La tecnologia dei
materiali conobbe un importante sviluppo nel dopoguerra, creando l'illusione di
un tempo dilatato e di
una morte lontanissima; la
Pop art ne
fu il contraccolpo.
Eva Hesse impiegava
i
materiali del suo tempo senza questa illusione, in un clima di lavoro appartato e silenzioso,
disciplinato dalla consapevolezza che le cose hanno valore anche in ragione
della loro fine.