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commedia dell’arte

Dottor Balanzone

16 febbraio 2004

MASCHERA·VENEZIANA

Balanzone dottore, laureato in parole. Questo personaggio è una creazione della goliardia bolognese, la caricatura di qualche insegnante borioso. Non solo è medico, ma all’occorrenza giudice, avvocato e filosofo. Parla soprattutto quando non ha nulla da dire. Malgrado la pancia dilatata dall’aria, è un’altra maschera torturata dalla fame. © Graziano Spinosi

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Pulcinella

15 febbraio 2004

David Dalla Venezia · Pulcinella · 2014

David Dalla Venezia  ·  Pulcinella  ·  2014

Unico proprietario di un segreto a tutti noto, Pulcinella è la maschera della Commedia dell’Arte più famosa al mondo, la più replicata. Mercante, contadino, fornaio, soprattutto mariolo. La sua adesione alla vita è così piena da prendere la morte a randellate quando gli appare. Corna in mano, dunque, la fame non può aspettare. © Graziano Spinosi

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Arlecchino

14 febbraio 2004

PINO·PASCALI·ARLECCHINI·1964

Pino Pascali  ·  Arlecchini  ·  1964

Alichino è il nome di un diavolo del XXI canto dell’Inferno di Dante. Alla cinta porta il baòcio, un randello con cui mescola la polenta e quando serve usa come arma di difesa. Digiuni prolungati, intrighi. È superbo con le maschere di rango inferiore e ossequioso coi padroni: questa attitudine ha di certo ispirato altri guitti che possiamo osservare, con minore divertimento, ogni giorno in televisione. © Graziano Spinosi

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Colombina

13 febbraio 2004

Gian Domenico Tiepolo · Maschere veneziane · 1757

Gian Domenico Tiepolo  ·  Maschere veneziane  ·  1757

La maschera di Colombina è tra le più antiche. Dopo secoli di opacità, Goldoni la libera da un ruolo minore e la proclama
regina della scena. Ammicca, arrossisce, bisbiglia, borbotta, sospira, squittisce.
Una damina di cioccolato bianco.

© Graziano Spinosi

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Maschere

12 febbraio 2004

Anonimo  ·  Compagnia dei Gelosi  ·  1580 ca

Anonimo  ·  Compagnia dei Gelosi  ·  1580 ca

Si affaccia, dice, vengono.. nei canovacci della Commedia dell’arte i verbi si coniugano al presente: un tempo minuto, popolato da personaggi che hanno sempre fame. Va in scena la vita quotidiana con le sue fantasticherie, una sarabanda di smorfie e caricature, nascono le maschere. A partire dalla metà del Cinquecento, danno vita a figure care alla memoria di molti e ciascuna incarna un aspetto del carattere umano. La loro delicata presenza è svanita, nuovi appetiti e altre maschere occupano la scena. © Graziano Spinosi

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