Posts Tagged ‘anselm kiefer’

Kairòs · 3

Friday, May 14th, 2010

Anselm Kiefer · Die grosse Fracht

Anselm Kiefer · Die grosse Fracht (Il grande carico) · 2007 
Biblioteca San Giorgio · Pistoia

Si possono percorrere miglia e miglia senza spostare di un solo grado il proprio asse ontologico oppure viaggiare lontanissimo, rimanendo immobili. Il viaggio non è un moto, piuttosto un attraversamento: si viaggia sempre dentro, e per questa ragione bisognerebbe imparare a viaggiare per sottrazione. Verso il Silenzio, verso l’intangibile. Graziano Spinosi

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Sé stessi, questa è la grande questione del viaggio. Sé stessi, e nient’altro. O così poco. Una quantità di pretesti, di occasioni e di giustificazioni, certo, ma, di fatto, ci si mette in cammino spinti soltanto dal desiderio di partire incontro a sé stessi nel disegno, molto ipotetico, di ritrovarsi, se non di trovarsi. Lo stesso giro del mondo non sempre è sufficiente a raggiungere questo faccia a faccia. A volte, nemmeno un’intera esistenza.

Ciò che l’anima imbarca alla partenza si ritrova, decuplicato, all’arrivo: dolori e ferite, noia e sofferenze, patimenti e malesseri, afflizioni e malinconie si amplificano durante il viaggio. Non troviamo guarigione facendo il giro del mondo, al contrario, esacerbiamo i nostri malesseri, scaviamo i nostri abissi. Lungi dall’essere una terapia, il viaggio definisce un’ontologia, un’arte dell’essere, una poetica di sé.

Fuori dalla nostra casa, nell’esercizio periglioso del nomadismo, il primo viaggiatore incontrato siamo noi stessi. Continuamente, in ogni angolo di strada, in ogni recesso, ai crocevia e nelle piazze, nella città o nei deserti, all’ombra o alla luce, su tutte le piste e in tutti gli accidenti del paesaggio, ovunque e sempre il nostro personaggio va questuando l’ordine intimo. Sullo scenario terrestre, vagano anime in pena alla ricerca di un corpo da abitare per sempre, nella pace e nella serenità ritrovate. Intorno al globo si giocano queste operazioni di reificazione permanente. La peregrinazione condivide i propri segreti con la demiurgia. Perché l’estraneità del mondo condanna a essere appagati dalla familiarità più immediata, quella che ognuno intrattiene con i propri recessi.

Michel Onfray · Filosofia del viaggio

Pino Cacucci · Viaggio vuol dire tante cose

Stanislao Nievo · Il viaggio e il tempo del sogno


Polveri

Saturday, April 17th, 2010

Anselm Kiefer · Lilith

Anselm Kiefer · Lilith · 1996

Un vulcano erutta e il vento sparge le sue ceneri per migliaia di chilometri: voli bloccati. A terra. In qualche altra parte della stessa terra, la polvere del deserto tinge la pelle dei nomadi.

Graziano Spinosi

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La smania di confluire verso il pieno e di fuggire il vuoto, di abolire l’intervallo tra sé e gli altri, trova le sue esemplificazioni più drammatiche nelle favelas delle nostre metropoli, nella scomparsa del mondo agricolo e della civiltà contadina. L’eccesso di immagini, di rumori e di suoni, del resto, si riverbera nell’incalzare del tempo. La smania, spesso inutile o superflua, di usare mezzi di trasporto velocissimi, rientra in questa abolizione di ogni intervallo – in questo caso temporale anziché spaziale – e oltretutto viene frustrata dagli infiniti ostacoli tecnici che si frappongono, e che molto spesso annullano quel target agognato, quasiché la frenesia dinamica fosse vendicata da una lentezza paradossale. […] L’unica speranza è quando ci si presenta – inattesa e benvenuta – la tanto osteggiata pausa. Gillo Dorfles · Horror pleni

Stelle come polvere (via akatalēpsía) · da Keplero

Antonio Tabucchi · Si sta facendo sempre più tardi


Omissis

Friday, January 18th, 2008

Anselm Kiefer· Velimir Chlebnikov and the Sea

Anselm Kiefer· Velimir Chlebnikov and the Sea · 2004

L’astrazione è un ritorno.

Infinitesimare, un verbo coniugato all’infinito.

Nel gioco le regole del gioco. La Natura è un alfabeto.

Perché il silenzio? Anche per amore.

Graziano Spinosi

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…il testo si manifesta come rinuncia, si depaupera: diventa la pensosa parodia di un viaggio verso il silenzio. Si è parlato molto di silenzio, di un silenzio del tempo in un tempo di silenzio, vuoto e aperto, ai limiti del delirio mistico: di come essere nel silenzio, come sentire e abitare il silenzio, come essere abitati dal silenzio. Luciano Berio · Un ricordo al futuro


Tempo morto

Thursday, April 6th, 2006

Anselm Kiefer · 20 Jahre Einsamkeit

Anselm Kiefer · 20 Jahre Einsamkeit · 1998

Nel cosiddetto tempo morto lievita il pane, maturano i formaggi, invecchiano il vino e l’aceto. Molti alimenti devono essere cotti a fuoco lento perché possano emanare il loro aroma senza deteriorarsi. Il tempo morto dell’inverno è indispensabile ai semi delle piante per germinare in primavera. Graziano Spinosi

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E gli alberi e la notte
Non si muovono più
Se non da nidi.

Giuseppe Ungaretti