|
II
a.c.
autoritratto
|
Tiger
Jackson Pollock, Number 3: Tiger, 1949 Un quadro è un luogo, si possono fare due passi, prendere una boccata d'aria, attraversare le volute di un fortunale. Un quadro è un paesaggio animato dal clima, dalle stagioni, anche dal caso; deve il suo principale significato al fatto di esserci così come c'è il mare, il cielo, come ci sono gli alberi. Cosa significa un cipresso? Non si può rispondere a questa domanda, si può gustare il suo profumo quando piove.
La mia pittura non nasce sul cavalletto. Non tendo
praticamente mai la tela prima di dipingerla. Preferisco fissarla non tesa sul
muro o per terra. Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul
pavimento mi sento più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del quadro,
perché, in questo modo, posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, ed
essere letteralmente nel quadro.
È un metodo simile a quello degli indiani del
West che lavorano sulla sabbia. Mi allontano sempre più dagli strumenti
tradizionali del pittore come il cavalletto, la tavolozza, i pennelli, ecc.
Preferisco l stecca, la spatola, il coltello e la pittura fluida che faccio
sgocciolare, o un impasto grasso di sabbia, di vetro polverizzato e di altri
materiali extrapittorici. Quando sono nel mio quadro, non sono cosciente di
quello che faccio. Solo dopo una specie di presa di coscienza vedo ciò che ho
fatto. Non ho paura di fare dei cambiamenti, di distruggere l'immagine, ecc.,
perché un quadro ha una vita propria. Tento di lasciarla emergere.
J. Pollock, 1947 (da
Frank O'Hara, Jackson Pollock). 6 febbraio 2007
|
akatalēpsia
.
arte.go
. |
/