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Cattleya

 

 

Jan Van Eyck, Uomo con turbante rosso, 1433, National Gallery, Londra

Come gli odori, più pungenti nel ricordo, le opere d’arte e la musica possono stimolare la vivida percezione di luoghi e figure del passato: osservando l’immagine dipinta di un volto può comporsi così nella mente l' eterea figura di un altro volto che il tempo ha sbiadito, la piega di una palpebra, la forma di una voce. Anche il palato e la pelle sanno ricordare; i nostri sensi sono un indispensabile strumento di orientamento (non solo topografico), come i sogni notturni, capaci della stessa potenza evocativa. Per la loro proprietà di lasciarsi impressionare, e di impressionarci, andrebbero affinati all’attenzione giorno dopo giorno.

Quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l’immenso edificio del ricordo. Marcel Proust, La Strada di Swann


ottobre  2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

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