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Un gat
A m şvégg in t’algl’ot s’un gat te lët, Un gatto Mi sono svegliato intorno alle otto, c’era un gatto nel mio letto, | era completamente bianco, con le orecchie di cera. | Non si trattava di un sogno, era disteso davanti a me! | Aveva freddo, batteva i denti. | Lo guardo di sbieco per non dargli confidenza | muove una zampa in cerca di conforto | Gli apro la porta senza pietà, | lui si alza ma cade dal letto, tutto storto. | Mi guarda dal basso tremando | poi mi dice: non vedi che sto per morire? | Porca puttana! Che tu parli non lo crederà nessuno; | lo sollevo, lo sistemo sul cuscino per farlo dormire. | Lo guardo in silenzio mentre dorme in un altro mondo | ma non trovo ragione: da dove è entrato quel chiacchierone? | Chiudo sempre le porte col catenaccio, fino in fondo | la mia casa è sicura, dov’è la disfunzione? (maggio 2004)
15 maggio 2008
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