currenti calamo

 

 



 






COPYSCAPE








 


Ąnemos

Henry Horenstein · Grevy's Zebra · da Animalia  · 2006

Henry Horenstein · Grevy's Zebra · da Animalia  · 2006

Colpisce e sconcerta, oramai, che la
parola animale derivi da
anima.

© Graziano Spinosi


Leggere l'animale, sentirlo parlare, richiede una percezione estetica ed ecologica per la quale la psicologia non si č ancora fatta l'occhio e l'orecchio, per la quale non ha ancora trovato parole che non siano semplici moralismi allegorici ma vadano al di lą delle metafore dell'essere maialesco, topesco, degli scherzi da scimmia...

Una lunga tradizione greca, che va da Pitagora fino a Plutarco e Porfirio, riconosce l'affinitą fra l'uomo e la bestia, e, per quanto ci č dato sapere, uno dei tre precetti morali di Eleusi suggeriva appunto di "non essere crudeli con gli animali". Tuttavia questa forma di rispetto per gli animali, propria delle civiltą ebraica e greca, non sembra aver esercitato un'influenza determinante sugli atteggiamenti occidentali successivi. [...] Malgrado l'idea di Plinio, per la quale gli animali sarebbero pił cari a Dio dell'uomo stesso, o la concezione di Lucrezio, che considera gli animali pił felici e pił nobili dell'uomo, e nonostante la popolaritą della Terza Georgica di Virgilio, la legge romana conferisce ai padroni di animali lo 'ius utenti' e lo 'ius abutendi' - una posizione fondata sull'idea stoica secondo la quale gli animali sarebbero privi di ragione.

James Hillman · Animali del sogno

 

 

13 ottobre 2008