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autoritratto |
Gerard Richter, Isa Genzken Sarebbe stato bello, avrei dovuto, potrei. Comincia spesso con il condizionale il resoconto sull'esistenza. L’inventario delle possibilità perdute, dei risultati non conseguiti, talvolta è lungo e doloroso. All'opposto la smania dei replicanti di Blade Runner, così avidi di aria e memoria da implorare il loro demiurgo di poter vivere ancora altro tempo.
Mi disse: <<Ho
più ricordi io da solo, di quanti non ne avranno tutti gli uomini insieme, da
che mondo è mondo>>.
Anche disse: <<
I miei sogni, sono come la vostra veglia>>.
E anche: <<
La mia memoria, signore, è come un deposito di rifiuti>>.
Un cerchio su una lavagna, un triangolo rettangolo, un rombo, sono forme che noi
possiamo intuire pienamente; allo stesso modo Ireneo vedeva i crini rabbuffati
d'un puledro, una mandria innumerevole in una sierra, i tanti volti d'un morto
durante una lunga veglia funebre. Non so quante stelle vedeva nel cielo.
[...] Pensai
che ciascuna delle mie parole (ciascuno dei miei movimenti) durerebbe nella sua
implacabile memoria; mi gelò il timore di moltiplicare inutili gesti.
Jorge Luis Borges,
Funes, o della memoria, da
Finzioni 7 dicembre 2007
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akatalēpsia
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arte.go
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