È parte del viaggio l'addio, una sosta, non la sua fine.
Viaggiare non è raggiungere una meta,
ma esporsi all'insolito.
Ma che ne è dell'intervallo tra l'inizio e la fine? Che ne è del viaggio per chi
vuol arrivare? Per chi vuol arrivare, per chi mira alle cose ultime, ma anche
per chi mira alle mete prossime, del viaggio ne è nulla. Le terre che egli
attraversa non esistono. Conta solo la meta. Egli viaggia per
arrivare, non per
viaggiare. Così il viaggio muore durante il viaggio, muore in ogni tappa
che lo avvicina alla meta. E con il viaggio muore l'Io stesso fissato sulla meta
e cieco all'esperienza che la via dispiega al viandante che sa abitare il
paesaggio e, insieme, al paesaggio sa dire addio.
Umberto Galimberti,
Parole nomadi