Posts Tagged ‘bruno munari’

Forme

Saturday, January 23rd, 2010

Karin Sander · Uovo di gallina

Karin Sander · Uovo di gallina · 1994

I venti incurvano gli alberi. Il mare, adagio, costruisce la forma di tutto ciò che contiene. La bava dei vulcani brucia i muri delle case, nella terra le forme si confondono, e di nuovo la terra prende forma. Gli elementi della natura si formano in ragione della loro funzione. Anche un’opera dovrebbe essere così: consistere di natura. Graziano Spinosi

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Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Piero Angela ha detto un giorno << è difficile essere facili >>. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più della scultura che vuol fare. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare per togliere, senza rovinare la scultura? [...] Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. [...]  Eppure la gente quando si trova di fronte a certe espressioni di semplicità o di essenzialità dice inevitabilmente: << questo lo so fare anch’io >>, intendendo di non dare valore alle cose semplici perché a quel punto diventano quasi ovvie. In realtà quando la gente dice quella frase intende dire che lo può Rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima. La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice: quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte. Bruno Munari · Verbale scritto


La mela

Thursday, March 22nd, 2007

N. de S.Phalle · J. Tinguely · Fontana Stravinsky

N. de S.Phalle · J. Tinguely · Fontana Stravinsky (part) · Parigi ·1982

I cuccioli di ogni specie trascorrono gran parte del loro tempo di veglia giocando. Spazio, punti cardinali. Attraverso il gioco sviluppano la conoscenza del mondo e la facoltà di orientamento. Molti artisti hanno prolungato nel tempo questa pratica, creando opere che devono la loro origine agli stessi bisogni cognitivi. L’esistenza impone pericolose sacche di vuoto; ciascuno tenta di attraversarlo come può, anche con mezzi di fortuna. L’arte, talvolta, può essere uno di questi, un mezzo per attraversare il vuoto. Ci sono giorni, infatti, in cui sbucciare una mela sembra un’impresa impossibile. Graziano Spinosi

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Il più grande ostacolo alla comprensione di
un’opera d’arte è quello di voler capire.

Bruno Munari · Codice ovvio