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	<title>currenti calamo &#187; luce irigaray</title>
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		<title>Asino matematico</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 18:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANIMALIA]]></category>
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Robert Bresson · Au hasard Balthazar&#160; · 1966
Per noi asini la carota non avrebbe mai avuto niente a che vedere con un bastone. Invece questa è una delle prime regole che ci avete assegnato. Se per voi esseri umani l&#8217;albero è il fuoco, il numero il denaro, il sangue la guerra, eccetera, per noi l&#8217;albero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LV67A6vJ9v0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="350" src="http://www.youtube.com/v/LV67A6vJ9v0"></embed></object></p>
<p align="center"><font size="1">Robert Bresson · </font><a href="http://giulianocinema.blogspot.com/2009/11/au-hasard-balthazar-i.html" target="_blank"><font size="1"><em>Au hasard Balthazar</em></font></a><font size="1">&#160; · 1966</font></p>
<p>Per noi asini la carota non avrebbe mai avuto niente a che vedere con un bastone. Invece questa è una delle prime regole che ci avete assegnato. Se per voi esseri umani l&#8217;albero è il fuoco, il numero il denaro, il sangue la guerra, eccetera, per noi l&#8217;albero è un&#8217;ombra, il numero uno<strong> </strong>spazio, il sangue un amore. Punto. Poiché appartenete a una specie assai evoluta,&#160; riuscite a sgambare in ogni direzione, sfruttando così la vostra tecnologia per assoggettare le altre <a href="http://www.liberazioni.org/ra/ra/officina008.html" target="_blank">specie</a> viventi. Non vi basterebbe l&#8217;acqua di tutti i mari! Benché noi facciamo parte di una specie meno evoluta della vostra, vediamo cose piccole che voi esseri umani non riuscite a vedere, capiamo cose semplici che voi non riuscite più a comprendere. Non sono che un povero asino,&#160; legato alla stessa pietra che fu dei miei antenati, e per questa ragione non darete alcun peso alle mie parole. Non importa, riconosco di averle potute scrivere grazie al vostro addestramento: mi avete anche insegnato a far di conto, ma non avete fatto nulla affinché potessi provare un bene per voi. I nostri figli ragliano, come sempre. I vostri ridono ancora?&#160; </p>
<p align="center">Ruglio   <br />asino matematico.</p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><a href="http://www.copyscape.com/">©</a></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>Una vittima, in fatto di lucidità, è sempre al di sopra dei suoi persecutori. Essere vittime significa</em> capire<em>.</em> <em></em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emil_Cioran">E. M. Cioran</a> ·<em> <a href="http://www.adelphi.it/catalogo/schedaLibro.asp?id=3448&amp;isbn=8845916154&amp;v=s&amp;metaTitolo=Quaderni%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20&amp;metaAutore=E.M.%20Cioran">Quaderni</a></em></font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="5">•</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>L’uomo è un animale parlante a condizione di creare parola per dirsi, dire il mondo, parlare all’altro. L’obbligo di parlare come tutti o secondo ciò che è stato appreso non risveglia, o spegne, la coscienza umana. Se il soggetto non ha, in sé, la sorgente del suo movimento, perde la qualità di soggetto.</em></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>Non è nella riduzione&#160; delle distanze che l’umano troverà la prossimità a sé, all’altro, e neppure al mondo. È piuttosto nella capacità di stare in sé, di esistere in autonomia, distinto da ciò che lo circonda.</em></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em>Per incontrare l’altro, devo anzitutto lasciar essere, anzi restaurare, il niente che ci separa. È una via negativa quella che conduce verso l’approccio del differente e la possibile relazione con lui, o con lei. Io non sono te e tu mi resterai per sempre altro, tale è il necessario presupposto all’entrata in presenza dell’uno e dell’altro, dell’uno con l’altro.</em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luce_Irigaray" target="_blank">Luce Irigaray</a> · <a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833918419" target="_blank"><em>La via dell’amore</em></a></font> </p>
<hr />
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		<title>People</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 13:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziano Spinosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900]]></category>
		<category><![CDATA[ESSERE]]></category>
		<category><![CDATA[luce irigaray]]></category>
		<category><![CDATA[pina bausch]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pina Bausch · Kontakthof · 1978
Ciascuno è l&#8217;altro, per gli altri, come nello specchio.
Graziano Spinosi
©
L&#8217;accoglienza all&#8217;altro e dell&#8217;altro è ciò che ci restituisce a noi. Soltanto questo gesto ridà ciascuno a sé nella sua totalità &#8211; con i suoi bordi, con un mondo e con un orizzonte propri. In questo dono che ciascuno fa all&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZMIQIZZDJyo" target="_blank"><img title="Pina Bausch · Kontakthof" style="border-top-width: 0px; display: block; border-left-width: 0px; float: none; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; margin-right: auto; border-right-width: 0px" height="546" alt="Pina Bausch · Kontakthof" src="http://www.currenticalamo.com/http://www.currenticalamo.com/wp-content/uploads/2010/04/PBAUSCHKONTAKTHOFP19781.jpg" width="380" border="0" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.pina-bausch.de/werke.html"><font size="1">Pina Bausch</font></a><a href="http://www.pina-bausch.de/werke.html"><font size="1"> </font></a><font size="1">· <em><a href="http://delteatro.it/recensioni/2003-11/kontakthof.php">Kontakthof </a></em>· 1978</font></p>
<p align="center">Ciascuno è l&#8217;altro, per gli altri, come nello specchio.</p>
<p align="center"><font color="#c0c0c0" size="1">Graziano Spinosi</font></p>
<p align="center"><font color="#808080" size="1"></font><font color="#808080" size="1"><a href="http://www.copyscape.com/" target="_blank">©</a></font></p>
<p><font size="2"><em>L&#8217;accoglienza all&#8217;altro e dell&#8217;altro è ciò che ci restituisce a noi. Soltanto questo gesto ridà ciascuno a sé nella sua totalità &#8211; con i suoi bordi, con un mondo e con un orizzonte propri. In questo dono che ciascuno fa all&#8217;altro per il solo fatto di riconoscerlo e accoglierlo come altro, siamo insieme due e uno. [...] In questa sigillatura intervengono i corpi, dei corpi innocenti in qualche modo e non pervertiti da una cultura che ha assegnato loro funzioni diverse da quella di essere mediazione nella vita relazionale. Quando una tale dimensione è trascurata, anzi ignorata, il nostro corpo diventa un semplice strumento di produzione al servizio di nostri bisogni o di nostri poteri, individuali e collettivi. Non assume più la dimensione propriamente umana che richiede il desiderio. Un desiderio che, in quanto tale, è fondatore dell&#8217;umanità e del suo divenire, non ciò che ne causa il decadimento o la decadenza, come troppo spesso si è detto e praticato in Occidente.</em> </font><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luce_Irigaray"><font size="2">Luce Irigaray</font></a>&#160;<font size="2">· <em><a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833919959">Condividere il mondo</a></em></font></p>
</p>
<hr />
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