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Nomadi

Tuesday, March 2nd, 2010

Brice Marden · Grove Group III

Brice Marden · Grove Group III · 1973

Il corpo è un testo, la memoria il sottotesto.
L’identità è un ritorno inattuabile.

Graziano Spinosi

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Alcuni continuano a proclamare la necessità di tornare alla natura; ma mi risulta che non dicono mai che si dovrebbe procedere verso la natura. Se i nostri modelli sono le apparizioni che abbiamo in sogno, o il ricordo del nostro passato preistorico, questi sono forse a minor titolo parte della natura o della realtà di quanto non lo sia la rappresentazione di una mucca in un campo? A mio parere certa cosiddetta astrazione non è affatto tale; al contrario, essa è il realismo del nostro tempo. · 1948 · Adolph Gottlieb · La scuola di New York

Nell’opacità silenziosa della nuda vita, nella malinconia senza nome di un pomeriggio in una città straniera, nel sentimento soffocante della morte, o nell’ebbrezza della percezione di una verità imminente ma inafferrabile, nella disperazione di sentirsi cosa tra cose, cercare una storia significa lavorare pazientemente i confini per trasformarli in transiti e in passaggi: in soglie. O, se questo non è possibile, almeno cercare di cogliere e di comunicare che il confine stesso, che ora appare insuperabile, non è l’ultimo confine. Al di là di esso c’è probabilmente un altro confine, un altro orizzonte. Franco Rella · Dall’esilio

Io penso che la vita…  ·  da  Altri appunti


Contagio d’amore

Monday, December 8th, 2008

  Giovanni Bellini · Pietà 
Giovanni Bellini · Pietà (part)·1460 · Pinacoteca di Brera · Milano

La calda mano di Maria, quella tesa di Giovanni, nel delicato contatto con un corpo senza vita. Il sangue colora le loro mani mentre quelle del Cristo morto hanno la temperatura della pietra tombale, lo stesso livido colore. Graziano Spinosi

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Il Cristo morto è sorretto da Maria e da san Giovanni Evangelista. Una mano del santo è appoggiata sull’anca di Cristo, ma il suo corpo è discosto, e i suoi occhi guardano a destra. È Maria che sorregge, sostiene, avvolge il Cristo morto. Una mano del Cristo è contratta e semichiusa e appoggia su un sarcofago. Ma l’altro braccio è nell’ansa del braccio di Maria, appoggia sul suo seno e il gomito entra sotto l’ascella della madre. Il volto di Cristo e della Madonna sono vicinissimi, quasi nell’attimo che precede un bacio inevitabile quanto impossibile tra amanti. [...] Ma c’è altro ancora che turba in questo momento estremo, in questo rapporto tra madre e figlio da cui san Giovanni (Giovanni Bellini stesso?) sembra essersi escluso, vivendo per conto suo il suo dolore. Guardiamo attoniti e vediamo che il livore della morte del figlio sta lentamente trasmigrando sul volto di Maria. Sembra, in una sorta di strana e terribile trasfigurazione, che la morte dell’uno passi sul volto dell’altro. Sembra che la morte sia diventata un contagio d’amore: comunque un contagio da cui è impossibile difendersi. Franco Rella · Figure del male