I cieli di Giotto

8 ottobre 2016


Un affabulatore Giotto, come Dante. Ambedue hanno scritto in cielo le storie della terra, profetizzando la luce dell’Umanesimo. I secoli e i terremoti hanno corroso il cobalto e dalle crepe dei cieli di Assisi si spande un aroma di muschio: è fragranza di animali, di angeli e demoni alati, di corpi astrali e araldi dispensatori di santità – la santità è un vizio del cielo, scriveva Cioran. E Francesco, il più caparbio tra i santi, del cielo è sostanza. Benché gli affreschi evochino le sue parabole, pare che tutto accada in quel presente, ancora intatto
. © Graziano Spinosi

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