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Gina Pane
 

Gina Pane, Azione sentimentale, 1974

Ora che siamo liberi possiamo
 tornare a sognare le catene.

Mostrare fino in fondo le proprie debolezze fisiche e psichiche è l’unica strada che può permettere a molti di intervenire sulla loro vita. Gina Pane, ad esempio, presenta sempre situazioni legate ad antecedenti –i ricordi- che vengono tradotti nella pièce. Attraverso questa, l’autrice si libera da cariche di affetto bloccato in maniera tanto intensa da rasentare il patogeno. Il grado di eccitazione arriva fino al limite del trauma. Si hanno scariche emozionali mediante le quali ci si chiede se l’autrice si libera del peso dell’evento traumatico o lo sistematizza per tesaurizzarle. Il tema è, spesso, quello di riempire un vuoto insostenibile, un vuoto-lutto, la perdita dell’oggetto amato. Lea Vergine, Il corpo come linguaggio
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





 

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