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II
a.c.
autoritratto
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Mediterraneo (10)
Tinos, Colombaia, 7 agosto 2007 L'arte, anche quando astrae, è una geografia. La musica si rivolge a un senso meno vago della vista, conduce oltre la compassione, occupa il silenzio dei sogni.
Il mio altro tempo. Il mio altro sogno. Il mio
altro corpo. Tutto in me è altro. Non è mai stato. Non sarà mai nulla. Non è
nulla. Tutto è finito, ma -nonostante sia svanito- permane, non scompare, oppure
è solo rinviato, aggiornato, ma -anche se non arriverà mai- esiste, mi
assomiglia, impegna il mio regno, ora, come se nonostante tutto, e al contempo,
sia passato e trascorso. Tranne l'attimo della passione. Questo non contiene
tempo, non ha tempo, non ha termine, né andata né ritorno.
Edwar al-Kharrat, da
L'altro Mediterraneo 28 agosto 2007
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akatalēpsia
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arte.go
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