Posts Tagged ‘roland barthes’

Nothing

Sunday, November 28th, 2010

NOTHING 2003 
Stefan Brüggemann · Nothing · 2003

) niente (
 
Graziano Spinosi

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Dunque, succede: niente. Questo niente, tuttavia, bisogna dirlo. Come dire: niente? Ci troviamo qui dinanzi a un grande paradosso dello scrivere: niente può solo dirsi niente; niente è forse la sola parola della lingua che non ammette nessuna perifrasi, nessuna metafora, nessun sinonimo, nessun sostituto; infatti dire niente altrimenti che con il suo puro denotante (la parola niente), sarebbe già colmare il niente, smentirlo: come Orfeo che perde Euridice voltandosi verso di lei, niente perde un po’ del suo senso ogniqualvolta lo si enuncia (lo si de-nuncia). Bisogna dunque barare. Roland Barthes · Il grado zero della scrittura


Essenza

Sunday, February 21st, 2010

GHIRRI VERSAILLES

Luigi Ghirri · Versailles · 1985

Ogni essere umano sprigiona un’essenza che non è in grado di percepire. È un segnale identitario al pari di altri, ma  più persistente nel ricordo. Un segnale di orientamento, per alcuni di pericolo. L’essenza perdura anche quando niente sussiste d’un passato antico, dopo il suo distacco dal corpo. Graziano Spinosi

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Di ciò che non torna più, è l’odore che mi torna.

Roland Barthes · Barthes di Roland Barthes


The subway

Sunday, February 8th, 2009

G-TOOKER-THE-SUBWAY-1950

George Tooker · The Subway · 1950

Ogni domanda è legittima, è la risposta che conta.

Il mercato ha spopolato le piazze dove si parlava e deportato la gente nelle case. Quindi ha creato bisogni nuovi, ipnotici, trasformando così gli esseri umani in consumatori (di beni che soddisfano il bisogno del mercato). Per appagare questi bisogni il mercato sfrutta ogni risorsa: il mercato distrugge e la sua degenerazione ha come conseguenza l’autodistruzione.

Una vita dopo la fine della vita, un’altra vita, finalmente terrestre. Potrebbe cominciare così il racconto di chi, durante un’eclissi di sole, decise che era venuto il momento di scrivere la biografia di un albero e ignorare tutto il resto.

Alcuni luoghi visti per la prima volta sembrano conosciuti da sempre. Altri, frequentati abitualmente, all’improvviso diventano estranei. Come le persone.

Il desiderio è l’unico inganno credibile.

Graziano Spinosi

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Ma io non sono mai stato simile a questo! Come fa a saperlo? Cos’è questo “tu” al quale dovrebbe o non dovrebbe assomigliare? Dove trovarlo? In quale parametro morfologico o espressivo? Dov’è il suo corpo di verità? Lei è il solo a non poter vedere altro che un’immagine, non vede mai i suoi occhi, se non inebetiti dallo sguardo rivolto a uno specchio o a un obbiettivo; proprio e soprattutto per il suo corpo lei è condannato all’immaginario. Roland Barthes · Barthes di Roland Barthes


La mosca

Tuesday, October 3rd, 2006

PETRUS CHRISTUS RITRATTO DI CARTUSIANO 
Petrus Christus · Ritratto di cartusiano · 1446
Metropolitan Museum · New York

Guarda in direzione dello spettatore, occhi dipinti negli occhi vivi. Come un’impalcatura il suo corpo minuto sostiene uno sguardo dal piglio acceso, come a richiamare l’attenzione di chi vivrà in un tempo futuro. Ti guardo, mi vedi? È la voce dell’autore, ancora un’allegoria della morte. La mosca si posa, lo lascia dire. Graziano Spinosi

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Ma io non sono mai stato simile a questo! Come fa a saperlo? Cos’è questo “tu” al quale dovrebbe o non dovrebbe assomigliare? Dove trovarlo? In quale parametro morfologico o espressivo? Dov’è il suo corpo di verità? Lei è il solo a non poter vedere altro che un immagine, non vede mai i suoi occhi, se non inebetiti dallo sguardo rivolto a uno specchio o a un obbiettivo (mi piacerebbe soltanto vedere i miei occhi quando ti guardano); proprio e soprattutto per il suo corpo lei è condannato all’immaginario. Roland Barthes


Il corpo degli alberi

Sunday, April 30th, 2006

VINCENT PAESAGGIO CON ULIVI 1889    
Vincent van Gogh · Paesaggio con ulivi · 1889 · Collezione John Hay Whitney  · New York

Scorre una memoria, con la linfa, nel corpo degli alberi.
Scrivono il tempo come i libri, gli alberi sono libri.

Graziano Spinosi

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Gli alberi sono degli alfabeti, dicevano i Greci.

Roland Barthes