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Verso la natura

Monday, April 12th, 2010

Henry Matisse · Le Café arabe

Henry Matisse · Le Café arabe (part) · 1913 · Museo Puškin · Moscow

Vi ho fatto vedere, no, i disegni che faccio adesso, per imparare a rappresentare un albero, gli alberi? Come se non avessi mai visto, mai disegnato un albero. Dalla mia finestra ne vedo uno. Devo con pazienza capire come si costruisce la massa dell’albero, poi l’albero stesso, il tronco, i rami, le foglie. Prima di tutto i rami che si dispongono simmetricamente, su un solo piano. Poi il modo in cui i rami girano, passano davanti al tronco. Non fraintendetemi: non voglio dire che, vedendo l’albero dalla mia finestra, lavoro per copiarlo. L’albero è anche tutto un insieme di effetti che l’albero causa in me. Non è questione di disegnare un albero come lo sto vedendo. Ho davanti a me un oggetto che esercita  sul mio spirito un’azione, non soltanto come albero, ma anche in rapporto a ogni sorta d’altri sentimenti.

In auto, non si dovrebbe andare a più di cinque chilometri l’ora. Se no, non si sentono più gli alberi. Siete mai andato in bicicletta? Sì. Ma un giorno mi ruppi il muso e mi ingessarono un piede. Gustave Moreau mi chiese cosa m’era successo. Gli spiegai che usavo la bicicletta per andare verso la natura e fare dei paesaggi. Mi ribatté: si facevano dei bei paesaggi prima dell’invenzione della bicicletta. Mi convinse. Henry Matisse · Scritti e pensieri sull’arte

Pino Cacucci · Polvere del Messico


Amore · 2

Saturday, January 10th, 2009

Nicole Tran Ba Vang · Collezione primavera estate

Nicole Tran Ba Vang · Collezione primavera estate (part) · 2001

Nessuna verità, in amore, è
conturbante quanto una
bugia.

Graziano Spinosi

©

"Non ci si può mai fidare della natura" (Jean Baudrillard) soprattutto nelle cose d’amore. Si dà infatti che un corpo nudo, come natura l’ha fatto, non sia seducente senza l’intervento dell’artificio in grado di scongiurare la semplice nudità e cancellare la naturalità di un corpo in sé e per sé insignificante. Senza l’ammiccamento, senza il gioco dell’apparire e dello sparire, senza la provocazione del desiderio in vista della sua delusione, senza un oltrepassamento del corpo e del suo esser semplicemente nudo in vista di quel vuoto che è poi l’anima dell’altro sognata sempre nella sua ingannevole complicità, senza quel nulla che si riempie di gesti convenuti come gesti erotici, senza quel misconoscimento dell’altro sepolto da tutte quelle parole incantevoli che ne recitano il falso riconoscimento, non si dà vicenda d’amore. Umberto Galimberti · Parole nomadi


Tony Cragg

Friday, February 3rd, 2006

Tony Cragg · Autoritratto con sacco 
Tony Cragg · Autoritratto con sacco · 1980

Pezzi di plastica, materiali da buttare, disposti come tessere di un mosaico. Altrimenti destinati a un inceneritore questi resti  danno vita alla rappresentazione tridimensionale di un uomo il cui sguardo è rivolto a un sacco d’immondizia che pare un grembo. L’uomo da corpo agli oggetti, gli oggetti danno corpo all’uomo. La natura fa il resto. © Graziano Spinosi