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II
a.c.
autoritratto |
Ana
Günter Brus, Ana, 1964
Perché non mi da una mano? Non vede La vittima si fa carnefice, il torturato torturatore. E’ di scena la pitagorica legge del taglione: l’offensore subisce lo stesso danno che ha inflitto all’offeso. Si scatenano le pulsioni distruttive. Si celebrano veri e propri riti di contaminazione, il cui senso assume o una nostalgia di contaminazione infinita o la forza di una violenza che va sempre interpretata come un mezzo per rompere e decomporre la normalità delle figure in cui l’uomo è ipocritamente obbligato a riconoscersi. Sono evidenti le analogie tra cerimoniali ossessivi e pratiche di culto. Le nevrosi ossessive, come è stato già dimostrato dalla psicoanalisi, costituiscono l’equivalente patologico del rituale religioso. Lea Vergine, Il corpo come linguaggio
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akatalēpsia
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arte.go
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