|
II
a.c.
autoritratto
|
Wolfgang Laib
Wolfgang Laib, Blutenstaub von Haselnuss, 1986, polline di nocciola Case di riso, piramidi di polline, barche di cera... Le opere di Laib sono tappe di un viaggio che non ha principio né destinazione: la meta è il viaggio, attraverso materiali e sostanze naturali che prendono la forma di sentieri, scale, abitazioni. Figure archetipiche rappresentate compostamente con l’aiuto del tempo, senza fragore o rimpianto. Nuove misure, un filo d'erba, nuove proporzioni. Le cose risistemate secondo l’ordine delle cose. Bisognerebbe fermarsi su questa oscillazione: istante singolare in cui la spiritualità ripudia la morale, la felicità nasce dall'assenza di speranza, lo spirito trova nel corpo la propria ragione. Se è vero che ogni verità porta la propria amarezza in sé, è anche vero che ogni negazione contiene una fioritura di sì. E il canto d'amore senza speranza che nasce dalla contemplazione può anche rappresentare la più efficace regola d'azione. Albert Camus, Il rovescio e il diritto
giugno 2006
|
akatalēpsia
.
arte.go
. |
/