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II
a.c.
autoritratto
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Un ricordo
Quartetto Italiano, Elisa Pegreffi, Paolo Borciani, Piero Farulli, Franco Rossi, anni '70 Primi anni anni ottanta, dicembre. A Faenza, in una chiesa sconsacrata, si tenne l'ultimo concerto del Quartetto Italiano. La serata si concluse con l'esecuzione dell'incantevole quartetto per archi La morte e la fanciulla, di Schubert. Un'interpretazione straordinaria, come sempre, ma quella era l'ultima e loro lo sapevano, pur senza averlo comunicato pubblicamente. Anch'io e altri amici lo sapevamo; ho avuto l'onore di conoscere e di frequentare Paolo, pochi anni prima che morisse, e con lui Elisa, sua moglie, secondo violino del quartetto. Tagliava la pelle, con la musica, la dignità dei suoi interpreti: nel momento più doloroso di una strabiliante carriera e nonostante il secondo movimento, infatti, non concessero nulla all'emotività personale, alla stretta dei ricordi, al sentimento della fine. Una serata e una una lezione di disciplina che non dimenticherò mai. Uscimmo dalla chiesa in silenzio, nevicava.
Franz Schubert
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akatalēpsia
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arte.go
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