Oblomov

13 gennaio 2005

Sassetta · Paesaggio con castello in riva al lago · 1423-24 · Pinacoteca nazionale · Siena

Sassetta  ·  Paesaggio con castello in riva al lago  ·  1423-24  ·  Pinacoteca nazionale  ·  Siena

Nessuno è responsabile della propria inadeguatezza: Oblomov è immobilizzato in un divano. Da quell’osservatorio egli scruta il mondo a cui non può appartenere poiché nulla, di quel mondo, è incantevole quanto il ricordo dell’infanzia perduta. Solamente l’amore, con immagini nuove, potrebbe liberarlo dalla memoria che lo tiene recluso. Dapprima egli indugia, poi si solleva, infine non risponde a quel richiamo. Anche per gli esseri umani, come per molti animali in pericolo, l’immobilità è una forma mimetica di difesa. © Graziano Spinosi.
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Si è perduta? Sì. Poiché non sappiamo quando moriremo si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile. Però tutto accade solo    un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così  profondamente parte di voi che senza neanche riuscireste a concepire la vostra vita. Forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno. Quante altre volte guarderete levarsi la luna. Forse venti, eppure tutto sembra senza limite. Paul Bowles · Il tè nel deserto

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