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Life

Saturday, February 20th, 2010

Artavazd Pelechian · Life · 1993

Ciò che siamo si deve a ciò che siamo stati. Altrettanto a ciò che saremo. Essere, in ragione del passato e di un futuro imponderabile.  Graziano Spinosi

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L’ossessione della nascita in fondo non è che l’ossessione del passato, l’onnipresenza del passato. Ma con questa ossessione non si può essere, si può al massimo esistere. È da una suprema esacerbazione del ricordo che nasce l’ossessione della nascita. E anche da una brama: quella del vicolo cieco, del primo vicolo cieco. Né apertura né gioia che venga dal passato: solo dal presente, e da un futuro emancipato dal tempo. [...] Non è la mia nascita ad importarmi, ma la nascita. La mia ossessione è cosmogonica. Sono perseguitato dall’origine. [...] << C’è stato un tempo in cui il tempo non era >> si legge in un antico testo. Il rifiuto della nascita coincide con la nostalgia del tempo anteriore al tempo. Il rifiuto della nascita non è altro che questo. E. M. Cioran · Quaderni


Transumanza

Friday, February 9th, 2007

Artavazd Pelechian · The Seasons of the Year · 1971

La transumanza, i lupi, le fate: un’antica rotta di uomini e animali, anche un rito itinerante e arcaico verso fertili pascoli. Interminabili giorni di cammino lungo impervi sentieri; lungo secoli e generazioni, dalle valli ai monti e dai monti al mare. Uomini e animali convivevano per reciproca necessità compiendo un viaggio per la sussistenza. Le pecore portavano i lupi, gli uomini portavano le superstizioni. Colpisce la natura dura di questo lavoro, profondamente radicato in una tradizione millenaria. Come pescatori che lasciano la casa e partono per mare, i pastori lasciavano i loro affetti e si recavano lontano, in  una specie di confino antropologico e sessuale. In qualche parte più povera del mondo questa tradizione è ancora viva come un tempo. Altrove, camion carichi di povere bestie percorrono vie levigate; non si vedono più i lupi, non ci sono fate, lungo le rotte dei pastori. © Graziano Spinosi