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Édouard Lock · La La La Human Steps · Amelia · 2002
La presenza di un corpo non muoverà mai desiderio
quanto la sua assenza. E assenza qui non significa che quel corpo non c'è, ma
che non si ha mai la sensazione di possederlo anche quando lo si avvinghia. È
del vuoto che ci si innamora, non del pieno, e perciò amore è trascendenza, e
non simbiotico rapporto duale. Per questo il linguaggio dei mistici, che hanno
sempre a che fare con il Grande Assente, sembra rubato al linguaggio degli
amanti. Se il corpo nella sua pienezza e nella sua specificità sessuale non
erotizza perché non lascia spazio alla creazione dell'altro, amore si dà solo là
dove c'è costruzione, proiezione, invenzione. Nessuno ama l'altro, ma ognuno ama
ciò che ha creato con la materia dell'altro. Siamo irriducibilmente racchiusi
nella nostra solitudine, e se trascendenza si dà, questa percorre lo spazio che
c'è tra la natura e la sua trasfigurazione. Ciò che si ama è dunque la nostra
creazione, non la natura, ma l'artificio.
Umberto Galimberti
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Parole nomadi
13 marzo 2008 |
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