2006
Si guardava intorno,      come un gatto sazio in pescheria.
Graziano Spinosi
©
Possiamo davvero parlare di enigma dell’ora, di qualcosa che non si manifesta ma si deposita sul fondo degli abissi del Tempo. Ci troviamo insomma in quella terra di nessuno che non può ospitarci ma dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/MICHAEL-NAJJAR-BIONIC-ANGEL.htm" target="_blank"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="Michael Najjar · Bionic Angel" border="0" alt="Michael Najjar · Bionic Angel" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/MICHELNAJJARBIONICANGEL2006P.jpg" width="450" height="450" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.michaelnajjar.com/" target="_blank"><font size="1">Michael Najjar</font></a><font size="1"> · <em>Bionic Angel</em> · 2006</font></p>
<p align="center"><font size="2">Si guardava intorno,      <br />come un gatto sazio in pescheria.</font></p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/" target="_blank">©</a></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Possiamo davvero parlare di</em> enigma dell’ora<em>, di qualcosa che non si manifesta ma si deposita sul fondo degli abissi del Tempo. Ci troviamo insomma in quella</em> terra di nessuno <em>che non può ospitarci ma dalla quale non riusciamo neppure a evadere.</em></font></p>
<p><font size="2"><em>L’artista che resta nel suo studio rinuncia ai propri</em> diritti civili<em> e alla proposta indecente dell’amplificazione sociale del suo ruolo (o non-ruolo). L’artista, un tempo </em>maledetto<em>, oggi pressoché unanimemente </em>benedetto<em>, dovrebbe essere – a parer mio – semplicemente</em> non detto<em>, nel senso di non insignito di quel valore primario</em> <em>che spetta invece all’opera in quanto tale, perché originata dalla stessa dinastia che la precede nel Tempo e dalla quale discende in linea diretta. Un’opera, per essere autentica, deve dimenticare il suo autore.</em></font></p>
<p align="justify"><em><font size="2">È in atto una vera e propria asfissia, provocata dal vasto processo, ormai giunto a saturazione, fondato su quel falso valore, enfatico e illusorio, chiamato </font></em><a href="http://www.corriere.it/politica/10_maggio_21/lettera-busi-testo_2c1a48a0-64ef-11df-ab62-00144f02aabe.shtml" target="_blank"><font size="2">comunicazione</font></a><font size="2">. </font></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Paolini" target="_blank"><font size="2">Giulio Paolini</font></a><font size="2"> · </font><a href="http://www.electaweb.it/catalogo/scheda/978883707163/it" target="_blank"><font size="2"><em>Conto alla rovescia</em> (da L’ora X)</font></a></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Fruttero" target="_blank">Carlo Fruttero</a> · <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=313" target="_blank"><em>La prevalenza del famoso</em></a></font></p>
<hr />
<p align="center"><font color="#808080" size="5">&#160;</font></p>
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		<title>Kair&#242;s &#183; 4</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 16:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[     Vija Celmins · Night Sky · 1992
Il fiume come metafora del viaggio e il viaggio dell&#8217;esistenza: partire sarebbe allora come nascere, morire come tornare. Al Mare. Graziano Spinosi
©
Dopo il tempo ascendente del desiderio, e poi quello esaltante dell’avvenimento, arriva il tempo discendente del ritorno. Non si dà viaggio senza ricongiungimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/VIJA-CELMINS-NIGHT-SKY.htm" target="_blank"><img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="Vija Celmins · Night Sky" border="0" alt="Vija Celmins · Night Sky" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/VCELMINSNIGHTSKY1992M.jpg" width="450" height="450" /></a>     <br /><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vija_Celmins" target="_blank"><font size="1">Vija Celmins</font></a><font size="1"> · <em>Night Sky</em> · 1992</font></p>
<p>Il fiume come metafora del viaggio e il viaggio dell&#8217;esistenza: partire sarebbe allora come nascere, morire come tornare. Al Mare. <font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p><font size="2"><em>Dopo il tempo ascendente del desiderio, e poi quello esaltante dell’avvenimento, arriva il tempo discendente del ritorno. Non si dà viaggio senza ricongiungimento a Itaca, che conferisce senso anche allo spostamento. Perché l’esercizio incessante del nomadismo esulerebbe dai limiti del viaggio, per entrare nell’erranza permanente, nel vagabondaggio. Perfino i nomadi praticano un genere di sedentarietà, perché praticano percorsi abituali, si radicano nell’abitudine di uno spostamento, sempre lo stesso, e poi usano ugualmente dei punti di riferimento, cespugli essiccati, ammassi di pietre, solchi e orme lasciate da animali, leggono sempre allo stesso modo le mappe delle stelle e quelle dei movimenti del sole, ma anche perché si recano in luoghi in cui hanno le loro abitudini, le loro pratiche tribali e rituali nell’arte di occupare terre.</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Il luogo lasciato e poi ritrovato costituisce l’asse sul quale oscilla l’ago della bussola. Senza, non ci sono punti cardinali, né rosa dei venti, né possibilità di spostarsi e di organizzare la propria quadrettatura sulle carte del mondo. Su di lui oscilla l’acciaio che indica il nord magnetico e vibra, fragile. Senza, non vi è alcuna direzione, alcun andare, alcun ritorno possibile.</em></font></p>
<p><font size="2"><em>La ricerca di sé termina nel momento dell’ultimo respiro. Fin sull’orlo della fossa, si tratta di desiderare ancora e sempre la forza, la vita, il movimento. Il mondo rigurgita di vulcani sui quali inerpicarsi, di rive da meditare, di fiumi da discendere, di strade da imboccare, di treni e di aerei da prendere, offre senza interruzione albe, aurore e crepuscoli, piogge e soli incandescenti, deserti e montagne, foreste e campagne, offre aurore boreali e pareli, arcobaleni e trombe d’aria, nuvole, queste meravigliose nuvole, climi e incanti, invita a oltrepassare tropici, a cavalcare l’Equatore, ad andare al di là del Circolo polare, a bagnarsi nell’Oceano indiano, a visitare le piramidi, la Muraglia cinese o i templi inca. La molteplicità dei paesaggi si oppone all’unicità delle città, il diverso scompare dalle megalopoli, ma non abbandonerà mai le risaie asiatiche, la baia di Ha Long, la tundra siberiana, la foresta amazzonica, il deserto sahariano, i paesaggi europei, le rive del Mediterraneo.</em></font></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Onfray"><font size="2">Michel Onfray</font></a><font size="2"> · <em><a href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&amp;idlibro=6898&amp;titolo=FILOSOFIA+DEL+VIAGGIO">Filosofia del viaggio</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><font color="#000000"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Sanguineti" target="_blank"><font size="2">Edoardo Sanguineti</font></a></font><font size="2"> · </font><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/scrittori.asp?currentId=4" target="_blank"><em><font size="2">Il mio sogno era fare il ballerino</font></em></a></p>
<p align="center"><font color="#000000"><a href="http://akatalepsia.blogspot.com/2010/05/1499-gli-ultimi-giorni.html" target="_blank"><em>Gli ultimi giorni</em></a>&#160; · da <a href="http://akatalepsia.blogspot.com/">akatalēpsía</a></font></p>
<p align="center"><font color="#000000"><a href="http://filosofipercaso.splinder.com/post/22743988/il-futuro-della-memoria" target="_blank"><em><font size="2">Il futuro della memoria</font></em></a></font><font size="2"> · da </font><a href="http://filosofipercaso.splinder.com/"><font size="2">Filosofi per Caso</font></a></p>
<hr />
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		<title>Kair&#242;s &#183; 3</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 14:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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Anselm Kiefer · Die grosse Fracht (Il grande carico) · 2007&#160; Biblioteca San Giorgio · Pistoia
Si possono percorrere miglia e miglia senza spostare di un solo grado il proprio asse ontologico oppure viaggiare lontanissimo, rimanendo immobili. Il viaggio non è un moto, piuttosto un attraversamento: si viaggia sempre dentro, e per questa ragione bisognerebbe imparare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/ANSELM-KIEFER-DIE-GROSSE-FRACHT.htm" target="_blank"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="Anselm Kiefer · Die grosse Fracht" border="0" alt="Anselm Kiefer · Die grosse Fracht" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/AKIEFERDIEGROSSEFRACHT2007P1.jpg" width="450" height="450" /></a></p>
<p align="center"><font size="1">Anselm Kiefer · </font><a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=52&amp;IDNotizia=20361" target="_blank"><font size="1"><em>Die grosse Fracht</em></font></a><font size="1"> (Il grande carico) · 2007&#160; <br /><a href="http://www.sangiorgio.comune.pistoia.it/" target="_blank">Biblioteca San Giorgio</a> · Pistoia</font></p>
<p>Si possono percorrere miglia e miglia senza spostare di un solo grado il proprio asse ontologico oppure viaggiare lontanissimo, rimanendo immobili. Il viaggio non è un moto, piuttosto un attraversamento: si viaggia sempre dentro, e per questa ragione bisognerebbe imparare a viaggiare per sottrazione. Verso il Silenzio, verso l’intangibile. <font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Sé stessi, questa è la grande questione del viaggio. Sé stessi, e nient’altro. O così poco. Una quantità di pretesti, di occasioni e di giustificazioni, certo, ma, di fatto, ci si mette in cammino spinti soltanto dal desiderio di partire incontro a sé stessi nel disegno, molto ipotetico, di ritrovarsi, se non di trovarsi. Lo stesso giro del mondo non sempre è sufficiente a raggiungere questo faccia a faccia. A volte, nemmeno un’intera esistenza.</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Ciò che l’anima imbarca alla partenza si ritrova, decuplicato, all’arrivo: dolori e ferite, noia e sofferenze, patimenti e malesseri, afflizioni e malinconie si amplificano durante il viaggio. Non troviamo guarigione facendo il giro del mondo, al contrario, esacerbiamo i nostri malesseri, scaviamo i nostri abissi. Lungi dall’essere una terapia, il viaggio definisce un’ontologia, un’arte dell’essere, una poetica di sé.</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Fuori dalla nostra casa, nell’esercizio periglioso del nomadismo, il primo viaggiatore incontrato siamo noi stessi. Continuamente, in ogni angolo di strada, in ogni recesso, ai crocevia e nelle piazze, nella città o nei deserti, all’ombra o alla luce, su tutte le piste e in tutti gli accidenti del paesaggio, ovunque e sempre il nostro personaggio va questuando l’ordine intimo. Sullo scenario terrestre, vagano anime in pena alla ricerca di un corpo da abitare per sempre, nella pace e nella serenità ritrovate. Intorno al globo si giocano queste operazioni di reificazione permanente. La peregrinazione condivide i propri segreti con la demiurgia. Perché l’estraneità del mondo condanna a essere appagati dalla familiarità più immediata, quella che ognuno intrattiene con i propri recessi.</em></font></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Onfray">Michel Onfray</a> · <em><a href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&amp;idlibro=6898&amp;titolo=FILOSOFIA+DEL+VIAGGIO">Filosofia del viaggio</a></em></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pino_Cacucci" target="_blank">Pino Cacucci</a> · <em><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=524" target="_blank">Viaggio vuol dire tante cose</a></em></p>
<p align="center"><a href="http://www.stanislaonievo.it/" target="_blank">Stanislao Nievo</a> · <em><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=484" target="_blank">Il viaggio e il tempo del sogno</a></em></p>
<p align="center">
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Kair&#242;s &#183; 2</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 13:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

&#160; No Maps
Dei nomadi, è la dimora temporanea che m’interessa: il corpo-fiume assegnato all’attraversamento, alla persistenza dell’orientamento geografico e metafisico. Alla sosta. Graziano Spinosi
©
Nel viaggio, si scopre soltanto ciò di cui si è portatori. Il vuoto del viaggiatore crea la vacuità del viaggio, la sua ricchezza ne produce l’eccellenza. 
L’innocenza presuppone l’oblio di ciò che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p align="center"><em><font size="1"><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/NO-MAPS.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Graziano Spinosi · No Maps" border="0" alt="Graziano Spinosi · No Maps" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/NOMAPSM1.jpg" width="460" height="471" /></a>&#160; No Maps</font></em></p>
<p align="justify"><font size="2">Dei </font><a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=8021&amp;Tipo=Libro&amp;strRicercaTesto=&amp;titolo=del+nomadismo.+per+una+sociologia+dell++erranza" target="_blank"><font size="2">nomadi</font></a><font size="2">, è la dimora temporanea che m’interessa: il corpo-fiume assegnato all’attraversamento, alla persistenza dell’orientamento geografico e metafisico.</font> Alla sosta. <font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="justify"><em><font size="2">Nel viaggio, si scopre soltanto ciò di cui si è portatori. Il vuoto del viaggiatore crea la vacuità del viaggio, la sua ricchezza ne produce l’eccellenza. </font></em></p>
<p align="justify"><em><font size="2">L’innocenza presuppone l’oblio di ciò che abbiamo letto, appreso, sentito. […] L’invenzione dell’innocenza, necessaria al viaggio, esige di conseguenza l’abbandono delle opinioni sullo spirito dei popoli, il rifiuto dello sguardo egocentrico e missionario, ma anche l’affrancamento dai pregiudizi sulla forma del viaggio. Perché quasi tutti gli autori specializzati sul tema celebrano l’immersione, vantano il merito dei lunghi periodi, degli investimenti particolari: l’apprendimento della lingua, il risiedere sul posto, la vita con gli autoctoni. Per quale scopo? Per comprendere un paese, per coglierne la natura essenziale, afferrarne realmente il sapore? Per disporre di un’intelligenza attiva all’interno di questa cultura laddove i cittadini del paese stesso non ne dispongono? La conversione non cambia affatto la questione: rimaniamo prigionieri della nostra nascita, della nostra terra natale, della nostra lingua madre, murati nelle pieghe primigenie dell’infanzia. Un quarto di secolo vissuto in Giappone da un giapponese non equivarrà mai, in termini metafisici, alla stessa durata vissuta da un occidentale nello stesso luogo. </font></em></p>
<p align="justify"><em><font size="2">Per inventare un’innocenza efficace, e sempre per quanto riguarda la forma del viaggio, si tratta allo stesso modo di disfarsi e </font></em><em><font size="2">liberarsi da una visione reazionaria che prima lo presupponeva possibile mentre ora lo proclama impossibile. Prima di cosa? Prima del cambiamento del mondo, prima della mondializzazione, della globalizzazione, della pretesa uniformizzazione del pianeta, prima della modernità. Questa presa di posizione deriva infatti dal credere in un’età ideale, in un tempo prima del tempo, in cui il viaggio avrebbe potuto permettere l’accesso diretto e senza indugio alla verità del paese visitato.</font></em></p>
<p align="justify"><em><font size="2">Alla maniera degli uccelli migratori, il cui orologio interno, il metabolismo e il magnetismo decidono dei loro movimenti, viaggiare presuppone mettersi in ascolto di ciò che, in sé, deriva dall’eternità del sistema solare e risiede in noi, nel più profondo delle nostre connessioni atomiche.</font></em></p>
<p align="center"><em><font size="2">Ogni viaggio vela e disvela una reminiscenza.</font></em></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Onfray"><font size="2">Michel Onfray</font></a><font size="2"> · <em><a href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&amp;idlibro=6898&amp;titolo=FILOSOFIA+DEL+VIAGGIO">Filosofia del viaggio</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p><font size="2"></font></p>
<p align="center"><a href="http://www.battiato.it/" target="_blank"><font size="2">Franco Battiato</font></a><font size="2"> · </font><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xiNeMoi2YeQ&amp;feature=related" target="_blank"><em><font size="2">Invito al viaggio</font></em></a></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Kair&#242;s &#183; 1</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 16:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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Liu Bolin · Hiding in the City · 2006
…un giorno raggiunse l’orizzonte: assimilandolo.
Graziano Spinosi
©

Si diventa nomadi impenitenti soltanto se iniziati nella propria carne fin dalle ore del ventre materno, arrotondato come un globo o un mappamondo. Il resto dispiega una pergamena già scritta. […] Tutte le ideologie dominanti esercitano il controllo, il dominio, addirittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5sX_5YjLpbI&amp;feature=related" target="_blank"><img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="Liu Bolin · Hiding in the City " border="0" alt="Liu Bolin · Hiding in the City " src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/LIUBOLINHIDINGINTHECITY20061.jpg" width="450" height="369" /></a> </p>
<p align="center"><font size="1"><a href="http://www.corriere.it/cultura/10_maggio_04/bolin-camaleonte-sette_6fa5198e-576a-11df-8ce3-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Liu Bolin</a> · <em>Hiding in the City </em>· 2006</font></p>
<p align="center"><font size="2">…un giorno raggiunse l’orizzonte: assimilandolo.</font></p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="center"><font size="1"></font></p>
<p><font size="2"><em>Si diventa nomadi impenitenti soltanto se iniziati nella propria carne fin dalle ore del ventre materno, arrotondato come un globo o un mappamondo. Il resto dispiega una pergamena già scritta. […] Tutte le ideologie dominanti esercitano il controllo, il dominio, addirittura la violenza verso il nomade. Gli imperi si costruiscono sempre sull’annullamento delle figure erranti o dei popoli nomadi.</em></font></p>
<p><em>Il capitalismo odierno condanna ugualmente all’erranza, all’assenza di dimora o alla disoccupazione gli individui che rigetta e maledice. Il loro crimine? Essere inassimilabili dal mercato, la patria degli affaristi. Il loro castigo? I ponti, la strada, i marciapiedi, le stazioni della metropolitana, i sotterranei, le stazioni, le panchine. Lo svilimento dei corpi e l’impossibilità di un rifugio, di un riposo.</em></p>
<p><em>La città obbliga alla sedentarietà leggibile grazie a un’ascissa spaziale e a un’ordinata temporale: essere sempre in un luogo determinato, in un momento preciso. In questo modo, l’individuo viene facilmente controllato e localizzato da un’autorità. Quanto al nomade, egli rifiuta questa logica che permette di trasformare il tempo in denaro e l’energia del singolo, che è il solo bene di cui disponiamo, in moneta sonante. Partire, seguire le orme dei pastori, significa sperimentare un genere di panteismo estremamente pagano e ritrovare la traccia di antiche divinità (divinità dei crocevia e della fortuna, del fato e dell’ebbrezza, della fecondità e della gioia, divinità delle strade e della comunicazione, della natura e della fatalità) e tagliare i ponti con le pastoie e le servitù della vita moderna. […] Il viaggiatore, come una monade autosufficiente, ricusa il tempo sociale, collettivo e stringente, a vantaggio di un tempo individuale fatto di durate soggettive e istanti gioiosi voluti e desiderati. Asociale, misantropo, irrecuperabile, il nomade ignora la misura del tempo e funziona con il sole e le stelle, si istruisce con le costellazioni e il movimento degli astri nel cielo, non possiede orologi, ma un occhio animale esercitato a distinguere le albe, le tempeste, le schiarite, i crepuscoli, le eclissi, le comete, gli scintillii stellari, sa leggere la materia delle</em>&#160;<em>nuvole</em> <em>e decifrare le loro promesse, interpreta i venti e conosce le loro abitudini.</em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Onfray" target="_blank">Michel Onfray</a> · <em><a href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&amp;idlibro=6898&amp;titolo=FILOSOFIA+DEL+VIAGGIO" target="_blank">Filosofia del viaggio</a></em></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Woody_Allen" target="_blank">Woody Allen</a>&#160;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=h-IpdevalF8&amp;feature=PlayList&amp;p=71078186D95F1AF7&amp;playnext_from=PL&amp;index=0&amp;playnext=1" target="_blank"><font size="2"></font><font color="#000000">·</font> <em>Zelig</em></a></p>
<p align="center"><a href="http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/2010/04/22/un-filo-di-bisso/#more-559" target="_blank"><em>Un filo di bisso</em></a> · da <a href="http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/" target="_blank">..gli occhi di blimunda..</a></p>
<p align="center"><a href="http://iojulia.ilcannocchiale.it/2010/05/09/l_importanza_dell_oblio.html" target="_blank"><em>L’importanza dell’oblio</em></a> · da <a href="http://iojulia.ilcannocchiale.it/" target="_blank">ioJulia</a></p>
<p align="center"><a href="http://manginobrioches.splinder.com/post/22698555/mia-madre-e-altre-creature-temibili-e-meravigliose-profezie-da-festa-della-mamma" target="_blank"><em>Mia madre e altre creature temibili…</em></a> · da <a href="http://manginobrioches.splinder.com/" target="_blank">…MANGINO BRIOCHES…</a></p>
<hr />
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		<title>Polveri</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 16:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Anselm Kiefer · Lilith · 1996
Un vulcano erutta e il vento sparge le sue ceneri per migliaia di chilometri: voli bloccati. A terra. In qualche altra parte della stessa terra, la polvere del deserto tinge la pelle dei nomadi.
Graziano Spinosi
©
La smania di confluire verso il pieno e di fuggire il vuoto, di abolire l’intervallo tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/ANSELM-KIEFER-LILITH.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Anselm Kiefer · Lilith" border="0" alt="Anselm Kiefer · Lilith" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/ANSELMKIEFERLILIT1996P.jpg" width="447" height="447" /></a></p>
<p align="center"><font size="1"><a href="http://www.artdreamguide.com/_arti/kiefer/arti.htm" target="_blank">Anselm Kiefer</a> · <em>Lilith </em>· 1996</font></p>
<p align="justify"><font size="2">Un <a href="http://minimalexposition.blogspot.com/2010/04/julia-staples-under-ash.html" target="_blank">vulcano</a> erutta e il vento sparge le sue ceneri per migliaia di chilometri: voli bloccati. A terra. In qualche altra parte della stessa terra, la polvere del deserto tinge la pelle dei nomadi.</font></p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p><font size="2"><em>La smania di confluire verso il </em>pieno<em> e di fuggire il vuoto, di abolire l’intervallo tra sé e gli altri, trova le sue esemplificazioni più drammatiche nelle favelas delle nostre metropoli, nella scomparsa del mondo agricolo e della</em> civiltà contadina<em>. L’eccesso di immagini, di rumori e di suoni, del resto, si riverbera nell’incalzare del tempo. La smania, spesso inutile o superflua, di usare mezzi di trasporto velocissimi, rientra in questa abolizione di ogni intervallo – in questo caso temporale anziché spaziale – e oltretutto viene frustrata dagli infiniti ostacoli tecnici che si frappongono, e che molto spesso annullano quel target agognato, quasiché la frenesia dinamica fosse vendicata da una lentezza paradossale. […] L’unica speranza è quando ci si presenta &#8211; inattesa e benvenuta – la tanto osteggiata pausa.</em> <a href="http://www.educational.rai.it/lezionididesign/designeRS/DORFLESG.htm" target="_blank">Gillo Dorfles</a> <em>· <a href="http://www.castelvecchieditore.com/catalog/title/index.php?cmd=ext&amp;title_id=494&amp;subclass=" target="_blank">Horror pleni</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><em><a href="http://www.keplero.org/2010/01/stelle-come-polvere.html" target="_blank">Stelle come polvere</a> </em>(via <a href="http://akatalepsia.blogspot.com/">akatalēpsía</a>) · da <a href="http://www.keplero.org/" target="_blank">Keplero</a></font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Tabucchi" target="_blank">Antonio Tabucchi</a> · <em><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=117" target="_blank">Si sta facendo sempre più tardi</a></em></font></p>
<hr />
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		<title>Verso la natura</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 09:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Henry Matisse · Le Café arabe (part) · 1913 · Museo Puškin · Moscow
Vi ho fatto vedere, no, i disegni che faccio adesso, per imparare a rappresentare un albero, gli alberi? Come se non avessi mai visto, mai disegnato un albero. Dalla mia finestra ne vedo uno. Devo con pazienza capire come si costruisce la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/HENRY-MATISSE-LE-CAFE-ARABE.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Henry Matisse · Le Café arabe" border="0" alt="Henry Matisse · Le Café arabe" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/HMATISSECAFEARABE1913P.jpg" width="447" height="447" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.henry-matisse.com/" target="_blank"><font size="1">Henry Matisse</font></a><font size="1"> · <em>Le Café arabe </em>(part) · 1913 · </font><a href="http://www.museum.ru/gmii/" target="_blank"><font size="1">Museo Puškin</font></a><font size="1"> · Moscow</font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Vi ho fatto vedere, no, i disegni che faccio adesso, per imparare a rappresentare un albero, gli alberi? Come se non avessi mai visto, mai disegnato un albero. Dalla mia finestra ne vedo uno. Devo con pazienza capire come si costruisce la massa dell’albero, poi l’albero stesso, il tronco, i rami, le foglie. Prima di tutto i rami che si dispongono simmetricamente, su un solo piano. Poi il modo in cui i rami girano, passano davanti al tronco. Non fraintendetemi: non voglio dire che, vedendo l’albero dalla mia finestra, lavoro per copiarlo. L’albero è anche tutto un insieme di effetti che l’albero causa in me. Non è questione di disegnare un albero come lo sto vedendo. Ho davanti a me un oggetto che esercita&#160; sul mio spirito un’azione, non soltanto come albero, ma anche in rapporto a ogni sorta d’altri sentimenti.</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>In auto, non si dovrebbe andare a più di cinque chilometri l’ora. Se no, non si sentono più gli alberi.</em> Siete mai andato in bicicletta?<em> Sì. Ma un giorno mi ruppi il muso e mi ingessarono un piede. Gustave Moreau mi chiese cosa m’era successo. Gli spiegai che usavo la bicicletta per andare verso la natura e fare dei paesaggi. Mi ribatté: si facevano dei bei paesaggi prima dell’invenzione della bicicletta. Mi convinse.</em> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qlnBcaZEGb0" target="_blank">Henry Matisse</a><em> · <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/scritti-pensieri-sull-arte-matisse/libro/9788884160416" target="_blank">Scritti e pensieri sull’arte</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pino_Cacucci" target="_blank">Pino Cacucci</a> · <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=525" target="_blank"><em>Polvere del Messico</em></a></p>
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		<title>Terra</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 13:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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Ennio Morlotti · Cactus (part)&#160;· 1970
Il vento cessò al tramonto. Gli eucalipti, snervati per le raffiche dello scirocco, allentarono la presa. Le nuvole ferme, sopra il vulcano, si macchiarono di zolfo. Alcuni cani randagi, che avevamo visto allontanarsi nella tempesta, si avvicinarono alla casa. Dal pozzo spillasti dell’acqua. Bevvero con frenesia poi ci fissarono, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/ENNIO-MORLOTTI-CACTUS.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Ennio Morlotti · Cactus " border="0" alt="Ennio Morlotti · Cactus " src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/ENNIOMORLOTTICACTUS1970P.jpg" width="447" height="447" /></a></p>
<p align="center"><font size="1"><a href="http://www.calion.com/artisti/sarci/morlotti.htm" target="_blank">Ennio Morlotti</a> · <em>Cactus </em>(part)<em>&#160;</em>· 1970</font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il vento cessò al tramonto. Gli eucalipti, snervati per le raffiche dello scirocco, allentarono la presa. Le nuvole ferme, sopra il vulcano, si macchiarono di zolfo. Alcuni cani randagi, che avevamo visto allontanarsi nella tempesta, si avvicinarono alla casa. Dal pozzo spillasti dell’acqua. Bevvero con frenesia poi ci fissarono, per cominciare chissà quale gioco. L’ultimo lampo del sole accese le prime stelle. L’isola fu pervasa dal profumo notturno del mare. </font><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Se ne stanno abbarbicati al tempo, i cactus dei quadri di Morlotti, rendendone sensibile e visibile il gocciolio, come licheni di un celato organismo che ha in corpo storiche malattie. Il carattere finito e limitato della loro esistenza è evidente, anche se sembrano strisciare con lentezza contro un cielo di logorato splendore. […] Immagini persistenti e transitorie, aderenti in modo grave al movimento dell’esistenza, al suo continuo apparire ed eclissarsi, al suo carattere scivolante. </em>L’uomo<em>, dice Heidegger,</em> è l’essere delle lontananze.</font></p>
<p align="justify"><em>È</em><font size="2"><em> la terra il campo semico di questa pittura: fossa fuia e limo natale che getta da per tutto le sue ombre rembrandtiane. Morlotti sottopone le cose al monologo interiore, al soliloquio della terra (nella poesia di Montale il punto di focalizzazione è spesso il vento). Morlotti potrebbe essere interpretato sotto il segno della psicanalisi oggettiva di Bachelard. È la terra ciò verso cui un vento di miraggi piega la vita, piante orti sangue inchiodati da dolcissime folate. Produttrice di eros e di desiderio la terra è presente ovunque, illude e, a un tempo non permette illusioni, avvalora ed annulla la finitudine esistenziale, rende effimere le fastose stagioni umane.</em> <a href="http://www.francescobiamonti.it/" target="_blank">Francesco Biamonti</a> <em>· <a href="http://www.italiadvd.it/arte/pittura/ennio-morlotti-pazienza-nell-azzurro/dettaglio/id-495476/" target="_blank">Pazienza nell’azzurro</a></em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Eppure, talvolta, il paesaggio – più che essere bello e dolce – è nudamente terribile: non vi si legge la nostalgia dell’abitare originario, ma l’impossibilità stessa della residenza, il non essere a casa in nessun luogo, la profonda estraneità del luogo familiare.</em> Dalla postfazione di<em> </em></font><font size="2"><a href="http://spaziocinemazublena.blogspot.com/" target="_blank">Paolo Zublena</a></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><font size="2"><a href="http://www.universitadelledonne.it/marisa_bulgheroni.htm" target="_blank">Marisa Bulgheroni</a><em> · </em><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=361" target="_blank"><em>Una specie di magia del visibile</em></a></font></p>
<p align="center"><font size="2"><a href="http://www.albertobevilacqua.net/bevilacqua/biografia.html" target="_blank">Alberto Bevilacqua</a> · <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=54" target="_blank"><em>Sistemi difensivi di me ragazzo</em></a></font></p>
<p align="center"><font size="2"></font></p>
<hr />
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		<title>Esseri immaginari</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 18:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Mark Rothko · Untitled (part) · 1969 · Kate Rothko Prizel Collection
L’astrazione è una forma che la realtà prende nel ricordo.      Esseri immaginari, esseri immaginati.      
Graziano Spinosi
©
L’evoluzione del lavoro di un pittore, nel suo spostarsi da un punto all’altro nel tempo e nello spazio, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/MARK-ROTHKO-UNTITLED-1969.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Mark Rothko · Untitled " border="0" alt="Mark Rothko · Untitled " src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/MARKROTHKOUNTITLED1969P1.jpg" width="447" height="447" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.artdreamguide.com/_arti/rothko/arti.htm" target="_blank"><font size="1">Mark Rothko</font></a><font size="1"> · <em>Untitled</em> (part) · 1969 · Kate Rothko Prizel Collection</font></p>
<p align="center"><font size="2">L’astrazione è una forma che la realtà prende nel ricordo.      <br /></font><font size="2">Esseri immaginari, esseri immaginati.      <br /></font></p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="justify"><em>L’evoluzione del lavoro di un pittore, nel suo spostarsi da un punto all’altro nel tempo e nello spazio, ha come obiettivo la chiarezza. Ossia l’eliminazione di tutti gli ostacoli tra il pittore e l’idea, e tra l’idea e l’osservatore. Cito, tra i vari ostacoli, il ricordo, la storia e la geometria.</em></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Non credo che sia mai stata questione di essere figurativi o astratti. Piuttosto si tratta di porre fine a questo silenzio e a questa solitudine, di dilatare il petto e tornare a respirare. </em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=dJ8AIIAgYpg&amp;feature=related" target="_blank">Mark Rothko</a><em> · <a href="http://www.ibs.it/code/9788884160331/rothko-mark-salvini/scritti.html" target="_blank">Scritti</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5"></font><font color="#000000" size="2"><a href="http://www.stuartpilkington.co.uk/paulauster/" target="_blank">Paul Auster</a> · <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=279" target="_blank"><em>Lo spazio specifico</em></a></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5"></font><font color="#000000" size="2"><a href="http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/2010/04/05/laltro-e-lo-stesso/" target="_blank"><em>L’altro e lo stesso</em></a> · da <a href="http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/">gli occhi di blimunda</a></font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><a href="http://akatalepsia.blogspot.com/2010/04/1498-lillusione-al-potere.html" target="_blank"><em>L’illusione al potere</em></a> · da </font><a href="http://akatalepsia.blogspot.com/" target="_blank">akatalēpsía</a> </p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Niente</title>
		<link>http://www.currenticalamo.com/2010/03/31/niente/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 08:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[remo bassini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; 
&#160;Disegno infantile · Quattro anni
- Che bel disegno! Chi è?      - Niente.
Graziano Spinosi
©

Spesso i filosofi sono come bambini piccoli che prima scarabocchiano con la matita su di un foglio di carta dei segni qualsiasi e poi chiedono all’adulto: Che cos’è? – È andata così: l’adulto più volte aveva disegnato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#160;<a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/OMINO-DI-NIENTE.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title=" Disegno infantile · Quattro anni" border="0" alt=" Disegno infantile · Quattro anni" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/LOMINODINIENTEM.jpg" width="447" height="425" /></a> </p>
<p align="center">&#160;<font size="1">Disegno infantile · Quattro anni</font></p>
<p align="center"><font size="2">- Che bel disegno! Chi è?      <br />- <a href="http://www.currenticalamo.com/TESTI/GIANNI-RODARI-L-OMINO-DI-NIENTE.htm" target="_blank">Niente</a>.</font></p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="justify"><font size="2"></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Spesso i filosofi sono come bambini piccoli che prima scarabocchiano con la matita su di un foglio di carta dei segni qualsiasi e poi chiedono all’adulto:</em> Che cos’è?<em> – È andata così: l’adulto più volte aveva disegnato qualcosa per il bambino e gli aveva detto:</em> questo è un uomo<em>,</em> questa una casa<em>, ecc. E ora il bambino fa anche lui dei segni e chiede:</em> e questo cos’è<em>?</em> <a href="http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=126" target="_blank">Ludwig Wittgenstein</a><em> · <a href="http://www.adelphi.it/catalogo/schedaLibro.asp?id=4808&amp;isbn=8845904326&amp;v=s&amp;metaTitolo=Pensieri%20diversi%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20&amp;metaAutore=Ludwig%20Wittgenstein" target="_blank">Pensieri diversi</a></em></font> </p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://remobassini.wordpress.com/2010/03/30/cinque-anni-un-po-cosi/" target="_blank"><em>cinque anni un po’ così</em></a> · da <a href="http://remobassini.wordpress.com/" target="_blank">ALTRI APPUNTI</a></p>
<p align="center"><em><a href="http://filosofipercaso.splinder.com/post/22484195/I+poeti+sono+vecchi+signori+ch" target="_blank">I poeti sono vecchi signori che guardan le stelle…</a></em> · da <a href="http://filosofipercaso.splinder.com/" target="_blank">Filosofi per Caso</a></p>
<p align="center"><a href="http://www.italialibri.net/autori/zanzottoa.html" target="_blank">Andrea Zanzotto</a> · <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=129" target="_blank"><em>In questo progresso scorsoio</em></a> </p>
<hr />
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		<title>Primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 10:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Edward Munch · Primavera (part) · 1889       The National Museum of Art, Architecture and Design · Oslo
La bambina malata e la madre accanto alla finestra nella luce che s’irradia – ha reso evidente il mio congedo dall’impressionismo e dal realismo. Con questo quadro ho aperto una nuova strada. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/EDWARD-MUNCH-PRIMAVERA.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Edward Munch · Primavera" border="0" alt="Edward Munch · Primavera" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/EDWARDMUNCHPRIMAVERA1889P.jpg" width="447" height="447" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.sapere.it/tca/minisite/arte/nonsolomostre/munch_bio.html"><font size="1">Edward Munch</font></a><font size="1"> · <em>Primavera</em> (part) · 1889       <br /></font><a href="http://www.nationalmuseum.no/"><font size="1">The National Museum of Art, Architecture and Design</font></a><font size="1"> · Oslo</font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>La bambina malata e la madre accanto alla finestra nella luce che s’irradia – ha reso evidente il mio congedo dall’impressionismo e dal realismo. Con questo quadro ho aperto una nuova strada. È stata una rottura nella mia produzione artistica. Gran parte del mio lavoro è stato direttamente influenzato da questo dipinto. Io, e la mia intera famiglia, a cominciare da mia madre, ci siamo seduti esattamente su quella sedia da me inserita in Primavera. Ci siamo seduti lì all’inizio e alla fine dell’inverno, desiderando ardentemente il sole. Finché la morte non ha ghermito i miei cari, uno dopo l’altro. Primavera ritrae lo struggimento per la luce, per il calore, per la vita sperimentato da una malata giunta alla fine.</em></font></p>
<p align="center">Edward Munch · <a href="http://www.ibs.it/code/9788884161635/munch-edvard-alessandrini/frammenti-sull-arte.html"><em>Frammenti sull’arte</em></a></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://habanera-nonblog.blogspot.com/2010/03/mandala-ed-outlook.html" target="_blank"><em><font size="2">Mandala ed Outlook</font></em></a><font size="2"> · da </font><a href="http://habanera-nonblog.blogspot.com/" target="_blank"><font size="2">NONBLOG DI HABANERA</font></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.italialibri.net/autori/romanol.html" target="_blank"><font size="2">Lalla Romano</font></a><font size="2"> · </font><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=283" target="_blank"><em><font size="2">Da giovane ho esercitato la pittura</font></em></a></p>
<p align="center"><a href="http://astime.splinder.com/post/22435035/Mehr+Licht!" target="_blank"><em>Mehr Licht!</em></a> · da <a href="http://astime.splinder.com/" target="_blank">play it again, sam</a></p>
<p align="center">
<hr />
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		<title>Recordare</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 14:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[edward munch]]></category>
		<category><![CDATA[josé saramago]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[stefano rissetto]]></category>

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		<description><![CDATA[
Edward Munch · Bacio alla finestra (part) · 1892       The National Museum of Art, Architecture and Design · Oslo
Io non dipingo ciò che vedo. Ma ciò che ho visto.
La verità è che siamo soliti vedere con occhi diversi in momenti diversi. Accade di vedere diversamente al mattino rispetto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/EDWARD-MUNCH-BACIO-ALLA-FINESTRA.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Edward Munch · Bacio alla finestra " border="0" alt="Edward Munch · Bacio alla finestra " src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/EDWARDMUNCHILBACIO1892P.jpg" width="447" height="447" /></a></p>
<p align="center"><font size="1"><a href="http://www.sapere.it/tca/minisite/arte/nonsolomostre/munch_bio.html" target="_blank">Edward Munch</a> · <em>Bacio alla finestra</em> (part) · 1892       <br /></font><a href="http://www.nationalmuseum.no/" target="_blank"><font size="1">The National Museum of Art, Architecture and Design</font></a><font size="1"> · Oslo</font></p>
<p align="center"><em><font size="2">Io non dipingo ciò che vedo. Ma ciò che ho visto.</font></em></p>
<p align="justify"><em><font size="2">La verità è che siamo soliti vedere con occhi diversi in momenti diversi. Accade di vedere diversamente al mattino rispetto alla sera. Il modo di vedere dipende anche dalla condizione mentale ed emotiva. Questa è la ragione per cui un determinato soggetto può esser visto da così numerose angolature, ed è questo a render l’arte tanto attraente. Se si entra in un salotto al mattino, provenendo dal buio di una camera da letto, tutto ciò che cade sotto gli occhi assume una tonalità bluastra. Persino le ombre più scure sfumano dentro a questa atmosfera diafana. In breve tempo gli occhi si abitueranno alla luce, le ombre si anneriranno e ogni cosa diverrà più netta. […] Bisognerebbe dipingere oggetti esattamente come si crede che siano, così com’erano quando il loro insieme tematico ha prodotto quell’impressione così vivida. Se non si è in grado di dipingere utilizzando la memoria, si deve ricorrere a un modello, ancorché sia in parte inautentico.</font></em></p>
<p align="justify"><em><font size="2">Noi aspiriamo a qualcosa di ben superiore che a una banale riproduzione fotografica della natura. Non intendiamo dipingere graziose immagini che abbelliscano le pareti di un soggiorno. Desideriamo tentare, a volte fallendo, di dar forma alle fondamenta dell’arte, un vero dono per l’intera umanità. Arte in grado di emozionare e commuovere. Un’arte che nasca dal sangue del cuore. </font></em></p>
<p align="center"><font size="2">Edward Munch · </font><a href="http://www.ibs.it/code/9788884161635/munch-edvard-alessandrini/frammenti-sull-arte.html" target="_blank"><font size="2"><em>Frammenti sull’arte</em></font></a></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Jos%C3%A9_Saramago" target="_blank">José Saramago</a> · <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=532" target="_blank"><em>Noi abitiamo una memoria</em></a></p>
<p align="center"><a href="http://stefanorissetto.ilcannocchiale.it/2010/03/27/nel_tempo_che_non_cera.html" target="_blank"><em>Nel tempo che non c’era</em></a> · da <a href="http://stefanorissetto.ilcannocchiale.it/" target="_blank">stefanorissetto</a></p>
<p align="center">
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		<title>Asino matematico</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 18:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANIMALIA]]></category>
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		<category><![CDATA[asini]]></category>
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		<category><![CDATA[luce irigaray]]></category>
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		<description><![CDATA[
Robert Bresson · Au hasard Balthazar&#160; · 1966
Per noi asini la carota non avrebbe mai avuto niente a che vedere con un bastone. Invece questa è una delle prime regole che ci avete assegnato. Se per voi esseri umani l&#8217;albero è il fuoco, il numero il denaro, il sangue la guerra, eccetera, per noi l&#8217;albero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LV67A6vJ9v0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="350" src="http://www.youtube.com/v/LV67A6vJ9v0"></embed></object></p>
<p align="center"><font size="1">Robert Bresson · </font><a href="http://giulianocinema.blogspot.com/2009/11/au-hasard-balthazar-i.html" target="_blank"><font size="1"><em>Au hasard Balthazar</em></font></a><font size="1">&#160; · 1966</font></p>
<p>Per noi asini la carota non avrebbe mai avuto niente a che vedere con un bastone. Invece questa è una delle prime regole che ci avete assegnato. Se per voi esseri umani l&#8217;albero è il fuoco, il numero il denaro, il sangue la guerra, eccetera, per noi l&#8217;albero è un&#8217;ombra, il numero uno<strong> </strong>spazio, il sangue un amore. Punto. Poiché appartenete a una specie assai evoluta,&#160; riuscite a sgambare in ogni direzione, sfruttando così la vostra tecnologia per assoggettare le altre <a href="http://www.liberazioni.org/ra/ra/officina008.html" target="_blank">specie</a> viventi. Non vi basterebbe l&#8217;acqua di tutti i mari! Benché noi facciamo parte di una specie meno evoluta della vostra, vediamo cose piccole che voi esseri umani non riuscite a vedere, capiamo cose semplici che voi non riuscite più a comprendere. Non sono che un povero asino,&#160; legato alla stessa pietra che fu dei miei antenati, e per questa ragione non darete alcun peso alle mie parole. Non importa, riconosco di averle potute scrivere grazie al vostro addestramento: mi avete anche insegnato a far di conto, ma non avete fatto nulla affinché potessi provare un bene per voi. I nostri figli ragliano, come sempre. I vostri ridono ancora?&#160; </p>
<p align="center">Ruglio   <br />asino matematico.</p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>Una vittima, in fatto di lucidità, è sempre al di sopra dei suoi persecutori. Essere vittime significa</em> capire<em>.</em> <em></em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emil_Cioran">E. M. Cioran</a> ·<em> <a href="http://www.adelphi.it/catalogo/schedaLibro.asp?id=3448&amp;isbn=8845916154&amp;v=s&amp;metaTitolo=Quaderni%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20&amp;metaAutore=E.M.%20Cioran">Quaderni</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>L’uomo è un animale parlante a condizione di creare parola per dirsi, dire il mondo, parlare all’altro. L’obbligo di parlare come tutti o secondo ciò che è stato appreso non risveglia, o spegne, la coscienza umana. Se il soggetto non ha, in sé, la sorgente del suo movimento, perde la qualità di soggetto.</em></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>Non è nella riduzione&#160; delle distanze che l’umano troverà la prossimità a sé, all’altro, e neppure al mondo. È piuttosto nella capacità di stare in sé, di esistere in autonomia, distinto da ciò che lo circonda.</em></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>Per incontrare l’altro, devo anzitutto lasciar essere, anzi restaurare, il niente che ci separa. È una via negativa quella che conduce verso l’approccio del differente e la possibile relazione con lui, o con lei. Io non sono te e tu mi resterai per sempre altro, tale è il necessario presupposto all’entrata in presenza dell’uno e dell’altro, dell’uno con l’altro.</em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luce_Irigaray" target="_blank">Luce Irigaray</a> · <a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833918419" target="_blank"><em>La via dell’amore</em></a></font> </p>
<hr />
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		<title>Casablanca</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 08:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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Luigi Martinati&#160;· Locandina per Casablanca · 1945
L’evidenza dei fatti era infondata.      Dovette arrendersi all’immaginazione.
Graziano Spinosi
©
Ogni film che ci è piaciuto trova posto, un giorno, nella nostra memoria accanto ad altri ricordi. Diventa un ricordo tra tanti, anch’egli minacciato dall’oblio, dall’erosione della memoria. Può accadere anche che, per un motivo o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/LUIGI-MARTINATI-CASABLANCA.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Luigi Martinati · Locandina per Casablanca" border="0" alt="Luigi Martinati · Locandina per Casablanca" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/LUIGIMARTINATICASABLANCA1945M.jpg" width="447" height="629" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.cinetecadibologna.it/files/archivi/grafica/linee/testi/allegati/pittore-cinema.htm" target="_blank"><font size="1">Luigi Martinati</font></a><font size="1">&#160;<i>·</i> Locandina per<em> </em><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=4713" target="_blank"><em>Casablanca</em></a> <i>·</i> 1945</font></p>
<p align="center"><font size="2">L’evidenza dei fatti era infondata.      <br />Dovette arrendersi all’immaginazione.</font></p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/"><font size="1">©</font></a></p>
<p align="justify"><em><font size="2">Ogni film che ci è piaciuto trova posto, un giorno, nella nostra memoria accanto ad altri ricordi. Diventa un ricordo tra tanti, anch’egli minacciato dall’oblio, dall’erosione della memoria. Può accadere anche che, per un motivo o per un altro, si rammentino con più o meno precisione il luogo, la data e le circostanze in cui lo si è visto per la prima volta. Ma ricordarsi del film è anche ricordarsi del film stesso, cioè di immagini. Un po’ come se la tecnica cinematografica avesse elaborato sin dall’inizio il lavoro mentale che seleziona delle percezioni per farne dei ricordi; come se, in qualche modo, avesse fatto il lavoro della memoria. Accade così che delle immagini di film rimangano qua e là nella testa come ricordi personali, come se facessero parte della nostra vita, con quello stesso livello di incertezza che colpisce i ricordi.</font></em></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Quando sono al cinema, quelli che vedo sullo schermo sono grandi, più grandi di me, esattamente come gli adulti quando ero bambino. Il narratore della </em>Recherche<em>, quando ritorna nei luoghi dell’infanzia, li trova piccoli e striminziti rispetto al metro dei suoi ricordi.</em></font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>Certe immagini sono più tenaci di altre.</em></font></p>
<p align="center"><a href="http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/interviste/auge.html" target="_blank"><font size="2">Marc Augé</font></a><font size="2"> <em>· </em></font><a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833919133" target="_blank"><font size="2"><em>Casablanca</em></font></a></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://squilibri2.wordpress.com/2010/03/25/metasogni/#more-2223" target="_blank"><em>Meta/sogni</em></a> <em>·</em> da <a href="http://squilibri2.wordpress.com/" target="_blank">Squilibri</a></p>
<p align="center"><a href="http://filosofipercaso.splinder.com/post/22456953/Trasmutazioni" target="_blank"><em>Trasmutazioni</em></a> <em>·</em>&#160; da <a href="http://filosofipercaso.splinder.com/" target="_blank">Filosofi per Caso</a></p>
<p align="center"><a href="http://luisaruggio.blogs.it/2010/03/19/l-uomo-tigre-8205263/" target="_blank"><em>L’uomo tigre</em></a>&#160;<em>· </em>da <a href="http://luisaruggio.blogs.it/" target="_blank">dentro Luisa</a></p>
<hr />&#160;
<p align="center"></p>
<p align="justify"><font size="2"></font></p>
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		<title>Qualunque</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 11:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[daniele giglioli]]></category>
		<category><![CDATA[elena giacomelli]]></category>
		<category><![CDATA[elio pagliarani]]></category>
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Antony Gormley ·&#160; Blind Light · 2007 · Fonte immagine: &#62; 
Qualunque è la figura della singolarità pura. La singolarità qualunque non ha identità, non è determinata rispetto a un concetto, ma neppure è semplicemente indeterminata; piuttosto essa è determinata solo attraverso la sua relazione a un’idea, cioè alla totalità delle sue possibilità.
Assumere il mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><em></em></font></p>
<p><font size="2"><em></em></font></p>
<p><font size="2"><em></em></font></p>
<p><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/ANTONY-GORMLEY-BLIND-LIGHT.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Antony Gormley ·  Blind Light " border="0" alt="Antony Gormley ·  Blind Light " src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/ANTONYGORMLEYBLINDLIGHT2007P.jpg" width="447" height="573" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.antonygormley.com/"><font size="1">Antony Gormley</font></a><font size="1"> ·<em>&#160; </em></font><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JB2S9wClhF8&amp;feature=related" target="_blank"><em><font size="1">Blind Light</font></em></a><font size="1"><em> ·</em> 2007 · Fonte immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/angelsk/1181576587/" target="_blank"><strong>&gt;</strong></a> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Qualunque è la figura della singolarità pura. La singolarità qualunque non ha identità, non è determinata rispetto a un concetto, ma neppure è semplicemente indeterminata; piuttosto essa è determinata solo attraverso la sua relazione a un’</em>idea<em>, cioè alla totalità delle sue possibilità.</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Assumere il mio esser-tale, la mia maniera di essere, non come questa o quella qualità, questo o quel carattere, virtù o vizio, ricchezza o miseria. Le mie qualità, il mio esser-così non sono qualificazioni di una sostanza (di un soggetto) che resti dietro di esse, e che io veramente sarei. Io non sono mai </em>questo<em> o </em>quello<em>, ma sempre </em>tale<em>, </em>così<em>.</em></font></p>
<p align="justify"><em><font size="2">La redenzione non è un evento in cui ciò che era profano diventa sacro e ciò che era stato perduto viene ritrovato. La redenzione è, al contrario, la perdita irreparabile del perduto, la definitiva profanità del profano.</font></em></p>
<p><font size="2"><em>Inoperosità non significa inerzia, ma</em> katargeis <em>– cioè un’operazione in cui il </em>come<em> si sostituisce integralmente al </em>che<em>, in cui la vita senza forma e le forme senza vita coincidono in una forma di vita.</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Vedere semplicemente qualcosa nel suo essere-così: irreparabile, ma non per questo necessario; così, ma non per questo contingente – è l’amore.</em>&#160;<a href="http://www.filosofico.net/agamben.htm" target="_blank">Giorgio Agamben</a><em> · </em><a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833913292" target="_blank"><em>La comunità che viene</em></a></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/03/23/categorie-agamben/" target="_blank"><em>Categorie: Agamben</em></a> · da <a href="http://www.nazioneindiana.com/" target="_blank">Nazione Indiana</a></p>
<p align="center"><a href="http://vagamentesonnambula.blogspot.com/2010/03/lo-sguardo.html" target="_blank"><em>Lo sguardo</em></a> · da <a href="http://vagamentesonnambula.blogspot.com/" target="_blank">Vagamente sonnambula</a></p>
<p align="center"><a href="http://eliopagliarani.it/" target="_blank">Elio Pagliarani</a> · <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=494" target="_blank"><em>Fabbricare il mondo con le parole</em></a></p>
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<hr />
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		<title>Punti di fuga</title>
		<link>http://www.currenticalamo.com/2010/03/20/punti-di-fuga/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 16:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900]]></category>
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		<description><![CDATA[     Piet Mondrian · Paesaggio con nuvola rossa · 1907 · Gemeentemuseum · L’Aia
Cos’è un viaggio, se non svela un orizzonte?
Graziano Spinosi
©
All’orizzonte si prende presto l’abitudine. Per qualcuno si tratta solo di vapore, o di umori sfuggiti da campi lontani. Per dirla senza ritegno: una sorta di traspirazione che non può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.currenticalamo.com/FOTO/PIET-MONDRIAN-PAESAGGIO-CON-NUVOLA-ROSSA.htm" target="_blank"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Piet Mondrian · Paesaggio con nuvola rossa" border="0" alt="Piet Mondrian · Paesaggio con nuvola rossa" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/05/PIETMONDRIANPAESAGGIOCONNUVOLAROSSA1907P.jpg" width="450" height="382" /></a>     <br /><font size="1"><a href="http://www.pietmondrian.org/" target="_blank">Piet Mondrian</a> · <em>Paesaggio con nuvola rossa</em> · 1907 · <a href="http://www.gemeentemuseum.nl/" target="_blank">Gemeentemuseum</a> · L’Aia</font></p>
<p align="center">Cos’è un viaggio, se non svela un orizzonte?</p>
<p align="center"><font color="#b4b4b4" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/" target="_blank"><font size="1" face="Tahoma">©</font></a></p>
<p><font size="2"><em>All’orizzonte si prende presto l’abitudine. Per qualcuno si tratta solo di vapore, o di umori sfuggiti da campi lontani. Per dirla senza ritegno: una sorta di traspirazione che non può opporre la minima consistenza. Perciò, non si bada al nastro incerto che taglia in due lo sfondo; ovvero, gli si fa credito di un’occhiata distratta, essendo intanto intenzionati a cose più vicine e concrete. Quella tenue sfumatura, dietro innumeri oggetti scabri e taglienti, ha secato lo spazio e ci ha consegnati al tempo.</em> </font><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-borghesi_marco_v__.htm" target="_blank"><font size="2">Marco V. Borghesi</font></a><font size="2"> · </font><a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833906096" target="_blank"><em><font size="2">La questione dell’orizzonte</font></em></a></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><font size="2"><em>Sul ponte coperto di brina        <br />del traghetto che mi trasporta         <br />lascio, per primo, le impronte         <br />delle mie pantofole blu.</em></font></p>
<p align="center"><font size="2"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Li_Po" target="_blank">Li Po</a></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.robertosaviano.it/" target="_blank">Roberto Saviano</a> · <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/20/news/per_un_voto_onesto_servirebbe_l_onu-2777263/" target="_blank"><em>Per un voto onesto servirebbe l’Onu</em></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.dipartimentodistoria.uniroma2.it/personale/Romano.html" target="_blank">Andrea Romano</a> · <a href="http://andrearomano.ilcannocchiale.it/2010/03/14/raccontare_litalia_con_pregiud.html" target="_blank"><em>Raccontare l’Italia con pregiudizio inglese</em></a></p>
<hr />
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