Posts Tagged ‘infanzia’

Antonello

Wednesday, May 1st, 2013

ANTONELLO-DA-M ESSINA-RITRATTO-D-UOMO-1475-76-M

Antonello da Messina · Ritratto d’uomo (presunto autoritratto) · 1475 ca · National Gallery · London

È più facile ricordare una corsa a piedi nudi dell’infanzia
che le scarpe indossate ieri.

Graziano Spinosi

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Antonello, dunque: e il suo essere siciliano, come personaggio e come artista; come uomo insomma la cui vita, la cui visione della vita, il cui modo di esprimere nell’arte la vita, sono irreversibilmente condizionati dai luoghi, dagli ambienti e dalle persone tra cui si trova a nascere e a passare l’infanzia, l’adolescenza. Nella comunità alla quale apparteniamo, scrive Antonio Castelli, nel paese dove nasciamo, risiede la nostra nozione del colore; e la nostra misura d’uomo è regolata su un ordine bioetnico delle somiglianze. Sono l’assoluto fisiognomico e l’assoluto cromatico, calati nel crogiuolo della terra natia, a modulare il nostro consistere. I ritratti di Antonello somigliano; sono l’idea stessa, l’archè, della somiglianza. Leonardo Sciascia · Scritti d’arte


Savarin

Sunday, December 21st, 2008

 

Jasper Johns · Barattolo Savarin con pennelli 
Jasper Johns · Barattolo Savarin con pennelli (bronzo dipinto)
1960 ·
Museum of Art · Philadelphia

Colorare un disegno, fare un pupazzo di neve, mangiare un biscotto: i verbi più cari dell’infanzia, non solo per la loro aderenza al passato, sono transitivi. Nell’era del bimbo i giorni durano un giorno, le notti una notte. Fasi di un tempo naturale, scandito dal rapporto della terra col sole e altri astri. Nel corso degli anni, forse altrettanto naturalmente, la percezione del tempo perde elasticità come il corpo. L’adulto è preso dalle cose che deve fare, con disagio da quelle che desidera; i suoi verbi sono diventati intransitivi. Graziano Spinosi

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Dove vanno a finire i calzini
quando perdono i loro vicini
dove vanno a finire beati
i perduti con quelli spaiati
quelli a righe mischiati con quelli a pois
dove vanno nessuno lo sa
Dove va chi rimane smarrito

in un’alba d’albergo scordato
chi è restato impigliato in un letto
chi ha trovato richiuso il cassetto
chi si butta alla cieca nel mucchio
della biancheria
dove va chi ha smarrito la via
Nel paradiso dei calzini

si ritrovano tutti vicini
nel paradiso dei calzini..
Chi non ha mai trovato il compagno
fabbricato soltanto nel sogno
chi si è lasciato cadere sul fondo
chi non ha mai trovato il ritorno
chi ha inseguito testardo un rattoppo

chi si è fatto trovare sul fatto
chi ha abusato di napisan o di cloritina
chi si è sfatto con la candeggina
Nel paradiso dei calzini..
nel paradiso dei calzini
non c’è pena se non sei con me

Dov’è andato a finire il tuo amore
quando si è perso lontano dal mio
dov’è andato a finire nessuno lo sa
ma di certo si troverà’ là’..
Nel paradiso dei calzini
si ritrovano uniti e vicini

nel paradiso dei calzini
non c’è pena se non sei con me
non c’è pena se non sei con me

Vinicio Capossela · Il paradiso dei calzini


Maggio

Friday, May 2nd, 2008

MARK-ROTCHKO-UNTITLED-1964  

Mark Rothko · Untitled · 1964

Animali che si fidano, fiori.
Il minuzioso volo degli insetti, l’impazienza degli orti.
Maggio, l’
infanzia davanti.

Graziano Spinosi

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 Da un momento all’altro dovrò pur dire a qualcuno che non sto cercando
soltanto la mia infanzia, ma addirittura l’infanzia del mondo.

Tonino Guerra


L’ora del lupo

Sunday, March 23rd, 2008

L'ORA DEL LUPO

Ingmar Bergman · L’ora del lupo (fotogramma) · 1967

Marzo era il mese dei fuochi. Prime sere all’aperto. In una di queste, secondo la fase della luna, il pozzo era scoperchiato e parlava. Dopo la rimozione del pesante coperchio indietreggiavamo, ansiosi di udire la sua voce. Ci batteva il cuore. Poi qualcuno, tra i più grandi, s’avvicinava adagio e si sporgeva, in punta di piedi, ruotando il capo perché l’orecchio potesse cogliere ogni suono. La sua fuga improvvisa era il segnale che il pozzo aveva parlato. Tutti allora fuggivamo per lo spavento, ma subito dopo tornavamo a scrutarne il fondo buio, la forma della sua voce. Graziano Spinosi

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La memoria è immersa nel tempo, nasce dal passato e vive del passato, e dalla memoria vissuta (dalla memoria interiore) rinascono continuamente i ricordi che si modificano di stato d’animo in stato d’animo, di situazione in situazione, e che si intrecciano senza fine con i modi con cui riviviamo, o ci è possibile rivivere, l’avvenire: il futuro. [...] Dai vasti quartieri della memoria vissuta sgorgano sciami di immagini e di ricordi che si riflettono febbrilmente nel presente, solo se non è disturbata la continuità intenzionale del tempo: solo se, e quando, passato, presente e futuro si integrano e si correlano unitariamente, consentendo ad ogni esistenza umana di storicizzarsi. Eugenio Borgna · Come in uno specchio oscuramente


Adesso

Tuesday, November 20th, 2007

MARIO GIACOMELLI SCANNO   
Mario Giacomelli · Scanno · 1958

Uno tra i beni più grandi dell’infanzia è la capacità di partecipare a ogni istante.
È anche l’insegnamento più autorevole che abbia mai ricevuto.

Graziano Spinosi

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Mariangela Gualtieri
Sermone ai cuccioli della mia specie


Ripartire dal centro

Monday, March 6th, 2006

PICASSO IRVING PENN

Pablo Picasso · Foto Irving Penn

Bisogna partire dal centro, rispondeva Picasso a chi gli domandava di descrivere il suo modo di dipingere. I bambini, quando disegnano, non si pongono alcuna domanda e cominciano naturalmente, a caso, spesso proprio dal centro del foglio. Più tardi, la loro mano sarà guidata da un condizionamento scolastico, familiare e  mediatico, che impone regole e risultati prestabiliti. Dopo la perdita di questa spontaneità, lo spazio del disegno diviene più estraneo e fitto d’insidie. La festa è finita. Graziano Spinosi

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Per diventare bambini occorre una vita
Pablo Picasso