Posts Tagged ‘mare’

Mediterraneo · 5

Saturday, July 28th, 2007

Graziano Spinosi · Lampedusa

Il mare profuma le strade dell’isola, oggi. Il Maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi. Graziano Spinosi

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Il Vento, questo agente metafisico.
Cioran · Quaderni

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Mediterraneo · 4

Saturday, July 21st, 2007

Graziano Spinosi · Linosa

C’è sempre del sacro nei paraggi di un vulcano.

Graziano Spinosi

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Ah! Quanto vorrei limitarmi unicamente alla sensazione, a un mondo anteriore al concetto, alle variazioni infinitesimali di un’impressione da rendere con mille parole stupende e sconnesse! Scrivere seguendo direttamente i sensi, diventare interprete del corpo e dell’anima scoordinata! Trascrivere solo ciò che vedo, ciò che mi tocca, fare quello che farebbe un rettile se si mettesse all’opera, anzi non un rettile, ma un insetto, giacché il rettile ha la cattiva reputazione di un intellettuale. Un libro che fosse poetico per pura fisiologia. Cioran · Quaderni


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Mediterraneo · 3

Friday, July 20th, 2007

Graziano Spinosi · LinosaLinosa · 19 luglio 2007

Un’apprendista scimmia di mare dovrebbe astenersi dalla contemplazione della bellezza, dall’astrazione cui porta il racconto della vita. Un’apprendista scimmia di mare dovrebbe astenersi dalla musica, dalla poesia, dall’arte. Dovrebbe vivere ogni giorno come un mondo, minando la coscienza acquisita nella vita già vissuta, fino a perdere ogni vecchio alfabeto.
In alcuni luoghi le cose artificiali convivono ancora pacificamente insieme a quelle naturali: un brutto vaso da fiori può partecipare ad una scena che anche la natura, forse, avrebbe voluto così. Graziano Spinosi

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Non c’è felicità se non nell’innocenza, in ciò di cui l’uomo è particolarmente incapace, in ciò che ha perduto per sempre. Cioran · Quaderni


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Mediterraneo · 2

Wednesday, July 18th, 2007

Graziano Spinosi · 35° 29' 58" latitudine N, 12° 36' 03" longitudine E    35° 29′ 58" latitudine N, 12° 36′ 03" longitudine E
Il cielo alle 19,45 del
18 luglio 2007

Si possono percorrere miglia e miglia senza spostare di un solo grado il proprio asse ontologico oppure viaggiare lontanissimo, restando immobili. Il viaggio non è un moto, piuttosto un attraversamento. Si viaggia sempre dentro, e per questa ragione bisognerebbe imparare a viaggiare per sottrazione, verso il silenzio, verso l’intangibile. Graziano Spinosi

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…i mercanti di sole inventano incessantemente altri Mediterranei. È un’invasione pacifica, dunque, quella cui dà vita questo turismo spesso irregimentato, pronto a pagare, e a caro prezzo, il diritto di dormire, di consumare e anche di guardare. Nessuno si stabilisce o progetta di stabilirsi in modo permanente. Quando riprende il lavoro negli uffici e nelle fabbriche del Nord, la stessa folla riguadagna in buon ordine i paesi d’origine. È davvero un’invasione pacifica, dunque, ma non innocente. Distrugge infatti siti e paesaggi, sfigurati dal lusso un po’ falso degli alberghi, degli immobili ‘fronte mare’ e delle seconde case: per l’archeologo di domani la sua traccia avrà tutte le caratteristiche di una conquista. E distrugge anche gli equilibri antichi e fragili delle società che la accolgono, in genere impreparate a subire lo shock dell’economia monetaria e spinte a sacrificare il futuro per il presente. Fernand Braudel · Il Mediterraneo

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Mediterraneo · 1

Tuesday, July 17th, 2007

Graziano Spinosi · Lampedusa

Lampedusa · Baia dei Conigli (istmo sommerso) · 16 luglio 2007

Le strade polverose, bianche, cominciano e finiscono in una riva. I cani hanno il manto crespo e spugnoso; il basilico, la menta, profumano l’aria e le mani. Tutto è conseguenza del mare; questa la dannazione di ogni isola. Graziano Spinosi

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Tra terra e mare, in molti luoghi, vi sono dei limiti: un inizio o una fine, l’immagine o l’idea che li uniscono o li separano. Numerosi sono i tratti in cui la terra e il mare si incontrano senza irregolarità né rotture, al punto che non si può determinare dove comincia l’uno o finisce l’altro. Queste relazioni, multiple e reversibili, danno forma alla costa. Ogni idioma concepisce e crea appellativi più o meno conformi alle proprie coste, ai legami che esse tessono e annodano. La parola greca kolpos, da cui deriva golfo, inizialmente significava seno o grembo, implicando una certa relazione intima: il mare che tocca e abbraccia la terra. Pedrag Matvejević · Il Mediterraneo e l’Europa


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Pellicano

Thursday, April 6th, 2006

 Cayo Largo - Pellicano  
Quando precipita in acqua non sbaglia mira però qualche volta impatta di pancia e si rovescia. Poi si risolleva e guadagna la riva, gaglioffo, dove finge di non saper volare. Graziano Spinosi

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Per dei figli ben riusciti i genitori non possono far molto. Ma se un padre irragionevole si spilla il sangue dal cuore per un figlio degenere, allora l’amore diventa stoltezza. Un amorevole pellicano, vedendo languire i suoi piccoli, si aprì il petto con il becco acuminato e li rifocillò col suo sangue. << Ammiro la tua tenerezza >>, lo apostrofò un’aquila, << e compiango la tua cecità. Ma guarda, dunque: insieme con i tuoi piccoli hai covato anche alcuni indegni cuculi! >>. Ed era così per davvero; perché anche a lui il cinico cuculo aveva rifilato le sue uova. Meritavano degli ingrati cuculi di acquistar la vita a così caro prezzo? Gotthold Ephraim Lessing · Favole in tre libri

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