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Eclissi

Friday, January 15th, 2010

Domenico Gnoli · Souris blanche sur la nappe

Domenico Gnoli · Souris blanche sur la nappe ·1967

L’eclissi è un fulmineo riassunto: vita e morte pulsano in sintonia, ci ricordano d’essere un tutto unico. Poi il cielo torna largo, i topi al loro lavoro. Graziano Spinosi

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Un’eclissi totale è di gran lunga il più impressionante fenomeno naturale cui sia dato di assistere ai terrestri. La regia non lesina gli effetti brutali. La temperatura scende. Si alza un misterioso vento freddo. L’ombra arriva correndo come un uragano sul mare. La luce collassa e nel giro di pochi secondi cala una notte metallica. La velocità con cui subentra la notte coglie la mente alla sprovvista. All’orizzonte, irraggiungibili, le vestigia del giorno: un crepuscolo aranciato a trecentosessanta gradi, come se lo scenografo avesse sbagliato a proiettare il tramonto. In mezzo a tutto questo danza un sole nero non più fornace ma pietra sfortunata; brilla una chioma argentata di vecchia divinità celeste; rilucono stelle che si sono fatte sorprendere fuori posto dalla notte fuori tempo. Il cervello reagisce spasmodicamente ma non reperisce nei cataloghi della memoria nessuna risorsa, non sa proporre nessuna via d’uscita. Dopo varie ricerche suggerisce sconsolato: paesaggio onirico? Il malessere è inevitabile: si vorrebbe che la cosa finisse presto. Passare qualche minuto nell’ombra della luna rimette a zero parecchi contatori. Ci riporta a un’epoca della nostra evoluzione in cui ci siamo resi conto di essere parte di un mondo molto più maestoso di quello delle cose che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni. Ci permette di immaginare l’ampiezza dello stupore quando la nostra specie ha iniziato ad avventurarsi con la mente nello spazio al di fuori della terra. Roberto Casati · La scoperta dell’ombra


Mediterraneo · 10

Tuesday, August 28th, 2007

Graziano Spinosi · Tinos, colombaia

Tinos · Colombaia · 7 agosto 2007

L’arte, anche quando astrae, è una geografia. La musica si rivolge a un senso meno vago della vista, conduce oltre la compassione, occupa il silenzio dei sogni. Graziano Spinosi

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Il mio altro tempo. Il mio altro sogno. Il mio altro corpo. Tutto in me è altro. Non è mai stato. Non sarà mai nulla. Non è nulla. Tutto è finito, ma -nonostante sia svanito- permane, non scompare, oppure è solo rinviato, aggiornato, ma -anche se non arriverà mai- esiste, mi assomiglia, impegna il mio regno, ora, come se nonostante tutto, e al contempo, sia passato e trascorso. Tranne l’attimo della passione. Questo non contiene tempo, non ha tempo, non ha termine, né andata né ritorno. Edwar al-Kharrat da L’altro Mediterraneo

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